Economia

Fmi alla Bce: "Con l'inflazione bassa acquisti i titoli di Stato"

Il Fondo monetario chiede a Draghi di agire come la Federal Reserve in caso di inflazione ancora troppo bassa. Sottolineata la debolezza della ripresa e la disoccupazione a livelli allarmanti. Il "salvagente" per le banche europee rischia di non essere sufficiente

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MILANO - "La volontà della Bce di fare di più se necessario è rassicurante: se l'inflazione resta ostinatamente bassa, dovrebbe considerare un programma di acquisto di asset di vasta scala prioritariamente di asset sovrani secondo le quote del capitale Bce". E' questa l'indicazione del Fondo monetario internazionale alla Banca centrale europea, che conferma le attese della vigilia e chiede un ulteriore intervento all'Eurotower, nel classico stile della Federal Reserve americana, qualora le condizioni economiche del Vecchio Continente peggiorino. Secondo l'Istituzione guidata da Christine Lagarde, l'obiettivo dell'azione ulteriore di Mario Draghi deve essere "di rafforzare la fiducia, migliorare i bilanci di imprese e famiglie, stimolare il prestito bancario: ciò avrebbe potenzialmente un significativo impatto su domanda e inflazione".

Quanto all'economia reale, per il Fondo "la ripresa nella zona euro sta prendendo piede ma non è sufficientemente robusta, l'inflazione è bassa in modo preoccupante e la disoccupazione, specie tra i giovani, è elevata in modo inaccettabile". Tre i settori sui quali è necessaria una urgente azione, l'organizzazione di Washington indica il sostegno alla domanda, l'aggiustamento dei bilanci e il completamento dell'unione bancaria, le riforme strutturali. "Serve una crescita più
elevata per far scendere disoccupazione e debito", segnalano da Washington. Il Fmi aggiunge poi che la determinazione della Bce per fronteggiare la situazione è chiara: le misure prese porteranno a una "sostanziale espansione della liquidità", le banche sono incoraggiate ad aumentare il credito.

Proprio nel settore finanziario, provato dalla crisi finanziaria e dalla cattiva qualità del credito, il Fondo ritiene che il sistema di "salvagente finanziario per le banche dell'Eurozona non è soddisfacente. "L'attuale 'backstop' può dimostrarsi insufficiente a rompere i legami tra banche e debito sovrano: mentre la proposta per la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell'Esm è un passo nella direzione giusta, le soglie per tale sostegno sono troppo alte, complessivamente le risorse centralizzate di risoluzione (a regime 55 miliardi, ndr) possono rivelarsi non sufficienti per gestire gli stress di grandi banche".