MILANO - Continuano i problemi economici per il presidente francese Francois Hollande, il grande sconfitto della tornata di elezioni europee visto che ha portato il suo schieramento socialista al minimo storico di gradimenti, favorendo di contro l'avanzata impetuosa della destra estrema di Marine Le Pen. Dal fronte delle imprese non arrivano oggi segnali incoraggianti per la ripresa transalpina: la Francia è anzi l'elemento che mina più di ogni altro - tra le maggiori economie Ue - il rafforzamento del settore manifatturiero.
Le indicazioni arrivano dagli indici Pmi redatti dall'istituto di ricerca economica Markit; rilevazioni per solito molto seguite dai mercati, in quanto sono costruite attraverso l'intervista dei responsabili degli acquisti delle aziende, che hanno ben presente la situazione e le prospettive economiche. Ebbene, nella zona euro l'indice Pmi manifatturiero scende a maggio a 52,2 punti, un dato inferiore alle stime degli analisti (52,5 nella stima flash), ai minimi da sei mesi e in netto calo rispetto al dato di aprile (53,4). Rimane comunque oltre la soglia di 50 punti, che nella scala di Markit indica una fase di espansione economica e un dato al di sotto, invece, una contrazione.
In questo contesto, se è vero che Germania, Italia, Austria e Grecia rallentano il ritmo di ripresa, per la Francia c'è un vero e proprio ritorno al passo di gambero con un livello di 49,6 punti. "Quasi tutte le nazioni interessate dall’indagine hanno osservato un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50 dei loro Pmi", scrivono a Markit, "ad eccezione dei Paesi Bassi e Spagna dove sono stati riportati tassi più veloci di crescita. Di contro la Francia è ritornata a contrarsi dopo aver registrato espansioni durante i precedenti due mesi". E ancora: "Riportando una contrazione dei nuovi ordini e una quasi stagnazione del tasso di aumento della produzione, la Francia è stata la nazione che ha registrato in generale il risultato più debole. Nonostante gli sconti applicati nell’intento di stimolare la domanda, sia gli ordini interni che quelli esteri francesi sono risultati più deboli". L'invito all'azione di governo arriva dunque dal capo economista Chris Williamson: "Il ritorno alla contrazione della Francia indica che si rende necessario un maggiore sforzo da parte della regione per rendersi più competitiva".
Dalla tabella si evince che la Germania pure non sia al top, con i minimi da sette mesi, e quanto al report specifico sull'Italia, l'indice è sceso a 53,2 a maggio (54 in aprile) ai minimi da due mesi. "Continua a migliorare a maggio lo stato di salute del settore manifatturiero in Italia con produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali in aumento, anche se a tassi più lenti rispetto ai valori massimi registrati ad aprile. Per quanto riguarda i prezzi, si è verificato un ritorno dell’inflazione dopo due mesi consecutivi di diminuzione dei costi d’acquisto", spiegano a Markit. La crescita degli ordini, che per alcune imprese è arrivata anche fuori dall'Ue, ha spinto nuovamente l'occupazione al secondo ritmo più veloce degli ultimi 38 mesi.
Le indicazioni arrivano dagli indici Pmi redatti dall'istituto di ricerca economica Markit; rilevazioni per solito molto seguite dai mercati, in quanto sono costruite attraverso l'intervista dei responsabili degli acquisti delle aziende, che hanno ben presente la situazione e le prospettive economiche. Ebbene, nella zona euro l'indice Pmi manifatturiero scende a maggio a 52,2 punti, un dato inferiore alle stime degli analisti (52,5 nella stima flash), ai minimi da sei mesi e in netto calo rispetto al dato di aprile (53,4). Rimane comunque oltre la soglia di 50 punti, che nella scala di Markit indica una fase di espansione economica e un dato al di sotto, invece, una contrazione.
In questo contesto, se è vero che Germania, Italia, Austria e Grecia rallentano il ritmo di ripresa, per la Francia c'è un vero e proprio ritorno al passo di gambero con un livello di 49,6 punti. "Quasi tutte le nazioni interessate dall’indagine hanno osservato un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50 dei loro Pmi", scrivono a Markit, "ad eccezione dei Paesi Bassi e Spagna dove sono stati riportati tassi più veloci di crescita. Di contro la Francia è ritornata a contrarsi dopo aver registrato espansioni durante i precedenti due mesi". E ancora: "Riportando una contrazione dei nuovi ordini e una quasi stagnazione del tasso di aumento della produzione, la Francia è stata la nazione che ha registrato in generale il risultato più debole. Nonostante gli sconti applicati nell’intento di stimolare la domanda, sia gli ordini interni che quelli esteri francesi sono risultati più deboli". L'invito all'azione di governo arriva dunque dal capo economista Chris Williamson: "Il ritorno alla contrazione della Francia indica che si rende necessario un maggiore sforzo da parte della regione per rendersi più competitiva".
Dalla tabella si evince che la Germania pure non sia al top, con i minimi da sette mesi, e quanto al report specifico sull'Italia, l'indice è sceso a 53,2 a maggio (54 in aprile) ai minimi da due mesi. "Continua a migliorare a maggio lo stato di salute del settore manifatturiero in Italia con produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali in aumento, anche se a tassi più lenti rispetto ai valori massimi registrati ad aprile. Per quanto riguarda i prezzi, si è verificato un ritorno dell’inflazione dopo due mesi consecutivi di diminuzione dei costi d’acquisto", spiegano a Markit. La crescita degli ordini, che per alcune imprese è arrivata anche fuori dall'Ue, ha spinto nuovamente l'occupazione al secondo ritmo più veloce degli ultimi 38 mesi.