Economia

Berna vuole togliere il segreto bancario agli svizzeri: addio cittadinanze di comodo

Il governo propone di abolire il velo sui conti corrente anche per i residenti della Confederazione: così non avrebbero più senso le 'cittadinanze fasulle' in Svizzera da parte di stranieri facoltosi (ed evasori). Ma si levano gli scudi: "Pericoloso cambio di mentalità, rischio di Stato di polizia". E qualcuno propone una maxi-amnistia per gli evasori indigeni prima della fine del segreto

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LUGANO - La Svizzera sembra non vedere l'ora di liberarsi del segreto bancario che, fino a qualche tempo fa, ha difeso con straordinaria tenacia. Fatto sta che, dopo aver accettato il principio dello scambio automatico di informazioni bancarie tra Stati, riguardante i titolari di depositi in Svizzera residenti all'estero, la Ministra delle Finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, ha annunciato a sorpresa un provvedimento analogo, anche per i detentori di conti non dichiarati ma domiciliati in Svizzera. Come avviene altrove anche gli uffici delle imposte dei diversi Cantoni riceverebbero regolarmente, dalle banche, gli estratti conto dei loro clienti. "Sottoporrò presto la questione ai miei colleghi di Governo", ha detto Widmer-Schlumpf al settimanale SonntagsZeitung.

Questo mentre un cartello comprendente tutti i partiti rappresentati al Parlamento federale, meno socialisti e verdi, sta raccogliendo le firme per organizzare un referendum che consenta di ancorare il principio del segreto bancario alla Costituzione svizzera. "Bisogna impedire un cambiamento di cultura che per la Svizzera sarebbe estremamente negativo", ha messo in guardia Fulvio Pelli, autorevole esponente del Partito Liberale, bocciando senza appello l'iniziativa della Ministra delle Finanze, sul Corriere del Ticino di Lugano. Secondo Pelli, per anni membro della Commissione finanze del Parlamento elvetico, c'è il pericolo di "trasformare un rapporto di fiducia tra Stato e cittadino, in uno di polizia".

Fatto sta che, dopo aver rassicurato i propri concittadini, sul fatto che, almeno in Svizzera, il segreto bancario non sarebbe caduto, Eveline Widmer-Schlumpf ha cambiato, improvvisamente, parere. "Secondo me sta subendo delle forti pressioni dall'estero", afferma Sergio Rossi, docente di Economia a Friburgo. In sostanza si cercherebbe di evitare che quei facoltosi stranieri, che grazie allo scambio automatico di informazioni, vedrebbero il loro tesoretto svizzero sbandierato al fisco del proprio Paese, trovino riparo, grazie a una residenza di comodo, nella Confederazione.

Il Partito Socialista Svizzero, intanto, che di segreto bancario non ha mai voluto sentir parlare, lancia la proposta di un'amnistia generale, per gli evasori indigeni, nel caso in cui la Svizzera dovesse lasciarlo cadere. "Per evitare di penalizzare troppo chi dovesse mettersi in regola", fanno sapere i suoi vertici. L'ultima ed unica amnistia fiscale, in Svizzera, risale al 1969. In quell'occasione emersero capitali non dichiarati per 11 miliardi e mezzo di franchi.