Economia

Grecia, ok ai farmaci gratis ai pazienti non assicurati

Il Governo dà via libera al piano per coprire l'assistenza sanitaria dei 2 milioni di persone rimasti senza lavoro e di conseguenza (dopo un anno) pure senza copertura medica. Lo Stato pagherà fino al 75% dei medicinali, compresi quelli per le malattie croniche. 

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MILANO - Atene, grazie ai primi segnali di fine-crisi, prova a ristabilire il diritto universale alla salute in Grecia. Il governo di Antonis Samaras - fiutando l'ipotesi di elezioni anticipate a inizio 2015 - ha approvato il piano per estendere l'assistenza sanitaria gratuita ai 2 milioni di persone che l'hanno persa durante i cinque anni di recessione che hanno divorato il 25% del Pil ellenico. Fino a ieri il sistema medico del paese era implacabile. Cure e medicinali erano garantiti dallo Stato solo a chi era assicurato o coperto da un apposito fondo statale. Diritto garantito a chiunque avesse un posto di lavoro, ma che spariva per chi rimaneva più di un anno senza impiego. 

La crisi, come ovvio, ha moltiplicato il numero di persone escluse del tutto dalla sanità pubblica. La disoccupazione è salita dal 13% del 2009 al 27% di oggi. E per molti greci (anche malati di patologie croniche) è diventato impossibile accedere ai farmaci e alle cure. Per loro l'unica soluzione è stata quella di affidarsi alle decine di cliniche volontarie nate dal basso e dalla solidarietà civile in ogni angolo del paese, diventate negli ultimi anni il solo posto di cura gratuito per i due milioni di cittadini usciti dal radar della sanità nazionale.

Il provvedimento che ripristina la salute per tutti è stato pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale ellenica. E copre disoccupati, espatriati e immigrati con residenza e permesso di soggiorno regolari. In base alle nuove norme, lo Stato garantirà dal 75 al 90% dei costi delle cure. Che dovranno essere certificate e garantite direttamente da medici e ospedali. Il governo sta lavorando alla copertura della legge. Ma forte di un Pil che quest'anno potrebbe tornare a crescere e a un'economia in buona ripresa (il turismo, seconda industria del paese, sta crescendo del 35% quest'anno) conta di far quadrare i conti senza finire nel mirino della Troika che tiene ancora sotto esame i conti del paese.