Ance: tasse sulla casa triplicate in tre anni.
Il settore ha perso 800mila posti di lavoro
Dal gettito Ici di 9 miliardi del 2011 si arriva a un combinato di Imu e Tasi da 25 miliardi per quest'anno. La denuncia dell'Associazione dei costruttori: ci sono risorse stanziate ma bloccate per 7,4 miliardi, a cominciare dai quasi 4 miliardi per le scuole
MILANO - Dal gettito Ici del 2011, di circa 9 miliardi, a un prelievo di Imu e Tasi, stimato per quest'anno in circa 25 miliardi: le tasse sulla casa e affini hanno registrato un incremento del 200% nel triennio. Si tratta, secondo una ricerca dell'Ance, di una vera e propria "zavorra fiscale" sulla casa. Il carico è pesante per tutte le tipologie di immobili, come emerge dall'analisi dell'Osservatorio congiunturale dell'associazione. Sulla prima casa, la Tasi "non garantisce una riduzione del prelievo rispetto all'Imu".
Sulle seconde case sfitte è aumentato il prelievo con la reintroduzione dell'Irpef già dal 2013. Le conseguenze sono forti per la categoria: per le imprese edili, dopo la cancellazione dell'Imu, è stata reintrodotta "una patrimoniale speculare, cioè la Tasi, con il paradosso di una tassa sui servizi che incide su immobili che non usufruiscono di alcun servizio. Per le aree destinate all'edificazione, infine, p…
Sulle seconde case sfitte è aumentato il prelievo con la reintroduzione dell'Irpef già dal 2013. Le conseguenze sono forti per la categoria: per le imprese edili, dopo la cancellazione dell'Imu, è stata reintrodotta "una patrimoniale speculare, cioè la Tasi, con il paradosso di una tassa sui servizi che incide su immobili che non usufruiscono di alcun servizio. Per le aree destinate all'edificazione, infine, p…
MILANO - Dal gettito Ici del 2011, di circa 9 miliardi, a un prelievo di Imu e Tasi, stimato per quest'anno in circa 25 miliardi: le tasse sulla casa e affini hanno registrato un incremento del 200% nel triennio. Si tratta, secondo una ricerca dell'Ance, di una vera e propria "zavorra fiscale" sulla casa. Il carico è pesante per tutte le tipologie di immobili, come emerge dall'analisi dell'Osservatorio congiunturale dell'associazione. Sulla prima casa, la Tasi "non garantisce una riduzione del prelievo rispetto all'Imu".
Sulle seconde case sfitte è aumentato il prelievo con la reintroduzione dell'Irpef già dal 2013. Le conseguenze sono forti per la categoria: per le imprese edili, dopo la cancellazione dell'Imu, è stata reintrodotta "una patrimoniale speculare, cioè la Tasi, con il paradosso di una tassa sui servizi che incide su immobili che non usufruiscono di alcun servizio. Per le aree destinate all'edificazione, infine, per la successiva vendita si registra una perfetta duplicazione del prelievo: l'Imu più la Tasi".
Al di là della tassazione, la crisi del settore delle infrastrutture è rappresentata per l'Ance dalla perdita in sette anni di 58,8 miliardi di investimenti e di circa 800mila posti di lavoro tra il settore e l'indotto. Le imprese delle costruzioni, tra il 2009 e il 2012, sono diminuite del 9,1%, e quelle che hanno chiuso sono state 57mila. Nel primo trimestre del 2014, poi, i fallimenti sono saliti del 6,3% su base annua. Complessivamente, dal 2009 ai primi tre mesi di quest'anno, i fallimenti nelle costruzioni sono stati circa 14.200.
Secondo l'Osservatorio, ci sono risorse stanziate ma bloccate per 7,4 miliardi di cui 3,8 miliardi per la riqualificazione delle scuole, altri 1,6 miliardi contro il rischio idrogeologico e 1-2 miliardi tra opere bloccate o incompiute. Se non si attivano subito le risorse nel 2015, spiega l'associazione guidata da Paolo Buzzetti, gli investimenti crolleranno di un ulteriore 2,4 per cento.
Sulle seconde case sfitte è aumentato il prelievo con la reintroduzione dell'Irpef già dal 2013. Le conseguenze sono forti per la categoria: per le imprese edili, dopo la cancellazione dell'Imu, è stata reintrodotta "una patrimoniale speculare, cioè la Tasi, con il paradosso di una tassa sui servizi che incide su immobili che non usufruiscono di alcun servizio. Per le aree destinate all'edificazione, infine, per la successiva vendita si registra una perfetta duplicazione del prelievo: l'Imu più la Tasi".
Al di là della tassazione, la crisi del settore delle infrastrutture è rappresentata per l'Ance dalla perdita in sette anni di 58,8 miliardi di investimenti e di circa 800mila posti di lavoro tra il settore e l'indotto. Le imprese delle costruzioni, tra il 2009 e il 2012, sono diminuite del 9,1%, e quelle che hanno chiuso sono state 57mila. Nel primo trimestre del 2014, poi, i fallimenti sono saliti del 6,3% su base annua. Complessivamente, dal 2009 ai primi tre mesi di quest'anno, i fallimenti nelle costruzioni sono stati circa 14.200.
Secondo l'Osservatorio, ci sono risorse stanziate ma bloccate per 7,4 miliardi di cui 3,8 miliardi per la riqualificazione delle scuole, altri 1,6 miliardi contro il rischio idrogeologico e 1-2 miliardi tra opere bloccate o incompiute. Se non si attivano subito le risorse nel 2015, spiega l'associazione guidata da Paolo Buzzetti, gli investimenti crolleranno di un ulteriore 2,4 per cento.