Economia

Bonus Irpef in aula, l'allargamento alle famiglie numerose slitta alla Stabilità

Il decreto passa dalle commissioni all'Aula del Senato, dove non è esclusa la fiducia. Nel provvedimento il rinvio della Tasi, la rateizzazione delle cartelle Equitalia e il fondo per il Made in Italy. Serve più tempo per includere i nuclei monoreddito con figli: accordo nella maggioranza per trovare le coperture nella Legge di Stabilità

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ROMA - L'allargamento del bonus Irpef di 80 euro alle famiglie monoreddito numerose deve aspettare di trovare posto nella prossima Legge di Stabilità. La maggioranza ha trovato un accordo sul tema, cavallo di battaglia del Nuovo Centrodestra, dopo che sembrava possibile inserire il provvedimento già nel decreto Irpef, che approda in Senato dopo l'ok da parte delle Commissioni Bilancio e Finanze; non è escluso il ricorso alla fiducia, che potrebbe arrivare nel pomeriggio, per poi arrivare al via libera domani.

L'emendamemento frutto dell'intesa della maggioranza inserisce la novità nell'articolo 1, relativo al bonus Irpef, e prevede che nell'intervento normativo strutturale che sarà da attuare con la Legge di Stabilità per il 2015 "saranno prioritariamente previsti interventi di natura fiscale che privilegino, con misure appropriate, il carico di famiglia e, in particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o più figli a carico". Le Commissioni, che sono ora tornate a riunirsi, dovranno approvare l'articolo 1 del provvedimento, sul bonus Irpef, l'articolo 2 sull'Irap, a cui non dovrebbero essere apportate modifiche.

La questione Irpef, però, è destinata a tenere banco anche nei prossimi mesi: secondo la Corte dei Conti, l'imposta presenta ormai dei limiti specifici e andrebbe riformata per garantire una effettiva progressività e redistribuzione dell'imposta. E, in questo senso, il bonus da 80 euro viene definito "un surrogato" rispetto ad una revisione complessiva dell'imposta. Per di più rischia di avere ripercussioni politiche: era un cavallo di battaglia del Nuovo Centrodestra, dato per acquisito solo fino a ieri sera dal relatore al provvedimento, D'Alì; non manca chi definisce la marcia indietro una "resa totale" e tra gli alfaniani monta il malcontento, tanto che è stata richiesta una riunione d'urgenza dai senatori a Maurizio Sacconi e Angelino Alfano.

Mentre si sistemano gli ultimi tasselli, nell'ultimo passaggio del decreto Irpef in Commissione c'è stata una riapertura dei termini per diverse ipotesi: innanzitutto viene riaperta la possibilità di rateizzazione dei pagamenti delle cartelle di Equitalia per chi è decaduto dal beneficio. La rateizzazione potrà essere fatta in un massimo di 72 mesi, cioè sei anni. La decadenza dovrà essere intervenuta entro il 22 giugno 2013 e la richiesta dovrà essere presentata entro il 31 luglio 2014. Nell'emendamento, aggiuntivo all'articolo 11 del testo di legge, si prevede che il piano di rateizzazione non è prorogabile e il debitore decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. Altro rinvio, ma questa volta ai decreti in lavorazione per l'attuazione della delega fiscale, per quanto riguarda la questione del rafforzamento dei tagli Irap. Per il capogruppo Ncd, Maurizio Sacconi, nei decreti si "dovrebbe ridefinire il concetto di stabile organizzazione di impresa che è la precondizione perché una partita Iva paghi l'Irap". In quella sede "si chiederà che venga ridisegnato prevedendo più requisiti per la stabile organizzazione in modo da alzare la base e restringere la platea dei contribuenti".

Dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato è arrivato anche un ok all'emendamento che sistema la questione della Tasi: si prevede il versamento della prima rata il 16 giugno per i residenti nei Comuni che hanno deliberato l'aliquota entro fine maggio scorso; versamento il 16 ottobre per i contribuenti residenti nei Comuni che deliberano entro il 10 settembre e versamento in unica soluzione, il 16 dicembre, nel caso di mancata delibera per quella data (applicando l'aliquota base dell'1 per mille). E' una misura transitoria che prevede il passaggio del sistema a regime nel 2015, quando i Comuni dovranno assicurare la "massima semplificazione" per i contribuenti con i modelli precompilati. I fondi per i Comuni nei quali il pagamento è posticipato arrivano dal fondo di solidarietà comunale. Analoga disposizione dovrebbe essere contenuta in un dl che il governo dovrebbe approvare a breve. Per i Comuni riardatari, dal Ministero dell'Interno partirà un anticipo, pari al 50% del gettito annuo della Tasi, stimato ad aliquota base.

Via libera anche all'emendamento che prevede l'aumento all'11,5% della tassazione dei fondi pensione nel 2014 per coprire la sterilizzazione dell'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie al 26% per le casse previdenziali privatizzate. Il piano Cottarelli per il riordino delle società controllate viene poi dalle amministrazioni locali viene anticipato di 3 mesi. Con un emendamento al decreto legge Irpef, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, viene stabilito che la predisposizione del piano (fissata nel provvedimento al 31 ottobre 2014) viene fissata al 31 luglio. La norma prevede un programma di razionalizzazione "delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni locali", individuando le misure per la liquidazione, l'efficientamento o la cessione di rami d'azienda. Le novità prevedono anche che il ministero degli Esteri svolga attività di promozione dell'Italia nel mondo, per la quale viene istituito un fondo ad hoc.