Economia

Il governo tratta coi Comuni sulla Tasi.
Fassino: "Ai sindaci almeno 2 miliardi"

Per il presidente dell'Anci servono almeno 2 miliardi per i sindaci dalle casse centrali in caso di rinvio della riscossione a settembre. Oggi incontro tra i tecnici al Ministero dell'Economia, entro la settimana bisogna definire la questione. Sullo sfondo, un'ipotesi "mista" di conferme e rinvii. La Uil: solo 832 delibere, in 12 capoluoghi è già più cara dell'Imu

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MILANO - Ore decisive per il destino della Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili dei Comuni (dall'illuminazione alla manutenzione delle strade) al centro di una contesa sui tempi e sulle modalità di pagamento. Oggi i tecnici di Anci, l'Associazione dei Comuni italiani, e del Tesoro si sono incontrati per vagliare le soluzioni sul tavolo e offrire alla politica un quadro più completo della situazione, ma senza dubbio in settimana si dovrà sciogliere il nodo delle scadenze dell'imposta, con il sottosegretario Graziano Delrio che ha richiamato in gioco l'ipotesi di uno slittamento, almeno parziale.

Il problema è che il decreto che ha definito la possibilità di alzare dello 0,8 per mille l'imposizione sulla Tasi, per un massimo del 3,3 per mille sulla prima casa, è entrato in vigore il 5 maggio e dà tempo alle giunte fino al 23 prossimo per deliberare. Ma oltre 4mila Comuni sono sotto elezioni e non approveranno mai in tempo quella deliberazione, specie a pochi giorni dalle urne. Così ad oggi, secondo i dati della Uil - Servizio Politiche Territoriali, si hanno 832 Comuni che hanno deliberato le nuove aliquote, nei quali i proprietari di prime e seconde case dovrebbero pagare le due rate della Tasi rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 dicembre. Di questi, a dire il vero, solo 514 hanno pubblicato sul sito del Ministero, come da norma, la loro delibera; ancora secondo i calcoli della Uil, nel 26 per cento dei casi il conto per i cittadini sarà più caro dell'Imu pagata nel 2012. Su 32 città capoluogo che hanno deliberato al Tasi, ad esempio, in 12 di queste si pagherà più dell'Imu: Bergamo, Ferrara, Genova, La Spezia, Macerata, Mantova, Milano, Palermo, Pistoia, Sassari, Savona, Siracusa.

Tasi e Imu a confronto: tabelle

In altri 7.300 Comuni però mancano i testi, dei quali appunto 4mila sono in campagna elettorale (25 maggio la data delle urne). In questi, la norma vorrebbe che i proprietari di prima casa paghino il 16 dicembre in soluzione unica sulla base delle future aliquote e quelli di seconda casa entro il 16 giugno il 50% dell'aliquota base all'1 per mille e la seconda rata (con eventuale conguaglio sulla base delle nuove aliquote) entro il 16 diecembre.

In tutto questo, c'è la complicazione descritta da Repubblica con un ginepraio di detrazioni e aliquote che porta il totale delle combinazioni possibili a oltre 75mila soluzioni diverse. Da considerare anche la variabile dello "spacchettamento" del pagamento tra proprietari e inquilini in affitto: questi possono pagare tra il 10 e il 30%, ma stabilirlo in maniera forfettaria in attesa delle delbiere sarebbe impraticabile.

Per risolvere almeno il problema della deliberazione delle aliquote e delle relative scadenze di pagamento, prende quota è la proposta "ibrida" dell'Anci: chi ha già deliberato tiene la scadenza della prima rata al 16 giugno, per gli altri si introduce la possibilità di decidere fino alla fine di luglio e far pagare entro il 16 settembre. "Se il governo vuole intervenire e prorogare i termini per il pagamento della prima rata della Tasi lo può legittimamente fare: è sovrano. Certo non spetta ai Comuni decidere le scadenze per il pagamento dell'Imu e della Tasi. Ma, sia chiaro: alla proroga il governo dovrà accompagnare l'anticipazione delle risorse ai comuni. L'intera Tasi vale oltre 4 miliardi. Non meno della metà, dunque". Così il presidente dell'Anci, Piero Fassino, spiega in un'intervista a Repubblica il punto di vista dei Sindaci: far slittare in toto la Tassa a settembre comporterebbe un buco di liquidità stimato, appunto, in circa 2 miliardi. Ma anche se dovesse passare alla fine la "versione mista", con la proroga solo per chi non ha ancora deliberato, "quale che sia la soluzione il governo garantisca ai Comuni che usufruiranno della proroga l'anticipazione di quanto avrebbero dovuto incassare il 16 giugno".