✕

Le Borse europee aspettano Draghi.
Milano chiude a +0,5%, spread stabile

Il calo del Pil americano non ha frenato gli acquisti negli Usa. Nel Vecchio continente attesa per la prossima riunione del board della Bce chiamato a varare misure straordinarie contro la bassa inflazione. Mercati poco mossi, i rendimenti dei Btp decennali poco mossi al 2,97%. Wall Street cauta dopo i record
2 minuti di lettura
MILANO - Piazza Affari manda in archivio una settimana di rialzi e un mese nervoso: prima le vendite dopo la corsa iniziata a gennaio, poi il recupero in scia al voto europeo che domenica scorsa ha consegnato una solida maggioranza al Pd del premier Matteo Renzi. Adesso le attenzioni dei mercati sono già rivolte alla Bce guidata da Mario Draghi: giovedì si riunisce il board della Banca centrale chiamato a varare nuove, straordinarie misure, contro la bassa inflazione e la debole crescita. In Giappone, per spingere l'aumento dei prezzi il governo ha alzato l'Iva ottenendo un aumento dell'inflazione su base annua del 3,2% ad aprile, ai massimi dal 1991. 

Sull'andamento della giornata di oggi influiscono i redditi degli americani cresciuti in aprile dello 0,3%, un decimo meno delle attese, mentre le spese per i consumi personali sono calate a sorpresa dello 0,1% su attese di un incremento della medesima percentuale. Delude l'indice dell'Università del Michigan su…
MILANO - Piazza Affari manda in archivio una settimana di rialzi e un mese nervoso: prima le vendite dopo la corsa iniziata a gennaio, poi il recupero in scia al voto europeo che domenica scorsa ha consegnato una solida maggioranza al Pd del premier Matteo Renzi. Adesso le attenzioni dei mercati sono già rivolte alla Bce guidata da Mario Draghi: giovedì si riunisce il board della Banca centrale chiamato a varare nuove, straordinarie misure, contro la bassa inflazione e la debole crescita. In Giappone, per spingere l'aumento dei prezzi il governo ha alzato l'Iva ottenendo un aumento dell'inflazione su base annua del 3,2% ad aprile, ai massimi dal 1991. 

Sull'andamento della giornata di oggi influiscono i redditi degli americani cresciuti in aprile dello 0,3%, un decimo meno delle attese, mentre le spese per i consumi personali sono calate a sorpresa dello 0,1% su attese di un incremento della medesima percentuale. Delude l'indice dell'Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori Usa: a maggio è sceso a 81,9 punti dagli 84,1 punti di aprile. La lettura definitiva fa registrare un lievissimo miglioramento dagli 81,8 punti del dato preliminare, sebbene gli analisti avessero previsto una correzione al rialzo a 82,5 punti. In rialzo, invece, la rilevazione Pmi di Chicago, con l'indice che sale da 63 a 65,5 punti a maggio. Ieri il Pil ha mostrato una contrazione dell'1%: secondo gli addetti ai lavori, però, si tratta di un calo tecnico dovuto esclusivamente al maltempo. Dopo il record di ieri e alla luce dei risultati in chiaroscuro di oggi, Wall Street si muove incerta: alla chiusura dei mercati il Dow Jones cede lo 0,15%, lo S&P500 è invariato in linea con il Nasdaq.

In Europa si registra l'aumento delle vendite al dettaglio del 3,4% su anno, secondo i dati diffusi oggi. Continua a far paura l'inflazione italiana, che segna un nuovo rallentamento allo 0,5% annuo di maggio. In Giappone, invece, oltre all'inflazione, se segnala la spesa delle famiglie scesa del 4,6% tendenziale ad aprile con una propensione al consumo all'88,4%, in leggero rialzo di un decimo di punto percentuale su anno. A marzo, la spesa delle famiglie era salita del 7,2% su anno, mentre la propensione al consumo era al 107,2%. Stabile al 3,6% la disoccupazione.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,55%, sostenuta dal comparto bancario nel giorno della relazione annuale di Bankitalia, mentre Francoforte termina praticamente invariata (+0,04%), Londra arretra dello 0,39% e e Parigi lima lo 0,24% finale. Tra i singoli titoli milanesi si mettono in evidenza proprio le azioni del credito, come Mps (+7%) e Bpm (+3%), nonostante Moody's abbia abbassato gli outlook di molti istituti europei (compresi gli italiani Unicredit, Banco Popolare, Iccrea e Banca Italease) dopo l'approvazione del meccanismo europeo di risoluzione. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3634 dollari a causa dei deludenti dati sui consumi in Usa, che tengono il dollaro sotto pressione. Stabile lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, in area 160 punti base, con i titoli italiani che rendono il 2,97%.

In mattinata i realizzi hanno pesato sulla Borsa di Tokyo che, dopo sei sedute di fila al rialzo, ha terminato gli scambi in calo dello 0,34%. Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,69% a 102,67 dollari al barile. L'oro è poco mosso: il metallo prezioso a consegna immediata è scambiato a 1.256,96 dollari l'oncia, ai minimi da febbraio.