LONDRA – Nuova controversia fiscale per la Vodafone in Gran Bretagna. La multinazionale dei telefonini non ha pagato niente di tasse nel Regno Unito per il terzo anno consecutivo, suscitando accuse di sfruttare le scappatoie legali offerte dalle leggi europee, in particolare dalla possibilità di utilizzare spese e domicilio fiscale in Lussemburgo per ridurre a zero le sue imposte britanniche. In sostanza, nel suo rapporto annuale, citato dal quotidiano Independent di Londra, la Vodafone mette su un piatto della bilancia oltre 10 miliardi di sterline di pagamenti per licenze e software fatti nel minuscolo paradiso fiscale lussemburghese a fronte di 59 miliardi e mezzo di sterline di utili realizzati globalmente nell'ultimo anno, in particolare grazie alla cessione della Verizon, un'operazione che da sola le ha fruttato un ritorno di 50 miliardi di sterline agli azionisti.
Un portavoce replica che la società è rispettosa delle norme, sostenendo di realizzare soltanto piccoli profitti in Gran Bretagna, "uno dei mercati più difficili del mondo" per la numerosa e agguerrita competizione nel campo della telefonia mobile. I 10 miliardi di sterline spesi attraverso una sua sussidiaria in Lussemburgo, nota l'Independent, rappresentano il 50 per cento delle sue spese complessive. Ma Uk Uncut, un'associazione di consumatori che si batte per una maggiore equità fiscale, protesta contro iniziative che giudica una forma di evasione legalizzata e ha per questo indetto una "giornata di azioni" (in passato consistenti in sit-in e boicottaggi davanti ai negozi della Vodafone) in tutto il paese per il 14 giugno.
Il quotidiano londinese riporta inoltre che Vittorio Colao, il manager italiano che guida la Vodafone come amministratore delegato, ha visto ridursi il suo compenso annuale del 20 per cento, scendendo a quota 8 milioni e 900 mila sterline, per avere mancato gli obiettivi strategici fissati per gli utili del 2013. Ma il giornale ricorda che Colao ha ricevuto "enormi dividendi" dalla vendita della Venizon. La Gran Bretagna è un frequente terreno di polemiche per le aziende che riescono a pagare poche tasse o niente tasse sfruttando le numerose possibilità offerte loro dalla legislazione locale in materia di imposte societarie.
FINE TESTO
Un portavoce replica che la società è rispettosa delle norme, sostenendo di realizzare soltanto piccoli profitti in Gran Bretagna, "uno dei mercati più difficili del mondo" per la numerosa e agguerrita competizione nel campo della telefonia mobile. I 10 miliardi di sterline spesi attraverso una sua sussidiaria in Lussemburgo, nota l'Independent, rappresentano il 50 per cento delle sue spese complessive. Ma Uk Uncut, un'associazione di consumatori che si batte per una maggiore equità fiscale, protesta contro iniziative che giudica una forma di evasione legalizzata e ha per questo indetto una "giornata di azioni" (in passato consistenti in sit-in e boicottaggi davanti ai negozi della Vodafone) in tutto il paese per il 14 giugno.
Il quotidiano londinese riporta inoltre che Vittorio Colao, il manager italiano che guida la Vodafone come amministratore delegato, ha visto ridursi il suo compenso annuale del 20 per cento, scendendo a quota 8 milioni e 900 mila sterline, per avere mancato gli obiettivi strategici fissati per gli utili del 2013. Ma il giornale ricorda che Colao ha ricevuto "enormi dividendi" dalla vendita della Venizon. La Gran Bretagna è un frequente terreno di polemiche per le aziende che riescono a pagare poche tasse o niente tasse sfruttando le numerose possibilità offerte loro dalla legislazione locale in materia di imposte societarie.
FINE TESTO