MILANO - In Venezuela il mercato nero batte la prostituzione. Peggio: sono le prostitute ad alimentare il mercato nero del dollaro. Anche perché all'ombra di Caracas il contrabbando di dollari è un reato grave, mentre la prostituzione è un'attività come un'altra. Al punto che le prostitute raddoppiano i guadagni vendendo biglietti verdi. D'altra parte - racconta Bloomberg in un lungo reportage - sono soprattutto loro ad avere più accesso alla valuta Usa "servendo" i marinai che arrivano nel Paese.
E così mentre il dollaro sul mercato nero vale 11 volte il cambio ufficiale, la moneta statunitense scarseggia sempre di più: un dramma per un Paese che importa il 70% dei beni che consuma. "Con i dollari puoi comprare tutto e puoi sostenere una famiglia intera, ma per aver accesso alla moneta dobbiamo vendere il nostro corpo" racconta una prostituta.
Da quando Nicolas Maduro è salito al governo nell'aprile 2013 dopo la morte di Hugo Chavez, il bolivar - la valuta locale - si è fortemente svalutato. Il governo ha quindi attuato una stretta monetaria per evitare la fuga di capitali anche se alcuni esperti non hanno mancato di sottolineare che la mancanza di dollari sta trasformando il Venezuela in una società simile all'Unione Sovietica e a Cuba: chi ne ha come le prostitute, gli agenti di viaggio, i tassisti e gli espatriati, riescono a difendere il loro potere d'acquisto, gli altri vedono lentamente cadere il loro stile di vita.
Abbastanza perché nei porti la prostituzione cresca sempre di più diventando un'industria fiorente: a Puerto Cabello la tariffa oraria è di 60 dollari, ma il servizio comprende anche l'aiuto nel trovare una sistamzione e un taxi. Servizi rigorosamente pagati in dollari.
E così mentre il dollaro sul mercato nero vale 11 volte il cambio ufficiale, la moneta statunitense scarseggia sempre di più: un dramma per un Paese che importa il 70% dei beni che consuma. "Con i dollari puoi comprare tutto e puoi sostenere una famiglia intera, ma per aver accesso alla moneta dobbiamo vendere il nostro corpo" racconta una prostituta.
Da quando Nicolas Maduro è salito al governo nell'aprile 2013 dopo la morte di Hugo Chavez, il bolivar - la valuta locale - si è fortemente svalutato. Il governo ha quindi attuato una stretta monetaria per evitare la fuga di capitali anche se alcuni esperti non hanno mancato di sottolineare che la mancanza di dollari sta trasformando il Venezuela in una società simile all'Unione Sovietica e a Cuba: chi ne ha come le prostitute, gli agenti di viaggio, i tassisti e gli espatriati, riescono a difendere il loro potere d'acquisto, gli altri vedono lentamente cadere il loro stile di vita.
Abbastanza perché nei porti la prostituzione cresca sempre di più diventando un'industria fiorente: a Puerto Cabello la tariffa oraria è di 60 dollari, ma il servizio comprende anche l'aiuto nel trovare una sistamzione e un taxi. Servizi rigorosamente pagati in dollari.