MILANO - La trattativa tra Alitalia e i sindacati sugli esuberi va avanti, ma i sindacati mettono in chiaro che non accetteranno mai 2.251 licenziamenti. E' quanto emerso dall'incontro di oggi tra azienda e sindacati, che si sono dati appuntamento per un nuovo incontro domani alle 15 con piloti e assistenti di volo. "Abbiamo parlato dei numeri degli esuberi, che l'azienda ha confermato e suddiviso per le diverse categorie" ha spiegato il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, al termine della riunione durata circa tre ore. "Non si tratta di fare sconti - ha concluso - chi investe 560 milioni non può avere la necessità di mettere per strada 2.251 persone. Oggi siamo Polo Nord e Polo Sud" . "C'è la disponibilità a lavorare e vedere qual è di preciso la situazione, vogliamo assolutamente vedere il piano" ha detto il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco Veneziani: "2.251 esuberi non li accetteremo mai".
Sul fronte delle cariche, Luca Cordero di Montezemolo si muove veloce verso la presidenza dell'ex compagnia di bandiera. D'altra parte il numero uno della Ferrari avrebbe sfruttato i suoi buoni uffici con il mondo arabo intervendo - secondo diverse indiscrezioni - nei passaggi più delicati della trattativa per sbloccare alcune situazioni di impasse con Etihad e facilitare la comprensione tra le parti.
Il manager è molto apprezzato nel mondo arabo: prima aveva aperto il capitale di Maranello al fondo Mubadala, poi ha portato il Ferrari world ad Abu Dhabi e, infine, è salito alla vice presidenza di Unicredit proprio sulla spinta del fondo Aabar. Montezemolo succederebbe quindi a Roberto Colaninno, ma fonti a lui vicine gettano acqua sul fuoco: "Il tema ad oggi non è sul tavolo, anche perché l'accordo con Etihad non è ancora chiuso".
La trattativa tra le parti, però, accelera: oggi la compagnia italiana avrebbe inviato una lettera ad Abu Dhabi in cui si formalizza l'esito positivo dell'ultimo cda, con il via libera all'operazione e il mandato ai vertici a chiudere un accordo definitivo. Nella lettera si ribadirebbe la disponibilità ad accettare le condizioni poste dalla compagnia araba, con il nodo della ristrutturazione del debito con le banche già sostanzialmente sciolto, le questioni istituzionali da mettere a punto e il nodo degli esuberi che è attualmente oggetto di trattativa con i sindacati.
Sul fronte delle cariche, Luca Cordero di Montezemolo si muove veloce verso la presidenza dell'ex compagnia di bandiera. D'altra parte il numero uno della Ferrari avrebbe sfruttato i suoi buoni uffici con il mondo arabo intervendo - secondo diverse indiscrezioni - nei passaggi più delicati della trattativa per sbloccare alcune situazioni di impasse con Etihad e facilitare la comprensione tra le parti.
Il manager è molto apprezzato nel mondo arabo: prima aveva aperto il capitale di Maranello al fondo Mubadala, poi ha portato il Ferrari world ad Abu Dhabi e, infine, è salito alla vice presidenza di Unicredit proprio sulla spinta del fondo Aabar. Montezemolo succederebbe quindi a Roberto Colaninno, ma fonti a lui vicine gettano acqua sul fuoco: "Il tema ad oggi non è sul tavolo, anche perché l'accordo con Etihad non è ancora chiuso".
La trattativa tra le parti, però, accelera: oggi la compagnia italiana avrebbe inviato una lettera ad Abu Dhabi in cui si formalizza l'esito positivo dell'ultimo cda, con il via libera all'operazione e il mandato ai vertici a chiudere un accordo definitivo. Nella lettera si ribadirebbe la disponibilità ad accettare le condizioni poste dalla compagnia araba, con il nodo della ristrutturazione del debito con le banche già sostanzialmente sciolto, le questioni istituzionali da mettere a punto e il nodo degli esuberi che è attualmente oggetto di trattativa con i sindacati.