Economia

La crisi non passa, cig per 500mila lavoratori: da gennaio hanno perso 2.600 euro

Da inizio anno persi 1,3 miliardi di reddito: come nello stesso periodo del 2013. La Cgil chiede il rifinanziamento della cassa in deroga: "La situazione è ancora molto grave". E intanto un'azienda su cinque è costretta a licenziare per il ritardo nei pagamenti

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MILANO - La crisi morde le tasche dei lavoratori che nei primi quattro mesi dell'anno hanno perso 1,3 miliardi a causa delle 350 milioni di ore in Cig autorizzate (365 lo scorso anno). Gli oltre 500mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore hanno perso 2.600 euro netti di reddito. A fare i conti è la Cgil che ha rielaborato i dati Inps sulla Cig: "La situazione è ancora molto grave" dice il segretario confederale Elena Lattuada.

Una situazione ancora più grave perché non migliora. Il numero di lavoratori coinvolto ad aprile dello scorso anno era lo stesso, così come la perdita di reddito nei primi quattro mesi dell'anno. D'altra parte le difficoltà del paese sono ancora evidenti. Basta guardare ai dati Istat sulle retribuzioni che ad aprile sono rimaste ferme sui livelli di marzo segnando un timido +1,2% rispetto al 2013. Certo il dato è doppio dell'inflazione (+0,6%), ma il tasso di crescita resta il più basso dal 1982. Ecco perché la situazione dell'industria e dei lavoratori in cassa integrazione rischia solo di fare da corollario a una crisi da cui il Paese, zavorrato da anni di crescita zero e peggio recessione, non riesce ad uscire.

Lo spiega con chiarezza anche il segretario Cgil secondo cui "la crescita esponenziale della cassa integrazione straordinaria segnala la permanenza di un livello strutturale della crisi, economica e produttiva. Nello specifico preoccupa enormemente la situazione in cui versano alcuni settori e aree del paese, siderurgia ed edilizia in primis, realtà diverse tra loro ma accomunate da una generale sottovalutazione dello stato di crisi in cui versano".

Un circolo vizioso cui si aggiungono li continui ritardi nei pagamenti che - secondo i dati raccolti dalla Cgia di Mestre - costringono un'impresa su cinque a licenziare: "E' drammatico - dice Giuseppe Bortolussi - che in Italia, con un tasso di disoccupazione che ormai galoppa verso il 13%, molte aziende siano costrette ad espellere una parte del personale perché non vengono pagate con regolarità". L'Italia continua ad essere il peggiore pagatore d'Europa: la nostra Pa paga le imprese a 165 giorni (+107 giorni rispetto la media Ue), nei rapporti commerciali tra imprese ci vogliono 94 giorni affinchè il committente saldi il proprio fornitore (+47 giorni rispetto la media Ue). Anche nei rapporti tra privati (cioè cittadini/famiglie) e imprese, la situazione rimane difficile: sono necessari mediamente 75 giorni per essere definitivamente pagati (+41 della media Ue).

Anche per questo la Cgil che torna a chiedere con urgenza il rifinanziamento della cassa in deroga ricordando che ad aprile sono stati autorizzati dall'Inps 86,8 milioni di ore di cassa con un calo del 13,3% su marzo. Nel primo quadrimestre dell'anno sono stati autorizzati alle imprese oltre 351 milioni di ore di cassa (-4,44% sullo stesso periodo del 2013): in calo la Cig ordinaria (-27,08%), mentre è aumentata la richiesta per la cassa straordinaria (+18,16%). La cassa integrazione in deroga (cigd) tra gennaio e aprile è diminuita dell'8,3% sullo stesso periodo del 2013. Nel complesso sono coinvolti un milione di lavoratori.