I black cab paralizzano Londra contro l'avanzata di Uber
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINII tassisti inglesi si uniscono alla protesta europea: in base alla legge dovrebbero essere i soli ad avere un tassametro, mentre l'app web calcola i costi in modo digitale e in Inghilterra rappresenta una soluzione più economica
LONDRA - Dodicimila black cab si sono dati appuntamento a Trafalgar Square. Non li ha chiamati nessuno: stavolta viaggiano senza passeggeri a bordo. E' una spettacolare forma di protesta da parte dei tipici taxi londinesi contro Uber, l'application che permette di chiamare un taxi comodamente da casa, calcolando il prezzo più basso possibile in base a lunghezza del tragitto e condizioni del traffico. Una rivoluzione dei trasporti urbani che ha scatenato contestazioni analoghe in tutte le capitali d'Europa, da Berlino a Parigi, da Madrid a Roma e a Milano, e che vedrà oggi molti di loro scendere in piazza.
A Londra la vertenza dipende da un cavillo giudiziario. In base a una vecchia legge britannica, soltanto i black cab sono autorizzati a utilizzare un tassametro per calcolare il costo di una corsa. I loro rivali che esistono da anni, chiamati in gergo "mini cab" (anche perché effettivamente sono auto più piccole, ben diverse dal panciuto taxi nero…
A Londra la vertenza dipende da un cavillo giudiziario. In base a una vecchia legge britannica, soltanto i black cab sono autorizzati a utilizzare un tassametro per calcolare il costo di una corsa. I loro rivali che esistono da anni, chiamati in gergo "mini cab" (anche perché effettivamente sono auto più piccole, ben diverse dal panciuto taxi nero…
LONDRA - Dodicimila black cab si sono dati appuntamento a Trafalgar Square. Non li ha chiamati nessuno: stavolta viaggiano senza passeggeri a bordo. E' una spettacolare forma di protesta da parte dei tipici taxi londinesi contro Uber, l'application che permette di chiamare un taxi comodamente da casa, calcolando il prezzo più basso possibile in base a lunghezza del tragitto e condizioni del traffico. Una rivoluzione dei trasporti urbani che ha scatenato contestazioni analoghe in tutte le capitali d'Europa, da Berlino a Parigi, da Madrid a Roma e a Milano, e che vedrà oggi molti di loro scendere in piazza.
A Londra la vertenza dipende da un cavillo giudiziario. In base a una vecchia legge britannica, soltanto i black cab sono autorizzati a utilizzare un tassametro per calcolare il costo di una corsa. I loro rivali che esistono da anni, chiamati in gergo "mini cab" (anche perché effettivamente sono auto più piccole, ben diverse dal panciuto taxi nero a cinque posti, grazie a due strapuntini, che è diventato uno dei simboli della città, un souvenir amato e diffuso tanto quanto il bus rosso a due piani), non dispongono di tassametro: il prezzo della corsa viene stabilito in anticipo, per telefono, quando li si prenota, quale che sia la lunghezza del tragitto e la sua durata. In questo senso perciò i mini-cab non rappresentano una concorrenza diretta per i black cab, pur essendo mediamente più economici (ma meno comodi e meno affidabili, secondo i tassisti alla guida dei taxi neri, che per la verità non sono più soltanto neri come vuole la tradizione ma restano comunque riconoscibili per la loro caratteristica forma).
Il punto secondo i black cab è che Uber, calcolando il prezzo da pagare in base a lunghezza e durata, costituisce una forma di "tassametro digitale" e dunque viola la legge che assegna il tassametro in esclusiva ai taxi neri. C'è chi risponde che si tratta di una protesta corporativa e protezionistica, da parte di una lobby che vuole escludere a priori ogni forma di concorrenza. E chi replica che acquistare un black cab e una licenza costa caro, per cui è giusto proteggerlo da concorrenti "sleali". In apparenza sembra difficile negare che con Uber prenotare un taxi sia più semplice, sicuro e costi meno. Così come pare arduo fermare la rivoluzione digitale - anche nell'ambito delle quattro ruote e dei taxi. Una decisione è comunque questione di mesi, perché i tassisti dei black cab si sono rivolti alla giustizia e l'Alta Corte sta esaminando il caso: il verdetto è atteso entro la fine dell'estate. Nel frattempo, una cosa è certa: ci sarà un inestricabile ingorgo di taxi per tutta la giornata attorno a Trafalgar Square, cuore geografico di Londra. Meglio spostarsi in metrò, in attesa che i taxi - "black", "mini" o "Uber" - risolvano il loro conflitto.
A Londra la vertenza dipende da un cavillo giudiziario. In base a una vecchia legge britannica, soltanto i black cab sono autorizzati a utilizzare un tassametro per calcolare il costo di una corsa. I loro rivali che esistono da anni, chiamati in gergo "mini cab" (anche perché effettivamente sono auto più piccole, ben diverse dal panciuto taxi nero a cinque posti, grazie a due strapuntini, che è diventato uno dei simboli della città, un souvenir amato e diffuso tanto quanto il bus rosso a due piani), non dispongono di tassametro: il prezzo della corsa viene stabilito in anticipo, per telefono, quando li si prenota, quale che sia la lunghezza del tragitto e la sua durata. In questo senso perciò i mini-cab non rappresentano una concorrenza diretta per i black cab, pur essendo mediamente più economici (ma meno comodi e meno affidabili, secondo i tassisti alla guida dei taxi neri, che per la verità non sono più soltanto neri come vuole la tradizione ma restano comunque riconoscibili per la loro caratteristica forma).
Il punto secondo i black cab è che Uber, calcolando il prezzo da pagare in base a lunghezza e durata, costituisce una forma di "tassametro digitale" e dunque viola la legge che assegna il tassametro in esclusiva ai taxi neri. C'è chi risponde che si tratta di una protesta corporativa e protezionistica, da parte di una lobby che vuole escludere a priori ogni forma di concorrenza. E chi replica che acquistare un black cab e una licenza costa caro, per cui è giusto proteggerlo da concorrenti "sleali". In apparenza sembra difficile negare che con Uber prenotare un taxi sia più semplice, sicuro e costi meno. Così come pare arduo fermare la rivoluzione digitale - anche nell'ambito delle quattro ruote e dei taxi. Una decisione è comunque questione di mesi, perché i tassisti dei black cab si sono rivolti alla giustizia e l'Alta Corte sta esaminando il caso: il verdetto è atteso entro la fine dell'estate. Nel frattempo, una cosa è certa: ci sarà un inestricabile ingorgo di taxi per tutta la giornata attorno a Trafalgar Square, cuore geografico di Londra. Meglio spostarsi in metrò, in attesa che i taxi - "black", "mini" o "Uber" - risolvano il loro conflitto.