LUGANO - Che la numerosissima famiglia di Osama Bin Laden avesse delle relazioni d'affari in Svizzera era cosa risaputa, sin dall'indomani dell'11 settembre. Oggi, grazie a un'operazione degli agenti della dogana tedesca, si è scoperto che quelle relazioni avvenivano per il tramite della banca privata Coutts di Ginevra, filiale di un istituto di credito britannico, fondato nel 17esimo secolo.
Come rivelano diverse testate svizzere e tedesche, nel porto di Amburgo, all'interno di due container, sono stati rinvenuti mille cartoni contenenti 14mila documenti. "Si tratta di relazioni bancarie riferite ad una piazza offshore", hanno fatto sapere gli investigatori del fisco tedesco. A quanto pare si riferiscono alle isole Cayman, uno dei luoghi esotici più gettonati, DA quando le banche svizzere hanno iniziato a fare pressione sulla propria clientela estera perché si metta in regola con l'agenzia delle entrate del Paese di provenienza.
Fatto sta che, in mezzo ai nomi di piccoli imprenditori e professionisti, provenienti dai quattro angoli della Germania, è spuntato, pure, quello di Bin Laden. La Banca Coutts, per relativizzare la portata del sequestro, ha parlato di "documenti relativi a un processo di riorganizzazione interno". In realtà, stando alle indicazione fornite dai tedeschi, il sequestro niente altro sarebbe se non la conseguenza di un'indagine penale "aperta dalle autorità del Land Nord Reno-Westfalia". Una delle tante, avviate in Germania, per stanare gli evasori fiscali con conti in Svizzera.
Certo è che, difficilmente, qualcuno poteva immaginare che, da quei due container, potesse spuntare il nome di Bin Laden. Il che non significa che il defunto leader di Al Qaida fosse cliente della banca Coutts. Osama, infatti, non era che uno dei 57 figli del miliardario saudita, Mohamed Bin Laden, il quale in pochi anni, grazie all'apertura di giganteschi cantieri, riuscì a mettere insieme una fortuna colossale. A Ginevra, tra l'altro, risiede un suo fratellastro, l'uomo d'affari Yeslam Binladin.
"La parentela con Osama - ha detto in un'intervista al quotidiano Le Temps - mi ha solo provocato fastidi in quanto, sia in Svizzera che in Francia, i miei affari sono stati, regolarmente, passati al setaccio". In attesa di capire se quei documenti sequestrati ad Amburgo siano da far risalire allo sceicco del terrore in persona, piuttosto che a qualche suo famigliare, la Svizzera rischia di piombare nell'imbarazzo. Proprio ieri, infatti, si è scoperto che, a causa di un dimenticanza del Governo, dal prossimo anno Al Qaida, nella Confederazione, non sarà più un'organizzazione proibita.
Come rivelano diverse testate svizzere e tedesche, nel porto di Amburgo, all'interno di due container, sono stati rinvenuti mille cartoni contenenti 14mila documenti. "Si tratta di relazioni bancarie riferite ad una piazza offshore", hanno fatto sapere gli investigatori del fisco tedesco. A quanto pare si riferiscono alle isole Cayman, uno dei luoghi esotici più gettonati, DA quando le banche svizzere hanno iniziato a fare pressione sulla propria clientela estera perché si metta in regola con l'agenzia delle entrate del Paese di provenienza.
Fatto sta che, in mezzo ai nomi di piccoli imprenditori e professionisti, provenienti dai quattro angoli della Germania, è spuntato, pure, quello di Bin Laden. La Banca Coutts, per relativizzare la portata del sequestro, ha parlato di "documenti relativi a un processo di riorganizzazione interno". In realtà, stando alle indicazione fornite dai tedeschi, il sequestro niente altro sarebbe se non la conseguenza di un'indagine penale "aperta dalle autorità del Land Nord Reno-Westfalia". Una delle tante, avviate in Germania, per stanare gli evasori fiscali con conti in Svizzera.
Certo è che, difficilmente, qualcuno poteva immaginare che, da quei due container, potesse spuntare il nome di Bin Laden. Il che non significa che il defunto leader di Al Qaida fosse cliente della banca Coutts. Osama, infatti, non era che uno dei 57 figli del miliardario saudita, Mohamed Bin Laden, il quale in pochi anni, grazie all'apertura di giganteschi cantieri, riuscì a mettere insieme una fortuna colossale. A Ginevra, tra l'altro, risiede un suo fratellastro, l'uomo d'affari Yeslam Binladin.
"La parentela con Osama - ha detto in un'intervista al quotidiano Le Temps - mi ha solo provocato fastidi in quanto, sia in Svizzera che in Francia, i miei affari sono stati, regolarmente, passati al setaccio". In attesa di capire se quei documenti sequestrati ad Amburgo siano da far risalire allo sceicco del terrore in persona, piuttosto che a qualche suo famigliare, la Svizzera rischia di piombare nell'imbarazzo. Proprio ieri, infatti, si è scoperto che, a causa di un dimenticanza del Governo, dal prossimo anno Al Qaida, nella Confederazione, non sarà più un'organizzazione proibita.