MILANO - I paperoni non conoscono crisi, anzi crescono più velocemente dell'economia. Anche quando il Pil come in Italia cala (quello reale è sceso lo scorso anno dell'1,9%) i ricchi diventano sempre di più: nella Penisola hanno sfondato la soglia dei 200mila con una crescita del 15,6% sull'anno, superiore al trend medio europeo. Come a dire che se anche la nostra economia crescesse così la crisi sarebbe solo un lontano ricordo. Sfruttando lo scudo fiscale la crescita della Borsa, il Belpaese si avvicina così ai livelli del 2007 quando i super ricchi erano 208.000. In aumento anche gli 'ultra ricchi' (patrimonio superiore a 30 milioni di dollari), che raggiungono quota 3.000
D'altra parte è proprio nei periodi di crisi che i paperoni incrementano i loro patrimoni spostando verso Oriente il baricentro della ricchezza mondiale. Secondo il World wealth report di Cap Gemini, infatti, ci sono quasi 14 milioni di persone con almeno un milione di dollari in contanti da investire - al netto della prima casa, di collezioni e di beni di consumo durevoli - e con un patrimonio complessivo da 52.620 miliardi di dollari. E così, mentre il Pil americano è cresciuto dell'1,9%, i patrimoni disponibili agli investimenti sono aumentati del 15%.
Certo la performance italiana spicca perché disegna una realtà completamente diversa da quella del Paese, ma il merito reale della crescita globale è soprattutto del Nord America e dell'Asia con la Cina che ha messo la freccia in attesa di sorpassare gli Stati Uniti. Il 2014 si chiude, di fatto, in pareggio con la distanza tra le prime due economie del mondo che si è ridotta a "soli" 10mila paperoni: 4,33 milioni nel Nord America, 4,32 in Asia. La strada, però, è segnata e il sorpasso è solo questione di tempo con i patrimoni asiatici saliti fino a 14,2 trilioni contro i 14,9 americani.
D'altra parte l'atteggiamento sulle due sponde del Pacifico è diametralmente opposto: se in America la preoccupazione principale è quella di difendere la ricchezza, dall'altra parte l'obiettivo è soprattutto accrescere i propri patrimoni. Diverse anche le strategie: la stella polare degli americani resta la Borsa, in Asia l'investimento preferito è il mattone.
Nonostante la stagnazione dell'Eurozona, i patrimoni europei continuano a crescere, anche se all'insegna della conservazione. Nel Vecchio continente i paperoni sono 3,83 milioni per 12,39 trilioni di dollari. Nel dettaglio, al primo posto per paese, gli Usa non hanno rivali con 4 milioni di milionari (+17%), seguiti da Giappone (2,3 milioni, +22%), Germania (1,1 milioni, +11%)) e Cina (758mila, +18%). Insieme i quattro paesi ospitano il 60% dei paperoni mondiali e rappresentano il 70% della crescita della categoria. I super-paperoni (oltre 30 milioni di dollari di asset) sono 128mila (+15,6%), pari solo allo 0,9% dei milionari, ma i loro patrimoni totalizzano quasi il 35% della ricchezza totale.
D'altra parte è proprio nei periodi di crisi che i paperoni incrementano i loro patrimoni spostando verso Oriente il baricentro della ricchezza mondiale. Secondo il World wealth report di Cap Gemini, infatti, ci sono quasi 14 milioni di persone con almeno un milione di dollari in contanti da investire - al netto della prima casa, di collezioni e di beni di consumo durevoli - e con un patrimonio complessivo da 52.620 miliardi di dollari. E così, mentre il Pil americano è cresciuto dell'1,9%, i patrimoni disponibili agli investimenti sono aumentati del 15%.
Certo la performance italiana spicca perché disegna una realtà completamente diversa da quella del Paese, ma il merito reale della crescita globale è soprattutto del Nord America e dell'Asia con la Cina che ha messo la freccia in attesa di sorpassare gli Stati Uniti. Il 2014 si chiude, di fatto, in pareggio con la distanza tra le prime due economie del mondo che si è ridotta a "soli" 10mila paperoni: 4,33 milioni nel Nord America, 4,32 in Asia. La strada, però, è segnata e il sorpasso è solo questione di tempo con i patrimoni asiatici saliti fino a 14,2 trilioni contro i 14,9 americani.
D'altra parte l'atteggiamento sulle due sponde del Pacifico è diametralmente opposto: se in America la preoccupazione principale è quella di difendere la ricchezza, dall'altra parte l'obiettivo è soprattutto accrescere i propri patrimoni. Diverse anche le strategie: la stella polare degli americani resta la Borsa, in Asia l'investimento preferito è il mattone.
Nonostante la stagnazione dell'Eurozona, i patrimoni europei continuano a crescere, anche se all'insegna della conservazione. Nel Vecchio continente i paperoni sono 3,83 milioni per 12,39 trilioni di dollari. Nel dettaglio, al primo posto per paese, gli Usa non hanno rivali con 4 milioni di milionari (+17%), seguiti da Giappone (2,3 milioni, +22%), Germania (1,1 milioni, +11%)) e Cina (758mila, +18%). Insieme i quattro paesi ospitano il 60% dei paperoni mondiali e rappresentano il 70% della crescita della categoria. I super-paperoni (oltre 30 milioni di dollari di asset) sono 128mila (+15,6%), pari solo allo 0,9% dei milionari, ma i loro patrimoni totalizzano quasi il 35% della ricchezza totale.