LONDRA - Una laurea vale almeno un milione (di sterline). E' l'equazione che si può ricavare dalle ultime statistiche governative, da cui risulta che in Gran Bretagna il 20 per cento di tutti coloro che hanno un diploma di laurea possiede un patrimonio pari o superiore a quella cifra. In sostanza significa che, in questo paese, una persona su cinque che va all'università diventa milionaria, secondo quanto rivelano dati dell'Office for National Statistics citati oggi dal Daily Telegraph. Sono due milioni di persone, pari al 10 per cento di tutti gli adulti, che possiedono beni con un valore dal milione di sterline in su (circa un milione e 200 mila euro) tra immobili, risparmi e altre proprietà. Una casa e più spesso una seconda casa (per le vacanze o come investimento da affittare), una o più automobili, fondi pensioni, titoli, azioni e denaro depositato in banca, sono gli elementi che formano tale ricchezza.
Il governo ha accolto la statistica con favore: "Dimostra che andare all'università è un buon affare", dice il ministro dell'Istruzione David Willetts, "e giustifica la decisione di aumentare le rette di iscrizione universitaria ", portate da 3 mila a 9 mila sterline l'anno dalla coalizione guidata dai conservatori di David Cameron, dopo che il governo laburista, sotto Tony Blair, le aveva già incrementate da mille a 3 mila sterline l'anno. "E' la prova che è giusto chiedere ai laureati di restituire il costo dell'istruzione superiore e che aumentare il numero di chi va all'università diffonde maggiormente benessere e opportunità".
Ogni studente (non solo britannico ma di tutti i paesi dell'Unione europea), indifferentemente dal reddito familiare, può ottenere un prestito che copre interamente il prezzo della "tuition fee", la tassa d'iscrizione universitaria, da restituire a rate a interesse previlegiato solo dopo la laurea e solo dal momento in cui guadagna più di 22 mila sterline l'anno (25 mila euro). Ciononostante ci sono pressioni da parte del partito laburista per ridurre la tassa, almeno da 9 mila a 6 mila sterline l'anno, per non caricare sulle spalle dei laureati un debito troppo alto che poi dovrebbero trascinarsi per anni (sebbene inizialmente debba essere restituito con rate di 80 sterline al mese). A chi protesta che l'istruzione universitaria dovrebbe essere gratuita, sia Blair ai suoi tempi che Cameron ora replicano che le università britanniche sono tra le migliori del mondo e che per mantenere il loro livello di eccellenza accademica occorre un contributo finanziario da parte degli studenti medesimi, poiché i fondi dello stato e le donazioni private non sono più sufficienti.
Le statistiche rivelano che il numero dei milionari è in costante aumento: nel 2006 in Gran Bretagna il 6 per cento delle famiglie avevano beni per 1 milione di sterline o più, nel 2012 sfiorano il 10 per cento della popolazione totale; e nella categoria dei laureati, la quota è passata dal 16 per cento nel 2006 al 20 per cento odierno. Ma indicano anche un crescente gap tra ricchi e poveri: oggi il 10 per cento della popolazione britannica detiene il 44 per cento della ricchezza nazionale, ed è cinque volte più ricco del 50 per cento più povero della popolazione. Altre cifre in materia rilevate dall'Office for National Statistics segnalano che sono milionari il 16 per cento di coloro che hanno tra 55 e 64 anni, il 14 per cento dei coniugati e il 14 per cento dei lavoratori autonomi. Sposarsi, lavorare in proprio e soprattutto laurearsi: questa la strada per arrivare a un milione di sterline.
Il governo ha accolto la statistica con favore: "Dimostra che andare all'università è un buon affare", dice il ministro dell'Istruzione David Willetts, "e giustifica la decisione di aumentare le rette di iscrizione universitaria ", portate da 3 mila a 9 mila sterline l'anno dalla coalizione guidata dai conservatori di David Cameron, dopo che il governo laburista, sotto Tony Blair, le aveva già incrementate da mille a 3 mila sterline l'anno. "E' la prova che è giusto chiedere ai laureati di restituire il costo dell'istruzione superiore e che aumentare il numero di chi va all'università diffonde maggiormente benessere e opportunità".
Ogni studente (non solo britannico ma di tutti i paesi dell'Unione europea), indifferentemente dal reddito familiare, può ottenere un prestito che copre interamente il prezzo della "tuition fee", la tassa d'iscrizione universitaria, da restituire a rate a interesse previlegiato solo dopo la laurea e solo dal momento in cui guadagna più di 22 mila sterline l'anno (25 mila euro). Ciononostante ci sono pressioni da parte del partito laburista per ridurre la tassa, almeno da 9 mila a 6 mila sterline l'anno, per non caricare sulle spalle dei laureati un debito troppo alto che poi dovrebbero trascinarsi per anni (sebbene inizialmente debba essere restituito con rate di 80 sterline al mese). A chi protesta che l'istruzione universitaria dovrebbe essere gratuita, sia Blair ai suoi tempi che Cameron ora replicano che le università britanniche sono tra le migliori del mondo e che per mantenere il loro livello di eccellenza accademica occorre un contributo finanziario da parte degli studenti medesimi, poiché i fondi dello stato e le donazioni private non sono più sufficienti.
Le statistiche rivelano che il numero dei milionari è in costante aumento: nel 2006 in Gran Bretagna il 6 per cento delle famiglie avevano beni per 1 milione di sterline o più, nel 2012 sfiorano il 10 per cento della popolazione totale; e nella categoria dei laureati, la quota è passata dal 16 per cento nel 2006 al 20 per cento odierno. Ma indicano anche un crescente gap tra ricchi e poveri: oggi il 10 per cento della popolazione britannica detiene il 44 per cento della ricchezza nazionale, ed è cinque volte più ricco del 50 per cento più povero della popolazione. Altre cifre in materia rilevate dall'Office for National Statistics segnalano che sono milionari il 16 per cento di coloro che hanno tra 55 e 64 anni, il 14 per cento dei coniugati e il 14 per cento dei lavoratori autonomi. Sposarsi, lavorare in proprio e soprattutto laurearsi: questa la strada per arrivare a un milione di sterline.