Francia, treni troppo larghi per le banchine: 100 mln per modificarle
Per un errore di progettazione bisognerà allargare 1.300 binari. Ségolène Royal: "Fare chiarezza sul perché di decisioni così stupide". Marine Le Pen: "Spreco di soldi pubblici". Il governo: "Urgente la riforma del settore ferroviario"
PARIGI - Ferrovie francesi nel mirino a causa di un clamoroso errore di progettazione: i nuovi treni regionali, più larghi dei precedenti, non entrano nei binari. Per adattarli saranno necessari lavori su 1.300 banchine con un costo per lo stato fino a 100 milioni di euro. Il sottosegretario ai Trasporti, Frederic Cuviller, ha definito la vicenda "comicamente drammatica". La notizia, diffusa dal settimanale Le Canard Enchainè, è stata confermata dalle ferrovie (SNCF e RFF).
Le immagini dei treni.
Le misure inadeguate riguardano 182 vagoni TER Regiolis di Alstom e 159 Regio 2N del costruttore Bombardier, pronti per entrare in servizio regionale da ora fino a fine 2016. I lavori di allargamento e modernizzazione coinvolgeranno ora ben 1.300 binari sugli 8.700 dell'intera rete francese. Molti di questi treni sono stati realizzati in assenza di norme nazionali e senza considerare le differenze tra le stazioni francesi: "Gli ingegneri non hanno verificato…
Le immagini dei treni.
Le misure inadeguate riguardano 182 vagoni TER Regiolis di Alstom e 159 Regio 2N del costruttore Bombardier, pronti per entrare in servizio regionale da ora fino a fine 2016. I lavori di allargamento e modernizzazione coinvolgeranno ora ben 1.300 binari sugli 8.700 dell'intera rete francese. Molti di questi treni sono stati realizzati in assenza di norme nazionali e senza considerare le differenze tra le stazioni francesi: "Gli ingegneri non hanno verificato…
PARIGI - Ferrovie francesi nel mirino a causa di un clamoroso errore di progettazione: i nuovi treni regionali, più larghi dei precedenti, non entrano nei binari. Per adattarli saranno necessari lavori su 1.300 banchine con un costo per lo stato fino a 100 milioni di euro. Il sottosegretario ai Trasporti, Frederic Cuviller, ha definito la vicenda "comicamente drammatica". La notizia, diffusa dal settimanale Le Canard Enchainè, è stata confermata dalle ferrovie (SNCF e RFF).
Le immagini dei treni.
Le misure inadeguate riguardano 182 vagoni TER Regiolis di Alstom e 159 Regio 2N del costruttore Bombardier, pronti per entrare in servizio regionale da ora fino a fine 2016. I lavori di allargamento e modernizzazione coinvolgeranno ora ben 1.300 binari sugli 8.700 dell'intera rete francese. Molti di questi treni sono stati realizzati in assenza di norme nazionali e senza considerare le differenze tra le stazioni francesi: "Gli ingegneri non hanno verificato le dimensioni sul campo - spiega un tecnico delle ferrovie - E' come comprarsi una Ferrari e accorgersi dopo che non entra in garage".
Lo sbaglio è avvenuto perché la Rff ha misurato la grandezza dei binari costruiti meno di 30 anni fa, ma la maggior parte delle 1.200 stazioni francesi è stato realizzato oltre 50 anni fa. La vicenda imbarazzante assume toni davvero grotteschi visto che il sottosegretario ai Trasporti socialista, Frederic Cuvillier, è andato a incolpare il governo gollista dell'allora presidente Jacques Chirac che nel 1997 separò le ferrovie, Sncf, dal gestore della rete, Rff. L'ordinativo era stato fatto cinque anni fa ai costruttori Alstom e Bombardier per un costo totale di circa 15 miliardi di euro. L'errore è una questione di poco: 20 centimetri in totale. Ma è abbastanza per rendere inutilizzabili questi duemila treni nuovi di zecca. La Rff ha già stanziato 80 milioni per modernizzare i binari delle regioni più toccate dal problema, soprattutto al Centro e al Sud del paese.
Costernato il portavoce del governo socialista, Stéphane Le Foll, secondo cui la defaillance "giustifica ancora l'urgenza della riforma ferroviaria in preparazione". "Bisogna fare chiarezza sul perché sono state prese decisioni così stupide" ha tuonato il ministro dell'Ecologia, Ségolène Royal che ha aggiunte: "La gente deve imparare a uscire dai propri uffici". Duro l'attacco del presidente del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, che in vista del voto di domenica, denuncia "lo spreco di denaro pubblico".
Le immagini dei treni.
Le misure inadeguate riguardano 182 vagoni TER Regiolis di Alstom e 159 Regio 2N del costruttore Bombardier, pronti per entrare in servizio regionale da ora fino a fine 2016. I lavori di allargamento e modernizzazione coinvolgeranno ora ben 1.300 binari sugli 8.700 dell'intera rete francese. Molti di questi treni sono stati realizzati in assenza di norme nazionali e senza considerare le differenze tra le stazioni francesi: "Gli ingegneri non hanno verificato le dimensioni sul campo - spiega un tecnico delle ferrovie - E' come comprarsi una Ferrari e accorgersi dopo che non entra in garage".
Lo sbaglio è avvenuto perché la Rff ha misurato la grandezza dei binari costruiti meno di 30 anni fa, ma la maggior parte delle 1.200 stazioni francesi è stato realizzato oltre 50 anni fa. La vicenda imbarazzante assume toni davvero grotteschi visto che il sottosegretario ai Trasporti socialista, Frederic Cuvillier, è andato a incolpare il governo gollista dell'allora presidente Jacques Chirac che nel 1997 separò le ferrovie, Sncf, dal gestore della rete, Rff. L'ordinativo era stato fatto cinque anni fa ai costruttori Alstom e Bombardier per un costo totale di circa 15 miliardi di euro. L'errore è una questione di poco: 20 centimetri in totale. Ma è abbastanza per rendere inutilizzabili questi duemila treni nuovi di zecca. La Rff ha già stanziato 80 milioni per modernizzare i binari delle regioni più toccate dal problema, soprattutto al Centro e al Sud del paese.
Costernato il portavoce del governo socialista, Stéphane Le Foll, secondo cui la defaillance "giustifica ancora l'urgenza della riforma ferroviaria in preparazione". "Bisogna fare chiarezza sul perché sono state prese decisioni così stupide" ha tuonato il ministro dell'Ecologia, Ségolène Royal che ha aggiunte: "La gente deve imparare a uscire dai propri uffici". Duro l'attacco del presidente del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, che in vista del voto di domenica, denuncia "lo spreco di denaro pubblico".