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Il vice cancelliere tedesco: "Escludere costi riforme da deficit". Poi la retromarcia

Sigmar Gabriel è il potente ministro dell'Economia presidente del Spd alleato di governo di Angela Merkel: "Solo con la crescita e la creazione di posti di lavoro, l'Eurozona riuscirà a ridurre il debito". Schaeuble: "Le regole vanno rispettate, ai paesi in difficoltà viene già dato più tempo"
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BERLINO - E' opportuno escludere i costi causati dalle riforme dal computo del disavanzo pubblico o del debito sovrano. La proposta, che suona come una significativa apertura politica alla linea del premier italiano, Matteo Renzi, è stata pronunciata oggi da Sigmar Gabriel, il vicecancelliere, superministro dell'Economia e presidente della Spd (socialdemocrazia, il più antico partito di sinistra del mondo, partner di governo della CduCsu della cancelliera Angela Merkel) in visita a Tolosa. "E' chiaro che gli attuali, alti livelli dei deficit pubblici sono inaccettabili, però è solo con la crescita e la creazione di posti di lavoro che si riuscirà ad abbattere i deficit stessi", ha aggiunto.

La posizione può spaccare la grosse Koalition al governo da fine 2013 a Berlino. Finora infatti Angela Merkel e il suo potente ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, Cdu come lei, hanno mantenuto una posizione più rigida di quella della …
BERLINO - E' opportuno escludere i costi causati dalle riforme dal computo del disavanzo pubblico o del debito sovrano. La proposta, che suona come una significativa apertura politica alla linea del premier italiano, Matteo Renzi, è stata pronunciata oggi da Sigmar Gabriel, il vicecancelliere, superministro dell'Economia e presidente della Spd (socialdemocrazia, il più antico partito di sinistra del mondo, partner di governo della CduCsu della cancelliera Angela Merkel) in visita a Tolosa. "E' chiaro che gli attuali, alti livelli dei deficit pubblici sono inaccettabili, però è solo con la crescita e la creazione di posti di lavoro che si riuscirà ad abbattere i deficit stessi", ha aggiunto.

La posizione può spaccare la grosse Koalition al governo da fine 2013 a Berlino. Finora infatti Angela Merkel e il suo potente ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, Cdu come lei, hanno mantenuto una posizione più rigida di quella della Spd sul limite del deficit al 3 per cento del prodotto interno lordo in ogni paese membro dell'Eurozona.

"Si potrebbe formulare un patto con i paesi seriamente impegnati sulla via delle riforme", ha sottolineato Gabriel, spiegando: "A coloro che sono determinati a portare avanti queste riforme daremo più tempo per attuarle, perché rientrino poi nei parametri del deficit".

Gabriel ha volutamente enunciato la sua proposta in modo vago: non ha spiegato a quali costi delle riforme alludesse, chiedendo di scalarli dal deficit sovrano dei paesi (come l'Italia, ndr) dai conti in difficoltà. Ma questa può essere una sua abile scelta tattica: lanciare il sasso nello stagno, e il segnale soprattutto a Roma, per poi negoziare sui costi che possano o debbano essere detratti dal computo del disavanzo: come investimenti o altre misure per crescita e occupazione, o altre iniziative pubbliche, o ancora il calo del prodotto interno lordo e quindi delle entrate tributarie (con conseguente aumento del disavanzo) causato in diversi paesi dell'Europa meridionale, specie in Grecia, da drastiche misure di rigore.

La CduCsu, però, non appoggia la posizione di Gabriel. Nelle prime dichiarazioni a caldo Schaeuble si è limitato a dire che "i patti (dell'Eurozona, ndr) sono già flessibili", spiegando di non conoscere i dettagli della proposta. Poi la sua portavoce ha dichiarato all'Ansa che "nessuno nel governo tedesco
mette in dubbio il Patto di Stabilità" perché le regole vanno rispettate e ai paesi colpiti dalla crisi "viene già dato più tempo".