Economia

Piketty attacca il Ft: "Ridicolo sostenere che diseguaglianza non sia in aumento"

L'economista replica al quotidiano che confutava le sue tesi sulle contraddizioni del capitalismo: secondo il giornale non ci sono prove che in divario tra ricchi e poveri sia aumentato. A sostegno del professore francese anche il Nobel Paul Krugman

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LONDRA - Il Financial Times lo ha accusato di non saper fare di conto e lui ora replica affermando che il quotidiano della City si copre di "ridicolo". Non si spengono le polemiche su "Capital in the XXI century", il libro dell'economista francese Thomas Piketty in testa alle classifiche dei best-seller di mezzo mondo. Com'è noto la tesi dell'autore è che, sulla base di una imponente mole di cifre, la diseguaglianza di reddito è enormemente cresciuta dal 1970 in poi e che tale diseguglianza, premiando uno 0,1 per cento della popolazione mondiale a svantaggio di praticamente tutti gli altri, è una conseguenza inevitabile del capitalismo: un sistema, se non da abbattere, perlomeno da correggere e tenere sotto controllo, per esempio con tasse molto più pesanti sulla ricchezza. Per queste argomentazioni, oltre che per il titolo chiaramente allusivo del suo libro, Piketty è stato soprannominato "il nuovo Marx", ma oltre al successo di vendite ha ricevuto udienza alla Casa Bianca e al Fondo Monetario Internazionale. Di colpo non si parla d'altro che del suo volume.

Sabato tuttavia il Financial Times ha pubblicato i risultati di un'accurata indagine sui dati usati dall'economista francese a giustificazione delle sue tesi, annunciando che le cifre contengono numerosi errori, di trascrizione, di imprecisione e anche fattuali, talmente tanti da compromettere le sue affermazioni. "Non ci sono cifre in grado di provare che ci sia stata una crescita della diseguaglianza negli ultimi 40 anni del tipo descritto da Piketty", accusa l'autorevole quotidiano britannico. Accanto all'inchiesta, il Financial Times ha pubblicato sabato una prima reazione del 43enne "rock star" dell'economia, come lo definisce, in cui Piketty ammetteva che, per la difficoltà di comparazione temporale e geografica, le sue cifre sono "approssimate" e dava il benvenuto a un dibattito sul tema, pur confermando che la sua tesi di giusta è esatta e che la crescita della diseguaglianza è reale.

Ora, in dichiarazioni rese alle agenzie di stampa, l'economista francese alza il tono, affermando che il Financial Times si copre di "ridicolo" a sostenere che la diseguaglianza non è in aumento. E con lui concorda sostanzialmente il premio Nobel per l'economia e columnist del New York Times Paul Krugman, che già recensendo "Capital in the XXI century" ne aveva parlato come "il libro dell'anno o forse del decennio". In un articolo sul quotidiano americano, Krugman afferma che Piketty dovrebbe rispondere alle accuse circostanziate del Financial Times e spiegare punto per punto gli errori nei dati che gli vengono imputati, ma tuttavia è anche lui del parere che sia "innegabile" che la diseguaglianza di reddito è cresciuta negli ultimi decenni. La discussione probabilmente non finirà qui.