Economia

Occupazione in crescita nell'Eurozona, ancora giù in Italia

Il trend positivo si conferma per il secondo trimestre consecutivo. In rosso solo cinque Paesi da cui l'Italia. Le importazioni calano più delle esportazioni

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MILANO - L'occupazione nel Vecchio continente cresce per il secondo trimestre consecutivo. Una progressione debole, ma costante che fa sperare in una ripresa del ciclo economico. D'altra parte anche la Banca centrale europea nel bollettino mensile pubblicato ieri sottolineava la debolezza della crescita del Pil, ma i miglioramenti sul fronte dell'occupazione. 

Dai dati Eurostat emerge che nell'Eurozona il numero degli occupati nel primo trimestre dell'anno è aumentato dello 0,1% e nella Ue dello 0,2% rispetto al quarto trimestre 2013 quando era aumentato dello 0,1% e dello 0,2% rispettivamente. Rispetto al primo trimestre 2013 l'aumento è stato dello 0,2% nell'Eurozona e dello 0,7% nella Ue dopo -0,4% e 0% rispettivamente nel trimestre precedente. Nel dettaglio, nel primo trimestre 2014 gli occupati erano 224,2 milioni nella Ue di cui 146,1 milioni nell'Eurozona. In Italia gli occupati sono calati dello 0,1% dopo un calo di 0,2% nel trimestre precedente; Germania +0,3% dopo +0,2%; in Francia stabilità a 0% da tre trimestri. Oltre all'Italia, il tasso di occupazione dell'1,2% a Cipro, dello 0,3% in Portogallo dello 0,2% in Finlandia.

Ad aprile, intanto, il surplus commerciale dell'Eurozona verso il resto del mondo è salito a 15,7 miliardi rispetto ai 14 miliardi dell'anno prima. A marzo il surplus era a 16,7 miliardi. Le esportazioni sono calate dello 0,2% rispetto a marzo 2014, le importazioni dello 0,5%. Nella Ue si è registrato un surplus di 1,3 miliardi contro 8,5 miliardi di un anno prima; a marzo era di 4,1 miliardi. Rispetto a marzo le esportazioni sono calate dell'1% e le importazioni dello 0,9%.