LONDRA - Forse qualcuno lo dava per scontato già da tempo, ma ora una graduatoria di analisti lo conferma: per la prima volta la capitale britannica risulta il primo centro finanziario del mondo. Il posto migliore del pianeta per una banca, una società di investimenti, una grande impresa già avviata o una neonata start-up. Lo afferma la classifica annuale di PwC, società di analisi finanziarie della City londinese, che avendo qui la sua base potrebbe essere sospettata di scarsa obiettività ma che, finora, aveva sempre dato ad altre città la palma di capitale della finanza globale, dunque può essere considerata un giudice sufficientemente imparziale.
Secondo il ranking 2014, Londra ha superato per la prima volta New York e Pechino, che occupavano le due posizioni di testa lo scorso anno, quando la metropoli sul Tamigi era invece in terza posizione. Nella "top five" di quest'anno, la capitale del Regno Unito è seguita nell'ordine da New York, Singapore, Toronto e San Francisco. Nella graduatoria compare anche Milano, al 18esimo posto su 30 come posizione globale, ma in prima posizione per posti di lavoro nel settore finanziario rispetto alla forza lavoro occupata in altri settori, in quarta posizione per offerta di servizi sanitari e in sesta per qualità di servizi in banda larga, davanti a città come New York, Toko, Madrid e Parigi, segnalando che qualcosa si muove, e in meglio, sotto la Madonnina.
La graduatoria è composta dalla somma di classifiche specifiche per settore. Londra, per esempio, è salita dall'ottavo posto del 2013 al primo del 2014, a pari merito con Seul, per sviluppo tecnologico, rafforzando la sua reputazione di nuovo "tech hub" mondiale. E' risultata prima per sviluppo del software e del settore multimediale, prima per il design, seconda per la qualità della ricezione in banda larga (l'anno scorso era solo dodicesima in tale ambito), terza dietro Singapore e Seul per l'accesso a internet nelle scuole, seconda nel campo dei maggiori investimenti esteri, seconda (dietro Parigi) in quello del capitale intellettuale e dell'innovazione, grazie alla qualità delle sue università, alla facilità di accesso alle sue biblioteche (in gran parte digitalizzate) e all'alto numero di persone con alto grado di istruzione universitaria.
"Non c'è dubbio che la crescente reputazione digitale di Londra, seguendo l'ascesa e l'influenza di numerose start-up nel distretto cittadino noto come Silicon Roundabout, dipende anche dalla facilità di fare affari qui", dice David Snell, analista della PcW e curatore del ranking, al Daily Telegraph, che ha pubblicato la graduatoria. L'unico dato negativo per Londra è che finisce a metà classifica, sulle 30 maggiori capitali finanziarie della terra, per quanto riguarda costo della vita, sostenibilità delle risorse e qualità dell'ambiente, un possibile campanello d'allarme per il futuro, nota la ricerca, basata su dati raccolti dai rapporti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.
Secondo il ranking 2014, Londra ha superato per la prima volta New York e Pechino, che occupavano le due posizioni di testa lo scorso anno, quando la metropoli sul Tamigi era invece in terza posizione. Nella "top five" di quest'anno, la capitale del Regno Unito è seguita nell'ordine da New York, Singapore, Toronto e San Francisco. Nella graduatoria compare anche Milano, al 18esimo posto su 30 come posizione globale, ma in prima posizione per posti di lavoro nel settore finanziario rispetto alla forza lavoro occupata in altri settori, in quarta posizione per offerta di servizi sanitari e in sesta per qualità di servizi in banda larga, davanti a città come New York, Toko, Madrid e Parigi, segnalando che qualcosa si muove, e in meglio, sotto la Madonnina.
La graduatoria è composta dalla somma di classifiche specifiche per settore. Londra, per esempio, è salita dall'ottavo posto del 2013 al primo del 2014, a pari merito con Seul, per sviluppo tecnologico, rafforzando la sua reputazione di nuovo "tech hub" mondiale. E' risultata prima per sviluppo del software e del settore multimediale, prima per il design, seconda per la qualità della ricezione in banda larga (l'anno scorso era solo dodicesima in tale ambito), terza dietro Singapore e Seul per l'accesso a internet nelle scuole, seconda nel campo dei maggiori investimenti esteri, seconda (dietro Parigi) in quello del capitale intellettuale e dell'innovazione, grazie alla qualità delle sue università, alla facilità di accesso alle sue biblioteche (in gran parte digitalizzate) e all'alto numero di persone con alto grado di istruzione universitaria.
"Non c'è dubbio che la crescente reputazione digitale di Londra, seguendo l'ascesa e l'influenza di numerose start-up nel distretto cittadino noto come Silicon Roundabout, dipende anche dalla facilità di fare affari qui", dice David Snell, analista della PcW e curatore del ranking, al Daily Telegraph, che ha pubblicato la graduatoria. L'unico dato negativo per Londra è che finisce a metà classifica, sulle 30 maggiori capitali finanziarie della terra, per quanto riguarda costo della vita, sostenibilità delle risorse e qualità dell'ambiente, un possibile campanello d'allarme per il futuro, nota la ricerca, basata su dati raccolti dai rapporti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.