Padoan all'Europa: "Crescita molto debole, ora privatizzazioni pari a 0,7% del Pil"
Il ministro dell'Economia conferma il piano del governo: "L'Italia è di fronte a un bivio: vivacchiare, oppure accelerare la crescita. Indispensabili riforme strutturali e riduzione del debito pubblico". In serata incontro con Renzi. Poletti: "No a manovre correttive, la vera emergenza sono gli esodati"
MILANO - "Ci sono già Poste, Enav, ce ne saranno altre da qui alla fine dell'anno: noi abbiamo messo nel Def una stima approssimativa dello 0,7% del Pil per i prossimi anni e riteniamo che quella cifra sia tuttora valida". Dopo le richieste dell'Unione Europea, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan accelera sulle privatizzazioni e conferma il piano del governo durante un incontro con la stampa estera a Roma, secondo quanto riporta Bloomberg. "E' il momento di fare sul serio sulle riforme strutturali", ha detto il ministro.
L'incontro con Renzi. In serata, Padoan ha incontrato anche il premier Renzi: al centro del faccia a faccia, durato oltre due ore, soprattutto la definizione della delega fiscale che il premier vuole approvare entro fine mese. Ma non si esclude che i due possano aver anche ragionato sul decreto Irpef: circola l'ipotesi di un ritorno della tassa di successione per coprire il bonus degli 80 euro e una sua estensione anche alle fa…
L'incontro con Renzi. In serata, Padoan ha incontrato anche il premier Renzi: al centro del faccia a faccia, durato oltre due ore, soprattutto la definizione della delega fiscale che il premier vuole approvare entro fine mese. Ma non si esclude che i due possano aver anche ragionato sul decreto Irpef: circola l'ipotesi di un ritorno della tassa di successione per coprire il bonus degli 80 euro e una sua estensione anche alle fa…
MILANO - "Ci sono già Poste, Enav, ce ne saranno altre da qui alla fine dell'anno: noi abbiamo messo nel Def una stima approssimativa dello 0,7% del Pil per i prossimi anni e riteniamo che quella cifra sia tuttora valida". Dopo le richieste dell'Unione Europea, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan accelera sulle privatizzazioni e conferma il piano del governo durante un incontro con la stampa estera a Roma, secondo quanto riporta Bloomberg. "E' il momento di fare sul serio sulle riforme strutturali", ha detto il ministro.
L'incontro con Renzi. In serata, Padoan ha incontrato anche il premier Renzi: al centro del faccia a faccia, durato oltre due ore, soprattutto la definizione della delega fiscale che il premier vuole approvare entro fine mese. Ma non si esclude che i due possano aver anche ragionato sul decreto Irpef: circola l'ipotesi di un ritorno della tassa di successione per coprire il bonus degli 80 euro e una sua estensione anche alle famiglie monoreddito, chiesta con forza dal nuovo centrodestra.
"Giù il debito pubblico". "E' indispensabile", ha continuato Padoan, "iniziare a ridurre il debito pubblico italiano. Inoltre, "la crescita italiana è molto debole: senza ripresa sarà impossibile sostenere le finanze pubbliche". Secondo il ministro l'Italia è "di fronte a un bivio: vivacchiare e crescere soltanto un po', oppure accelerare la crescita. La differenza la fa la politica economica, è nelle mani dei policy maker decidere dove andare".
Semestre Ue per la crescita. "Il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si può leggere in maniera diversa. Io l'ho preso come un incoraggiamento", ha continuato Padoan, "non si può continuare a ignorare la dimensione qualitativa delle riforme e fermarsi allo zero virgola". "Ci aspettiamo accordo su qualche misura concreta pro-crescita durante il semestre di presidenza Ue", ha detto Padoan, "per il resto, la questione è di gettare il seme per un dibattito che dovra essere ripreso dalla prossima Commissione Ue".
Poletti: "Nessuna manovra correttiva". Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, invece, ha ribadito da Milano che non ci sarà una manovra correttiva. "Questo perché", ha spiegato a margine di un convegno in Regione Lombardia, a Milano, "le manovre correttive dovrebbero corrispondere un'altra volta purtroppo a un tema di austerity, che vuol dire deprimere i consumi". Secondo Poletti, "bisogna tenere sotto controllo il debito, ma senza politiche depressive che finirebbero per produrre un ulteriore elemento di difficoltà" per l'Italia.
Il problema esodati. Per quanto riguarda l'ipotesi di aumento dell'età pensionabile, Poletti è stato chiaro: "Direi proprio di no". Qualche giorno fa il ministro dell'economia padoan aveva aperto all'ipotesi di un innalzamento dell'età pensionabile, ma per poletti l'urgenza ora è un'altra: "Noi all'ordine del giorno abbiamo il tema degli esodati, cioè delle persone rimaste senza coperture con la riforma Fornero, e stiamo lavorando per trovare una soluzione strutturale a questo problema".
L'incontro con Renzi. In serata, Padoan ha incontrato anche il premier Renzi: al centro del faccia a faccia, durato oltre due ore, soprattutto la definizione della delega fiscale che il premier vuole approvare entro fine mese. Ma non si esclude che i due possano aver anche ragionato sul decreto Irpef: circola l'ipotesi di un ritorno della tassa di successione per coprire il bonus degli 80 euro e una sua estensione anche alle famiglie monoreddito, chiesta con forza dal nuovo centrodestra.
"Giù il debito pubblico". "E' indispensabile", ha continuato Padoan, "iniziare a ridurre il debito pubblico italiano. Inoltre, "la crescita italiana è molto debole: senza ripresa sarà impossibile sostenere le finanze pubbliche". Secondo il ministro l'Italia è "di fronte a un bivio: vivacchiare e crescere soltanto un po', oppure accelerare la crescita. La differenza la fa la politica economica, è nelle mani dei policy maker decidere dove andare".
Semestre Ue per la crescita. "Il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si può leggere in maniera diversa. Io l'ho preso come un incoraggiamento", ha continuato Padoan, "non si può continuare a ignorare la dimensione qualitativa delle riforme e fermarsi allo zero virgola". "Ci aspettiamo accordo su qualche misura concreta pro-crescita durante il semestre di presidenza Ue", ha detto Padoan, "per il resto, la questione è di gettare il seme per un dibattito che dovra essere ripreso dalla prossima Commissione Ue".
Poletti: "Nessuna manovra correttiva". Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, invece, ha ribadito da Milano che non ci sarà una manovra correttiva. "Questo perché", ha spiegato a margine di un convegno in Regione Lombardia, a Milano, "le manovre correttive dovrebbero corrispondere un'altra volta purtroppo a un tema di austerity, che vuol dire deprimere i consumi". Secondo Poletti, "bisogna tenere sotto controllo il debito, ma senza politiche depressive che finirebbero per produrre un ulteriore elemento di difficoltà" per l'Italia.
Il problema esodati. Per quanto riguarda l'ipotesi di aumento dell'età pensionabile, Poletti è stato chiaro: "Direi proprio di no". Qualche giorno fa il ministro dell'economia padoan aveva aperto all'ipotesi di un innalzamento dell'età pensionabile, ma per poletti l'urgenza ora è un'altra: "Noi all'ordine del giorno abbiamo il tema degli esodati, cioè delle persone rimaste senza coperture con la riforma Fornero, e stiamo lavorando per trovare una soluzione strutturale a questo problema".