Economia

La Borsa prova a risollevarsi dopo la paura.
Lunedì pioggia di dividendi: sono 7 miliardi

Parte il lungo avvicinamento al board della Bce di inizio giugno. Piazza Affari riparte dopo un calo del 3,5% nell'ottava, ma zavorrata da un -1,45% legato allo stacco delle cedole. I dati più rilevanti arriveranno nella seconda parte della settimana, con gli indici Pmi dell'Eurozona e soprattutto l'andamento del Pil tedesco

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MILANO - Piazza Affari ha chiuso la scorsa settimana con un colpo di coda, ma il saldo dell'ottava è rimasto negativo (-3,5%) soprattutto a causa del giovedì nero che ha fatto bruciare oltre 17 miliardi di capitalizzazione. I dati negativi sul Pil e le preoccupazioni legate alla non-inflazione europea hanno abbattuto un listino che aveva corso più di ogni altro in Europa. Gli investitori, nella nuova ottava, cercano una nuova iniezione di fiducia (soprattutto con i dati tedeschi della seconda parte di settimana) nel lungo avvicinamento al board della Bce di inizio giugno, quando Mario Draghi è ormai atteso a un'azione concreta e straordinaria di sostegno all'economia.

A dire il vero, la riapertura di Piazza Affari avverrà con il pesante condizionamento di un "dividend day", giorno di distribuzione degli utili agli azionisti: peserà la bellezza di 7 miliardi di euro. Secondo l'analisi di Radiocor, staccheranno la cedola 19 società del Ftse Mib, il listino delle 40 maggiori quotate, per un impatto sull'indice pari a un calo dell'1,46%. Il numero sale a 47 società aggiungendo i gruppi a più piccola capitalizzazione. Complessivamente, le 19 blue chip distribuiranno agli azionisti circa 6,4 miliardi di euro, cifra che non tiene conto di Unicredit, che  pagherà un 'dividend scrip' da corrispondersi in azioni o in contanti e Tenaris, in quanto società estera. Considerando tutto il listino, il monte dividendi - calcolato sul numero di azioni in circolazione al 31 dicembre 2013 al netto delle azioni detenute in proprio dalla società - supera i 7 miliardi di euro. Nel dettaglio, tra le società del Ftse Mib, quoteranno ex dividendo Atlantia (che paga un saldo di 0,391 euro, su un totale dividendo relativo all'esercizio 2013 di 0,746 euro per azione), Azimut (0,7 euro), Buzzi Unicem (0,05 euro su ordinarie e risparmio), Campari (0,08), Eni (0,55 su 1,1), Egp (0,032), Generali (0,45), Gtech (0,75), Intesa Sanpaolo (0,05), Luxottica (0,65), Mediolanum (0,15 su 0,25), Salvatore Ferragamo (0,4), Saipem (0,05 sulle risparmio), Snam (0,15 su 0,25), Tenaris (0,218 dollari su 0,43 dollari), Tod's (2,7), Ubi (0,06), Unicredit (0,1), UnipolSai (0,19559).

Oltre alla distribuzione dei dividendi, lunedì si guarda alla politica con il voto di fiducia alla Camera sul decreto legge che contiene il Piano casa. L'Istat diffonde i dati sulla produzione nelle costruzioni per il mese di marzo; fuori dall'Europa, occhi agli ordini di macchinari in Giappone. L'agenda di martedì riparte dall'economia nipponica, con l'indice dell'attività industriale. Dalla Germania arriveranno i prezzi alla produzione, dal Regno Unito l'inflazione di aprile e dall'Italia la bilancia delle partite correnti e i dati su fatturato e ordini dell'industria. Più sensibili per il mercato, soprattutto perché daranno un indicazione importante sulla possibile evoluzione di inflazione e Pil in Europa, le rilevazioni di mercoledì sulla fiducia al consumo della zona con la moneta unica. Sempre mercoledì verranno pubblicati i dati su bilancia commerciale giapponese, vendite al dettaglio in Gran Bretagna e richieste di mutui negli Stati Uniti. Dagli Usa, poi, emergeranno le minute della Federal Reserve della riunione di aprile, quando il tapering (la stretta agli stimoli monetari) è avanzato di altri 10 miliardi.

La settimana macroeconomica si scalda maggiormente nella fase finae. Giovedì sarà la volta degli indici Pmi su manifatturiero, servizi e indice composito, a cominciare dal Giappone per poi arrivare all'Eurozona (con i dati scomposto, tra gli altri, su Germania, Francia e Italia). Attesa anche per la fiducia del settore manifatturiero in Francia, altra grande economia "malata" insieme all'Italia, mentre nel pomeriggio sarà la volta dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti e dell'indice del Conference Board. L'ottava si chiude con i dati più attesi: andamento del Pil in Germania, insieme all'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, e vendite al dettaglio in Italia. L'Istat pubblicherà anche la rilevazione sulle retribuzioni tricolori.