MILANO - L'Italia corre veloce verso la deflazione. La dinamica negativa dei prezzi che preoccupa gli economisti perché ritarda gli acquisti e rallenta l'intero ciclo economico. A giugno, infatti, l'inflazione rallenta ancora: la crescita annua dei prezzi si ferma allo 0,3% dallo 0,5% di maggio. Appena sopra lo 0,2%, la soglia indicata dagli esperti come margine d'errore statistico.
Secondo la stima provvisoria dell'Istat si tratta del livello più basso da quasi 5 anni (ottobre 2009). Su base mensile l'indice è in crescita dello 0,1% con i prezzi degli alimentari che diminuiscono a giugno dello 0,6% segnando il livello più basso da settembre 1997: proprio il calo dei prezzi del carrello della spesa è imputabile, secondo i tecnici dell'istituto, il calo dell'inflazione.
A livello aggregato di Eurozona, invece, a giugno l'inflazione annua è attesa al +0,5%, stabile rispetto al mese di maggio. Lo rende noto Eurostat nel comunicato sulla stima flash dell'inflazione. Osservando le principali componenti dell'inflazione dell'area dell'euro, per i servizi si prevede più alto tasso annuo a giugno (+1,3%, rispetto al +1,1% di maggio), seguiti dall'energia (0,1%, rispetto al 0,0% di maggio), beni industriali non energetici (stabile rispetto a maggio) e il cibo, alcool e tabacco (-0,2%, rispetto al +0,1% di maggio).
Adesso l'attenzione si sposta verso la Bce che si riunirà giovedì prossimo: la Banca centrale europea considera il dato aggregato, ma gli economisti sostengono che Francoforte sbagli a ignorare la situazione dei singoli Paesi. Alcuni sono già in deflazione, mentre molti si muovono intorno allo 0,2%, all'interno quindi del margine d'errore statistico.
Secondo la stima provvisoria dell'Istat si tratta del livello più basso da quasi 5 anni (ottobre 2009). Su base mensile l'indice è in crescita dello 0,1% con i prezzi degli alimentari che diminuiscono a giugno dello 0,6% segnando il livello più basso da settembre 1997: proprio il calo dei prezzi del carrello della spesa è imputabile, secondo i tecnici dell'istituto, il calo dell'inflazione.
A livello aggregato di Eurozona, invece, a giugno l'inflazione annua è attesa al +0,5%, stabile rispetto al mese di maggio. Lo rende noto Eurostat nel comunicato sulla stima flash dell'inflazione. Osservando le principali componenti dell'inflazione dell'area dell'euro, per i servizi si prevede più alto tasso annuo a giugno (+1,3%, rispetto al +1,1% di maggio), seguiti dall'energia (0,1%, rispetto al 0,0% di maggio), beni industriali non energetici (stabile rispetto a maggio) e il cibo, alcool e tabacco (-0,2%, rispetto al +0,1% di maggio).
Adesso l'attenzione si sposta verso la Bce che si riunirà giovedì prossimo: la Banca centrale europea considera il dato aggregato, ma gli economisti sostengono che Francoforte sbagli a ignorare la situazione dei singoli Paesi. Alcuni sono già in deflazione, mentre molti si muovono intorno allo 0,2%, all'interno quindi del margine d'errore statistico.