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Piazza Affari rimbalza dopo il tracollo.
Lo spread torna in area 170 punti base

Sui listini del Vecchio continente pesano le incognite sulla crescita dell'economia: solo la Germania fa meglio delle attese. Milano centra un mini-recupero. Debole anche Wall Street con la fiducia dei consumatori in calo. In crescita le quotazioni del petrolio, giù l'oro. I Btp rendono ancora il 3,05%
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MILANO - Le Borse europee chiudono contrastate, con Piazza Affari che trova un piccolo rimbalzo dopo il crollo della vigilia. A Milano, ieri, è scattato il panico dopo la diffusione di voci secondo le quali lo Stato avrebbe potuto tassare in maniera retroattiva i titoli di Stato: il rumor è stato immediatamente smentito dal Tesoro, ma i dubbi tra gli investitori sono rimasti e così lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è salito in area 185 punti; oggi è rientrato in area 170 punti base, ma i titoli di Stato a 10 anni continuano a essere scambiati sul mercato secondario intorno al 3,04%, quando solo due giorni fa i tassi avevano segnato il minimo storico sotto quota 2,9%. Sui mercati poi pesano i timori per la crescita nell'Eurozona (l'Italia è tornata a decrescere, mentre solo la Germania fa meglio delle attese) e si aspettano le prossime mosse della Bce chiamata a sostenere la ripresa - il surplus è calata a 17,1 milia…
MILANO - Le Borse europee chiudono contrastate, con Piazza Affari che trova un piccolo rimbalzo dopo il crollo della vigilia. A Milano, ieri, è scattato il panico dopo la diffusione di voci secondo le quali lo Stato avrebbe potuto tassare in maniera retroattiva i titoli di Stato: il rumor è stato immediatamente smentito dal Tesoro, ma i dubbi tra gli investitori sono rimasti e così lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è salito in area 185 punti; oggi è rientrato in area 170 punti base, ma i titoli di Stato a 10 anni continuano a essere scambiati sul mercato secondario intorno al 3,04%, quando solo due giorni fa i tassi avevano segnato il minimo storico sotto quota 2,9%. Sui mercati poi pesano i timori per la crescita nell'Eurozona (l'Italia è tornata a decrescere, mentre solo la Germania fa meglio delle attese) e si aspettano le prossime mosse della Bce chiamata a sostenere la ripresa - il surplus è calata a 17,1 miliardi - e combattere i rischi legati a una bassa inflazione per un periodo prolungato.

E così in una giornata priva di dati macroeconomici di rilievo, ad eccezione della vendite di auto in Europa e la fiducia delle famiglie in arrivo dagli Stati Uniti, le Borse hanno faticato a rialzare la testa. A Milano Piazza Affari ha archiviato un recupero dell'1,12%, mentre Londra segna il +0,22% finale, Parigi sale dello 0,26% e Francoforte cede lo 0,28% finale. Tra i singoli comparti del listino milanese sotto osservazione le banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bpm condizionate dal rimbalzo dello spread, mentre recupera Ubi dopo i ribassi seguenti alle recenti indagini. Tra i più positivi si segnala Moncler dopo i conti trimestrali. L'euro chiude stabile a 1,3712 dollari e 139,24 yen. Il biglietto verde ha recuperato le perdite di metà seduta, tornando ai livelli dell'apertura, grazie ai buoni dati sul mercato immobiliare. Debole Wall Street nonostante il balzo mostrato dall'avvio di nuovi cantieri negli Usa: +13,2%, il top da cinque mesi. Pesa, piuttosto, la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan, scesa a maggio a 81,8 punti. E così, mentre in Europa chiudono i mercati, il Dow Jones è in ribasso frazionale, lo S&P5000 è poco sopra la parità e il Nasdaq cede lo 0,2%.

In mattinata, d'altra parte, anche Tokyo aveva chiuso in decisa flessione. Al termine di una seduta tutta vissuta in territorio negativo l'indice Nikkei ha terminato gli scambi in calo a 14.096,59, Con un ribasso dell'1,41% rispetto al riferimento di ieri (-201,62 punti). A condizionare gli scambi è stato soprattutto il rafforzamento dello yen sui mercati valutari: la moneta nipponica è infatti salita ai massimi da un mese a questa parte nei confronti del dollaro. Sul fronte delle materie prime, il contratto a giugno del petrolio sale dello 0,33% a 101,85 dollari al barile, quello dell'oro con la stessa scadenza cede lo 0,36% a 1.289 dollari l'oncia.