✕

L'allarme Istat sul Pil: nuovo rischio recessione

L'Istituto di Statistica taglia le stime di crescita per il secondo trimestre: l'economia in una forchetta il -0,1% e il +0,3%. Recupero ritmi attività economica più graduale del previsto
1 minuti di lettura
MILANO - L'Istat accende il faro sull'economia italiana. Peggio c'è il rischio che il Paese, a fine giugno, sia tornato in recessione, dopo il dato negativo del primo trimestre. Il recupero dei ritmi di attività economica - secondo l'Istat - dovrebbe risultare "più graduale di quanto atteso all'inizio dell'anno". L'evoluzione dell'economia nel corso del 2014 risulterebbe condizionata dagli alti livelli di incertezza e dalle condizioni ancora difficili sul mercato del credito, giudicato solo in lieve miglioramento.

Nel secondo trimestre 2014 "la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%". Lo stima l'Istat nella sua nota mensile, spiegando che "il Pil è previsto evolvere intorno a ritmi sostanzialmente analoghi anche nella seconda metà dell'anno in corso". Dall'Istituto fanno presente che la forchetta è ampia e prudenziale, per questo include anche un val…
MILANO - L'Istat accende il faro sull'economia italiana. Peggio c'è il rischio che il Paese, a fine giugno, sia tornato in recessione, dopo il dato negativo del primo trimestre. Il recupero dei ritmi di attività economica - secondo l'Istat - dovrebbe risultare "più graduale di quanto atteso all'inizio dell'anno". L'evoluzione dell'economia nel corso del 2014 risulterebbe condizionata dagli alti livelli di incertezza e dalle condizioni ancora difficili sul mercato del credito, giudicato solo in lieve miglioramento.

Nel secondo trimestre 2014 "la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%". Lo stima l'Istat nella sua nota mensile, spiegando che "il Pil è previsto evolvere intorno a ritmi sostanzialmente analoghi anche nella seconda metà dell'anno in corso". Dall'Istituto fanno presente che la forchetta è ampia e prudenziale, per questo include anche un valore negativo, ma alla fine il Prodotto dovrebbe collocarsi sul valore medio di quelle stime. La sostanza è che l'economia è praticamente ferma ed è ormai ben difficile pensare che il 2014 dell'Italia si chiuda con una ripresa significativa. Tenuto conto del dato del primo trimestre e dei valori centrali degli intervalli sui vari passi di previsione, "la variazione del prodotto lordo nella media del 2014 risulterebbe debolmente positiva".

Tuttavia, la spesa in beni capitali, il principale driver per la ripresa, potrebbe essere favorita sia dalle più favorevoli condizioni di liquidità delle imprese, sia dalle operazioni di rifinanziamento a tasso agevolato annunciate dal consiglio direttivo della Bce di inizio giugno. Tenendo conto delle informazioni più recenti - rileva l'Istat - nel secondo trimestre l'attività produttiva dell'industria (al netto delle costruzioni) potrebbe risultare stazionaria. Alla variazione congiunturale del Pil nel secondo trimestre "contribuirebbero positivamente, tra le componenti interne di domanda, la spesa privata per consumi mentre l'apporto delle esportazioni nette è stimato essere lievemente negativo".