Economia

Sea, al via licenziamenti per duemila lavoratori della controllata Handling

Dopo la bocciatura dell'accordo sindacale che prevedeva la nascita della newco Airport Handling, il cda della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa ha confermato la messa in liquidazione e il via alla procedura di allontanamento dei dipendenti

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MILANO - Dopo il referendum tra i lavoratori che ha bocciato la nascita della 'newco' Airport Handling, il cda della Sea (la società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa) ha confermato che la liquidazione di Sea Handling inizierà il primo luglio prossimo e ha dato il via alla "procedura di licenziamento collettivo prevista dalla legge". I dipendenti della società sono circa duemila e ora inizia il percorso per cercare un collocamento in Airport Handling, progetto che comunque prosegue.

Il consiglio di amministrazione di Sea, che si è riunito oggi sotto la presidenza di Pietro Modiano, ha dunque preso atto della bocciatura da parte dei lavoratori della controllata Sea Handling di un accordo sindacale che prevedeva il licenziamento dal primo luglio e la riassunzione nella nuova società Airport Handling di 1700 dipendenti. Si tratta di un'intesa, scrive Sea in una nota, che avrebbe "garantito la permanenza delle attività di handling nel gruppo salvaguardando il bene primario dell'occupazione", ma a questo punto il cda ha deciso di procedere comunque con i licenziamenti collettivi.

Sea Handling ha infatti comunicato ufficialmente oggi all'Agenzia regionale per l'istruzione, la formazione e il lavoro (Arifl) la conclusione con esito negativo delle trattative tra azienda e sindacato e la conseguente necessità di proseguire con la procedura di licenziamento collettivo prevista dalla legge. La liquidazione di Sea Handling, deliberata dall'assemblea degli azionisti il 9 giugno 2014, inizierà il 1° luglio 2014.

Il consiglio di amministrazione ha anche dato mandato al presidente Modiano di continuare nell'attuazione del progetto Airport Handling, ponendo in essere tutti gli adempimenti necessari per rendere operativa la nuova società nella condizione di piena efficienza e sostenibilità economica, in coerenza con gli impegni assunti dal governo con la commissione europea.

L'intesa bocciata dai lavoratori prevedeva anche otto giorni di lavoro in più all'anno, stipendio invariato nei primi due anni e mezzo, indennizzo aziendale per 260 lavoratori disposti a restare a casa e il riassorbimento di 200 dipendenti in Sea spa.