Economia

I banchieri non si preoccupano per lo spread.
Gaffe di Abete, lancia #investitorestaisereno

Alla riunione dell'Abi filtra fiducia verso l'appuntamento elettorale. Il nervosismo sui titoli di Stato "figlio della speculazione", non ci sono preoccupazioni per l'esito del voto. Il numero uno della Bnl prova a tranquillizzare tutti anche su Twitter, ma usa un hashtag che ha avuto scarsa fortuna

2 minuti di lettura
MILANO - Sarà anche un tentativo di intervento distensivo, in una fase turbolenta per i mercati, ma l'hashtag #investitorestaisereno difficilmente tranquillizza qualcuno. Lo ha lanciato Luigi Abete, presidente Bnl, che in cuor suo si augura un epilogo diverso per questa nuova puntata della saga dello "stai sereno". Una mania esplosa su Twitter perché lanciata da Matteo Renzi in riferimento al governo di Enrico Letta: al cinguettio dell'allora sindaco di Firenze, che sembrava garantire sulla tenuta dell'esecutivo, sono seguiti i fatti. Letta è stato prepensionato e ora al suo posto siede proprio Renzi. Insomma, mai promessa fu meno rispettata.

L'#investitorestaisereno di Abete, oltre che uno "scivolone" per chi osserva il mondo dalle maglie della Rete, è comunque un esplicito invito alla calma, che il banchiere condivide con i suoi colleghi dell'Abi, l'Associazione che riunisce gli istituti di credito italiani. Quella del presidente di Bnl è tutt'altro che una voce fuori dal coro. Per il gotha del credito e della finanza, riunito oggi a Milano per il comitato esecutivo dell'Abi, l'esito delle elezioni di domenica non provocherà tensioni sui mercati finanziari, né balzi dello spread. Una posizione diversa rispetto a quella di alcuni analisti, che legano i recenti ampliamenti del differenziale come un messaggio di pericolo per una possibile affermazione anti-austerità alle urne del 25 maggio.

Chiarisce ancora Abete: "non vivo né con l'ansia di queste elezioni né con la preoccupazione che legittime forme di protesta possano nel medio termine mettere in discussione l'Europa". E' per questo, evidenzia il banchiere romano, che "se fossi un investitore mi terrei strette le mie azioni e i miei titoli di Stato. Anzi, lancio l'hashtag #investitorestaisereno#". Abete non ha dubbi: "l'Europa è una scelta irreversibile. Non si può tornare indietro perchè non conviene, non è fattibile, e avrebbe un costo sociale ed economico incommensurabile". Mettere in discussione le istituzioni europee e la moneta unica è un'ipotesi che secondo il numero uno di bnl "non esiste a prescindere dal successo o meno delle forze populiste. Dormiamo tutti sonni tranquilli". Il numero uno di Bnl minimizza i movimenti dell'obbligazionario: "I mercati vivono di aspettative, queste tensioni sono fisiologiche".

Dello stesso avviso il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli: "sangue freddo e testa fredda, la ragione non si stanca di combattere", è il suo invito, nella convinzione che "lo spread non è un indicatore di prospettive di lungo termine. Più forte è il calo che si è registrato, più aumenta il rischio di un grande sussulto". Insomma, secondo patuelli "l'aumento dello spread è il risultato di molti fattori che non può essere identificato con uno solo. Ormai la speculazione è strutturale, in un mercato così competitivo e globalizzato, i grandi flussi finanziari si mettono in movimento in un secondo".
E' proprio perchè "oggi è tutto siderale", che il presidente dell'abi minimizza il boom dello spread di ieri: "non è che questa settimana io sia preoccupato della settimana scorsa". Anche per gian maria gros-pietro, presidente del cdg di intesa sanpaolo, "è difficile fare una relazione tra due fenomeni così distanti" come l'aumento dello spread e l'approssimarsi della tornata elettorale europea". Sulla stessa lunghezza d'onda l'ad del banco popolare, pierfrancesco saviotti: "non credo che l'andamento dello spread di questi giorni sia legato in maniera sostanziale alle prossime elezioni. Sicuramente c'è un aggancio, ma non è l'unico fattore". Tocca dunque al numero uno del banco popolare farsi portavoce dello stato d'animo dei maggiori banchieri italiani in vista delle elezioni europee di domenica prossima: "vediamo cosa succede, ma preoccupazioni non ne abbiamo".