Economia

L'obiettivo di Padoan sul Fisco: "Semplificare la vita al contribuente onesto"

Il ministro dell'Economia interviene a In mezz'ora e difende le scelte del governo sul bonus Irpef: "I cittadini spenderanno gli 80 euro, sapendo che sono permanenti, favorendo la crescita". Sull'Europa: "In questo sono renziano, prima cambiare l'agenda e poi scegliere i vertici"

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MILANO - Reimpostare il rapporto tra cittadini e Fisco, punendo finalmente l'evasione e ricavando nuova benzina da immettere nel motore della crescita, alla quale deve tendere tutta l'agenda del governo. E' questa la ricetta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per accompagnare il Belpaese fuori dalla stagnazione economica che ancora lo attanaglia.

Il Fisco è dunque in cima ai pensieri del titolare dei conti pubblici, proprio ora che si vedono i primi passi nell'ambito dell'enorme lavoro della delega fiscale, con i provvedimenti dedicati alla semplificazione e all'introduzione delle dichiarazioni dei redditi pre-compilate. "L'idea del governo è duplice: semplificare drasticamente il sistema tributario, rendendo più facile la vita del contribuente onesto, spostare il carico fiscale, che purtroppo c'è, in modo che anche a parità di gettito ci sia più crescita e lavoro". Questa la via indicata da Padoan nel corso dell'intervista a In mezz'ora su Rai3. "Vogliamo semplificare al massimo il sistema di pagamento e puntare sulla trasparenza" per "risolvere alla radice" i problemi legati al Fisco.

In questa direzione va anche il contrasto all'evasione; Padoan riconosce in questo la bontà del lavoro proposto da Vincenzo Visco e dal Nens, secondo il quale si possono recuperare oltre 50 miliardi da destinare al taglio delle tasse. Enzo Visco è un carissimo amico, lavoravo con lui come consulente economico, a volte abbiamo idee comuni a volte no", ha detto il ministro a Lucia Annunziata. "Su questa ipotesi", ha aggiunto, "condivido pienamente l'approccio, l'idea di non puntare sui blitz", quanto su una meticolosa costruzione di un rapporto di fiducia con i contribuenti attraverso la semplificazione e la trasparenza.

Scheda. I primi passi per un Fisco più semplice

Lavorare sul rapporto tra Erario e cittadini è dunque una priorità. Ma il Paese vive una serie di problematiche, soprattutto legate alla scarsa competitività e all'espansione del Prodotto interno lordo, che il ministro riconosce: "Da 20 anni questo Paese non cresce, per affrontare questi problemi serve strategia di fondo". A questa constatazione si lega la rivendicazione della bontà delle azioni portate avanti dall'esecutivo: "Va vista la strategia complessiva del governo, che ha ridotto le tasse per le famiglie medio-basse - con gli 80 euro del decreto Irpef - e per le imprese con l'Irap". "Il governo - ha aggiunto Padoan - ha spostato il carico sugli intermediari finanziari. Una strategia di tassare meno lavoro e impresa e tassare le transazioni".

Rispondendo alle critiche di chi vede nel bonus Irpef una manovra elettorale, difficile da rendere strutturale e per questo di scarso impatto sulla ripresa di consumi e crescita, Padoan si è difeso: "Se lo Stato dà una cifra ai cittadini e alle imprese, che smetterà di essere erogata, la mettono da parte. Se la cifra è permanente il comportamento cambia, aumenta la fiducia e si esce più rapidamente dalla crisi". Quanto invece all'allargamento della platea di beneficiari, ad esempio verso le famiglie numerose (cosa che dovrebbe avvenire con la Legge di Stabilità), Padoan ha spiegato: "Ovviamente dipende dalle coperture. Faccio il mio mestiere di ministro e le coperture sono indispensabili; l'obiettivo del governo, comunque, è quello di allargare la platea". In generale, l'Italia deve sempre tenere due obiettivi nel mirino: "Non dobbiamo perdere i benefici della stabilità fiscale e di debito che abbiamo, aggiungiamoci la dimensione della crescita".

Alzando lo sguardo al livello internazionale, un Padoan che si è mostrato anche fiducioso nei confronti della Nazionale impegnata ai Mondiali del Brasile ("Dopo il gol di Balotelli sono andato a dormire, ho pensato: abbiamo già vinto", ha detto), ha puntato lo sguardo verso l'Europa: "Sono molto renziano in questo: la prima cosa da fare è cambiare l'agenda dell'Europa, le nomine vengono dopo", ha specificato in riferimento ai vertici da nominare dopo le ultime elezioni.