In arrivo le decisioni della Fed. I mercati Ue chiudono sulla parità, spread a 145 punti
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDILa Banca centrale americana decide a mercati europei chiusi sui tassi e il taglio degli stimoli all'economia: tutti si aspettano una sforbiciata agli acquisti di bond da 10 miliardi, per portarli a 35 miliardi al mese. . Deludono i dati asiatici, tra esportazioni del Giappone e prezzi delle case in Cina, ma Tokyo riesce a strappare un convincente +0,9%
MILANO - L'accelerazione dell'inflazione degli Stati Uniti, che ha segnato il +0,4% a maggio su aprile battendo le attese degli analisti, potrebbe spingere la Federal Reserve all'innalzamento dei tassi d'interesse prima del previsto, con un piano di marcia verso il ritorno a una politica monetaria "normale" più rapido del previsto. Lo credono alcuni analisti Usa, che comunque all'unisono - secondo quanto risulta dall'indagine svolta da Bloomberg tra una quarantina di economisti - ritengono che la Banca centrale Usa taglierà di altri 10 miliardi il programma di acquisto di bond. Così proseguirà il tapering, la stretta graduale agli stimoli straordinari che dopo l'incontro di oggi del Fomc dovrebbero ammontare a 35 miliardi di dollari al mese, dagli 85 di partenza. D'altra parte, anche nel Regno Unito le minute della Bank of England dell'incontro di inizio mese, pubblicate oggi, mostrano che l'aumento dei tassi oltremanica già quest'anno &egr…
MILANO - L'accelerazione dell'inflazione degli Stati Uniti, che ha segnato il +0,4% a maggio su aprile battendo le attese degli analisti, potrebbe spingere la Federal Reserve all'innalzamento dei tassi d'interesse prima del previsto, con un piano di marcia verso il ritorno a una politica monetaria "normale" più rapido del previsto. Lo credono alcuni analisti Usa, che comunque all'unisono - secondo quanto risulta dall'indagine svolta da Bloomberg tra una quarantina di economisti - ritengono che la Banca centrale Usa taglierà di altri 10 miliardi il programma di acquisto di bond. Così proseguirà il tapering, la stretta graduale agli stimoli straordinari che dopo l'incontro di oggi del Fomc dovrebbero ammontare a 35 miliardi di dollari al mese, dagli 85 di partenza. D'altra parte, anche nel Regno Unito le minute della Bank of England dell'incontro di inizio mese, pubblicate oggi, mostrano che l'aumento dei tassi oltremanica già quest'anno è più probabile di quanto il mercato creda.
Proprio l'esito della due giorni di riunioni del braccio di politica monetaria della Federal Reserve è l'evento più atteso della giornata: gli investitori aspettano di sentire le comunicazioni del presidente Janet Yellen e le sue mosse concrete. Dopo la sferzata del premier Matteo Renzi, che ha chiesto alle banche di concedere maggior credito ai privati, si è riunito il comitato esecutivo dell'Abi, al quale partecipa il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: a lui il rappresentante dei banchieri, Antonio Patuelli, ha consegnato un dossier sulle asimmetrie fiscali verso il resto d'Europa chiedendo di non subire discriminazioni.
Sul fronte macroeconomico, nel Vecchio Continente si segnala la crescita della produzione nel settore delle costruzioni ad aprile: nell'Eurozona è aumentata dello 0,8%, nella Ue dello 0,6%. Negli Usa le richieste di nuovi mutui sono calate del 9,2% nell'ultima settimana e il deficit delle partite correnti è peggiorato più del previsto, del 27%, a 111,2 miliardi. In Giappone si è registrata la frenata dell'export a maggio. Hanno deluso i rapporti con gli Stati Uniti e il resto dell'Asia, per una diminuzione delle esportazioni del 2,7% a fine mese: si tratta della prima contrazione da 15 mesi. Anche le importazioni sono diminuite, del 3,6% nello stesso mese, a fronte di un aumento atteso dell'1,7%: così la bilancia commerciale nipponica ha chiuso il mese di maggio con un deficit di 909 miliardi di yen (8,9 miliardi dollari). In Cina, invece, i prezzi delle case nelle 70 principali città cinesi hanno registrato una flessione dello 0,2% mensile a maggio, che diventa un +5,6% su base annua. Si tratta del primo calo mensile da due anni a questa parte.
I listini europei hanno chiuso le contrattazioni con poche variazioni rispetto a ieri. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dello 0,15%, Londra dello 0,18% e Francoforte dello 0,14%; Parigi ha perso lo 0,12%. Carige è stata in fermento durante l'aumento di capitale: Mediobanca ha annunciato l'avvio degli arbitraggi tra titoli e diritti, per un totale di 151 milioni di azioni. Osservata speciale anche Mediaset, che ha ricevuto da Telefonica l'attesa offerta per il 22% di Digital+ per un corrispettivo massimo di 355 milioni. In netto ribasso Mondadori: l'editore ha collocato quasi 30 milioni di azioni, a metà tra aumento di capitale e vendita di titoli propri, a 1,06 euro e il titolo si allinea. Chiusura positiva per Wall Street, con il Dow Jones salito dello 0,58%, il Nasdaq dello 0,59% - ai massimi degli ultimi 14 anni - mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,8%.
