Eni, tensioni in Iraq. Descalzi nel campo di Zubair di Bassora
di VINCENZO NIGROL'amministratore delegato del Cane a sei zampe è giunto nel Paese al centro di una offessiva jihaidista dei miliziani Isis. Il giacimento gestito dagli italiani si trova nel Sud del Paese, sotto il controllo sciita e ad oggi tranquillo
BAGDAD - A sorpresa l’amministratore dell’Eni Claudio Descalzi è arrivato ieri sera in Iraq per incontrare i lavoratori della sua azienda che operano nel campo petrolifero di Zubair, nel sud del paese, vicino Bassora. La notizia anticipata da fonti irachene è stata confermata a Repubblica.it dall’ufficio stampa dell’Eni che spiega che Descalzi ha voluto visitare di persona i tecnici italiani e stranieri in Iraq in un momento molto delicato per il paese. «Descalzi è arrivato ieri, ha cenato in mensa e incontrato i suoi colleghi impegnati a Zubair, ripartirà per l’Italia dopo alcune riunioni tecniche dedicate alla verifica della sicurezza del campo e di tutte le procedure necessarie in condizioni come quelle che vive oggi il paese».
L’Iraq è in una fase pericolosa per i lavoratori stranieri: un esempio è il fatto che le aziende petrolifere e di costruzioni cinesi stanno preparando l&rsq…
L’Iraq è in una fase pericolosa per i lavoratori stranieri: un esempio è il fatto che le aziende petrolifere e di costruzioni cinesi stanno preparando l&rsq…
BAGDAD - A sorpresa l’amministratore dell’Eni Claudio Descalzi è arrivato ieri sera in Iraq per incontrare i lavoratori della sua azienda che operano nel campo petrolifero di Zubair, nel sud del paese, vicino Bassora. La notizia anticipata da fonti irachene è stata confermata a Repubblica.it dall’ufficio stampa dell’Eni che spiega che Descalzi ha voluto visitare di persona i tecnici italiani e stranieri in Iraq in un momento molto delicato per il paese. «Descalzi è arrivato ieri, ha cenato in mensa e incontrato i suoi colleghi impegnati a Zubair, ripartirà per l’Italia dopo alcune riunioni tecniche dedicate alla verifica della sicurezza del campo e di tutte le procedure necessarie in condizioni come quelle che vive oggi il paese».
L’Iraq è in una fase pericolosa per i lavoratori stranieri: un esempio è il fatto che le aziende petrolifere e di costruzioni cinesi stanno preparando l’evacuazione di più di 10.000 tecnici dal nord del paese. Ma il sud e la regione di Bassora sono a totale controllo sciita, e per il momento sembrano seguire un’altra dinamica rispetto agli scontri che si sono avuti nel Nord-Ovest con l’avanzata dei miliziani dell’Isis. L’ Eni è nella zona di Bassora dal 2010: il campo di Zubair è uno dei più grandi giacimenti in Iraq, con una produzione 2013 di 262 000 barili al giorno di cui 22.000 barili in quota Eni.
L’Iraq è in una fase pericolosa per i lavoratori stranieri: un esempio è il fatto che le aziende petrolifere e di costruzioni cinesi stanno preparando l’evacuazione di più di 10.000 tecnici dal nord del paese. Ma il sud e la regione di Bassora sono a totale controllo sciita, e per il momento sembrano seguire un’altra dinamica rispetto agli scontri che si sono avuti nel Nord-Ovest con l’avanzata dei miliziani dell’Isis. L’ Eni è nella zona di Bassora dal 2010: il campo di Zubair è uno dei più grandi giacimenti in Iraq, con una produzione 2013 di 262 000 barili al giorno di cui 22.000 barili in quota Eni.