LONDRA - Lo presentano come "il certificato di nascita" della rivoluzione dei computer che ha cambiato il mondo: è il primo microchip della storia, il tassello di intelligenza elettronica miniaturizzata che mezzo secolo fa diede il via alla marcia inarrestabile del progresso tecnologico arrivata oggi ai tablet, agli smartphone e al pianeta digitalizzato. Inventato da scienziati americani nei laboratori della Texas Instruments nel 1958, il primo prototipo di singolo chip verrà messo all'asta il 19 giugno da Christie's a New York, dopo un'esposizione nelle sale newyorchesi e londinesi della celebre casa d'aste, a un prezzo stimato tra 1 e 2 milioni di dollari. Non è escluso che sarà qualche miliardario della Silicon Valley a cercare di aggiudicarsi questa sorta di "pietra filosofale" della new economy, magari Bill Gates della Microsoft, per poi forse donarlo a un museo della tecnica e della scienza o alla biblioteca di un'illustre università.
Oggi i microchip sono la linfa della nostra vita quotidiana, presenti in tutto quello che tocchiamo e facciamo, dal forno a micro onde in cucina, ai tablet e ai laptop in ufficio, al Large Hadron Collider, l'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra che cerca di rivelare come si è creato l'universo. Senza i chip non potremmo più vivere, o torneremmo a un'età della pietra rispetto a quella in cui ci siamo abituati. Il primo fu costruito tra il 18 luglio e il 12 settembre 1958 negli stabilimenti della Texas Instruments da Tom Yeargan, un ingegnere elettronico della squadra che eseguiva le teorie sviluppate da Jack Kilby, considerato l'inventore del microchip, su come miniaturizzare i giganteschi computer (cervelli elettronici, venivano chiamati allora) della prima metà del ventesimo secolo. Christie's lo mette all'asta insieme a un secondo prototipo e a una dichiarazione autenticata di tre pagine di Tom Yeargan sulla cronologia e sulla costruzione del primo mini circuito integrato. A Londra è già esposto da ieri nei locali della casa d'aste a South Kensington e vi resterà sino al 29 maggio; a New York sarà mostrato al pubblico di curiosi e potenziali clienti dal 14 al 18 giugno nelle sale di Christie's al Rockefeller Center, dunque fino al giorno prima dell'asta.
Il primo microchip costava 450 dollari; oggi il valore è sceso a una frazione di un centesimo. Nel 2000, quando Kilby ricevette (con non poco ritardo) il premio Nobel per la sua invenzione, rese omaggio nel suo discorso di accettazione a "tutti gli scienziati e i tecnici" che vi avevano contribuito per decenni, a partire dal britannico Alan Turing. "Non ho costruito con le mie mani il primo prototipo", disse, affermando che il merito dell'impresa andava condiviso con Yeargan e gli altri tecnici della sua squadra, "ma sono stato io a disegnarlo". Inizialmente i dirigenti della Texas Instruments erano dubbiosi che fosse possibile restringere così tanto un circuito integrato. Ma il primo esperimento riuscì e il resto, come si suol dire, è storia nota - sui discendenti di quel microchip ho appena finito di scrivere questo articolo e grazie ad altri microchip voi lo state leggendo.
Oggi i microchip sono la linfa della nostra vita quotidiana, presenti in tutto quello che tocchiamo e facciamo, dal forno a micro onde in cucina, ai tablet e ai laptop in ufficio, al Large Hadron Collider, l'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra che cerca di rivelare come si è creato l'universo. Senza i chip non potremmo più vivere, o torneremmo a un'età della pietra rispetto a quella in cui ci siamo abituati. Il primo fu costruito tra il 18 luglio e il 12 settembre 1958 negli stabilimenti della Texas Instruments da Tom Yeargan, un ingegnere elettronico della squadra che eseguiva le teorie sviluppate da Jack Kilby, considerato l'inventore del microchip, su come miniaturizzare i giganteschi computer (cervelli elettronici, venivano chiamati allora) della prima metà del ventesimo secolo. Christie's lo mette all'asta insieme a un secondo prototipo e a una dichiarazione autenticata di tre pagine di Tom Yeargan sulla cronologia e sulla costruzione del primo mini circuito integrato. A Londra è già esposto da ieri nei locali della casa d'aste a South Kensington e vi resterà sino al 29 maggio; a New York sarà mostrato al pubblico di curiosi e potenziali clienti dal 14 al 18 giugno nelle sale di Christie's al Rockefeller Center, dunque fino al giorno prima dell'asta.
Il primo microchip costava 450 dollari; oggi il valore è sceso a una frazione di un centesimo. Nel 2000, quando Kilby ricevette (con non poco ritardo) il premio Nobel per la sua invenzione, rese omaggio nel suo discorso di accettazione a "tutti gli scienziati e i tecnici" che vi avevano contribuito per decenni, a partire dal britannico Alan Turing. "Non ho costruito con le mie mani il primo prototipo", disse, affermando che il merito dell'impresa andava condiviso con Yeargan e gli altri tecnici della sua squadra, "ma sono stato io a disegnarlo". Inizialmente i dirigenti della Texas Instruments erano dubbiosi che fosse possibile restringere così tanto un circuito integrato. Ma il primo esperimento riuscì e il resto, come si suol dire, è storia nota - sui discendenti di quel microchip ho appena finito di scrivere questo articolo e grazie ad altri microchip voi lo state leggendo.