Sul mercato obbligazionario, finita la sbornia post elezioni europee, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, lo spread, sale oltre 145 punti base, con i decennali italiani che superano il 2,8% di rendimento sul mercato secondario. Anche sul valutario si attendono le decisioni del Fomc. L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari, in attesa delle conclusioni del vertice della Fed: la moneta europea passa di mano a 1,3572 dollari, euro/yen a 138,59 e dollaro/yen a 102,11. Continua a preoccupare, a livello internazionale, la situazione dell'Argentina, che ha incassato anche la bocciatura di S&P.
In mattinata si è registrata la chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei, al termine di una giornata tutta in territorio positivo, ha accelerato in chiusura ed ha terminato gli scambi a 15.115,80, in rialzo dello 0,9% rispetto al riferimento di ieri. Sul mercato, dicono gli operatori, prevale l'ottimismo verso la Yellen ed è passato così in secondo piano l'impatto dei dati, seppur negativi, della bilancia commerciale.
Il petrolio Wti passa di mano a a05,9 dollari al barile; l'oro ad agosto guadagna lo 0,16% a 1.274 dollari l'oncia.
Proprio l'esito della due giorni di riunioni del braccio di politica monetaria della Federal Reserve è l'evento più atteso della giornata: gli investitori aspettano di sentire le comunicazioni del presidente Janet Yellen e le sue mosse concrete. Dopo la sferzata del premier Matteo Renzi, che ha chiesto alle banche di concedere maggior credito ai privati, si è riunito il comitato esecutivo dell'Abi, al quale partecipa il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: a lui il rappresentante dei banchieri, Antonio Patuelli, ha consegnato un dossier sulle asimmetrie fiscali verso il resto d'Europa chiedendo di non subire discriminazioni.
Sul fronte macroeconomico, nel Vecchio Continente si segnala la crescita della produzione nel settore delle costruzioni ad aprile: nell'Eurozona è aumentata dello 0,8%, nella Ue dello 0,6%. Negli Usa le richieste di nuovi mutui sono calate del 9,2% nell'ultima settimana e il deficit delle partite correnti è peggiorato più del previsto, del 27%, a 111,2 miliardi. In Giappone si è registrata la frenata dell'export a maggio. Hanno deluso i rapporti con gli Stati Uniti e il resto dell'Asia, per una diminuzione delle esportazioni del 2,7% a fine mese: si tratta della prima contrazione da 15 mesi. Anche le importazioni sono diminuite, del 3,6% nello stesso mese, a fronte di un aumento atteso dell'1,7%: così la bilancia commerciale nipponica ha chiuso il mese di maggio con un deficit di 909 miliardi di yen (8,9 miliardi dollari). In Cina, invece, i prezzi delle case nelle 70 principali città cinesi hanno registrato una flessione dello 0,2% mensile a maggio, che diventa un +5,6% su base annua. Si tratta del primo calo mensile da due anni a questa parte.
I listini europei hanno chiuso le contrattazioni con poche variazioni rispetto a ieri. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dello 0,15%, Londra dello 0,18% e Francoforte dello 0,14%; Parigi ha perso lo 0,12%. Carige è stata in fermento durante l'aumento di capitale: Mediobanca ha annunciato l'avvio degli arbitraggi tra titoli e diritti, per un totale di 151 milioni di azioni. Osservata speciale anche Mediaset, che ha ricevuto da Telefonica l'attesa offerta per il 22% di Digital+ per un corrispettivo massimo di 355 milioni. In netto ribasso Mondadori: l'editore ha collocato quasi 30 milioni di azioni, a metà tra aumento di capitale e vendita di titoli propri, a 1,06 euro e il titolo si allinea. Chiusura positiva per Wall Street, con il Dow Jones salito dello 0,58%, il Nasdaq dello 0,59% - ai massimi degli ultimi 14 anni - mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,8%.
Sul mercato obbligazionario, finita la sbornia post elezioni europee, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, lo spread, sale oltre 145 punti base, con i decennali italiani che superano il 2,8% di rendimento sul mercato secondario. Anche sul valutario si attendono le decisioni del Fomc. L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari, in attesa delle conclusioni del vertice della Fed: la moneta europea passa di mano a 1,3572 dollari, euro/yen a 138,59 e dollaro/yen a 102,11. Continua a preoccupare, a livello internazionale, la situazione dell'Argentina, che ha incassato anche la bocciatura di S&P.
In mattinata si è registrata la chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei, al termine di una giornata tutta in territorio positivo, ha accelerato in chiusura ed ha terminato gli scambi a 15.115,80, in rialzo dello 0,9% rispetto al riferimento di ieri. Sul mercato, dicono gli operatori, prevale l'ottimismo verso la Yellen ed è passato così in secondo piano l'impatto dei dati, seppur negativi, della bilancia commerciale.
Il petrolio Wti passa di mano a a05,9 dollari al barile; l'oro ad agosto guadagna lo 0,16% a 1.274 dollari l'oncia.