Economia

Milano trova un mini-recupero: +0,9%.
Wall Street rimbalza, male i listini asiatici

Milano chiude in positivo dopo il tonfo delle banche, il rendimento dei Btp sale al 2,9%. New York in recupero dopo il rosso che si è ripercosso in Oriente con la peggior performance dell'area da due mesi a questa parte. Tokyo è riuscita a recuperare nel finale, chiudendo poco sotto la parità. In serata le minute dell'ultima riunione della Banca centrale Usa

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MILANO - I listini asiatici risentono della pesantezza di Wall Street, mentre quelli Europei faticano a rialzare la testa dopo un inizio di settimana al ribasso, che ha ampliato la debolezza registrata sul finale dell'ottava scorsa.

Dopo la due giorni di consultazioni europee sul tema della flessibilità, con l'Ecofin che ha dato l'ok a concedere margini di manovra agli Stati impegnati nelle riforme, ma soltanto dentro la cornice del Patto di stabilità, l'agenda europea torna scarica. Non mancano le tensioni internazionali, che dopo l'escalation in Ucraina e Iraq mettono al centro del quadro geopolitico Israele e la Palestina. Sul fronte macroeconomico non ci sono rilevazioni di particolare importanza da segnalare per il Vecchio Continente; l'attenzione si concentra piuttosto sugli Stati Uniti, dove le richieste di mutui settimanali hanno registrato una crescita dell'1,9%. La Federal Reserve, nella serata italiana, pubblicherà poi i verbali della riunione che si è conclusa il 18 giugno scorso e ha proseguito il taglio degli stimoli straordinari all'economia.

A livello globale si registra anche il tasso di disoccupazione Ocse rimasto stabile, a maggio, al 7,4%: nel complesso erano senza lavoro 44,7 milioni di persone, 5,1 milioni meno rispetto al picco registrato ad aprile 2010, ma ancora 10,1 milioni in più rispetto al luglio 2008. La stagione delle trimestrali Usa è partita col piede giusto, visto che Alcoa ha raccolto i frutti della strategia puntata alla trasformazione della società: il produttore di alluminio è passato all'utile nel secondo trimestre dell'anno, battendo le attese degli analisti. Nei tre mesi terminati il 30 giugno, ha registrato profitti per 138 milioni di dollari contro la perdita da 119 milioni di dollari registrata nello stesso trimestre dell'anno scorso.

In questo contesto riesce il mini-rimbalzo di Piazza Affari dopo il tonfo di ieri: il Ftse Mib ha chiuso a +0,89%, spinto dal recupero dei bancari che ieri avevano perso fra il 4 e il 5% a causa dell'allargamento dello spread e delle notizie di continue sanzioni alle banche da parte degli Usa. Contrastati gli altri listini Ue: il Dax di Francoforte guadagna lo 0,41% a 9.812,86 punti, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,4% a 4.359,84 punti, l'Ibex di Madrid segna +0,54% a 10.746,9 punti. A Piazza Affari si guarda al titolo Eni, che è da "acquistare" secondo gli analisti della Deutsche Bank: in un report odierno hanno rivisto al rialzo il loro rating sul titolo del Cane a sei zampe portandolo a 'buy' dal precedente 'hold'. Promozione anche per il titolo Saras: gli analisti della transalpina Société Générale hanno alza il loro rating portandolo a 'hold' (mantenere) dal precedente 'sell' (vendere). Alla chiusura dei mercati europei, a Wall Street il Dow Jones e l'S&P 500 salgono dello 0,1% e il Nasdaq recupera lo 0,3%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi continua ad ampliarsi dopo il balzo di ieri: quota a 165 punti base, con i titoli decennali italiani che sono tornati a rendere il 2,87% sul mercato secondario in attesa delle aste del Tesoro della parte finale della settimana: domani sarà la volta di Bot annuali per 6,5 miliardi. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3640 dollari, esauritasi la spinta dei positivi dati macroeconomici che avevano rafforzato il biglietto verde nel corso delle ultime sedute. Aggiustamento tecnico per lo yen, che arretra a quota 138,69 sull'euro e 101,68 sul dollaro.

In Oriente, l'indice Msci Asia Pacific ha registrato il peggior calo degli ultimi due mesi, mentre la Borsa di Tokyo è riuscita a contenere il rosso a un frazionale -0,1%, terzo segno meno consecutivo: al termine di una seduta tutta in territorio negativo, l'indice Nikkei ha recuperato posizioni ed ha concluso gli scambi a quota 15.302,65. Dalla Cina sono arrivate indicazioni d'incertezza con il rallentamento dell'inflazione: il mese scorso i prezzi al consumo sono aumentati del 2,3% tendenziale a fronte del +2,5% registrato a maggio. L'inflazione resta, tuttavia, ancora molto al di sotto del limite annuo del 3,5% fissato da Pechino a marzo.

Il petrolio Wti tratta ai minimi da un mese: il petrolio statunitense è sceso oggi a livelli che non si vedevano dal 9 giugno a 102,4 dollari il barile. Il Dipartimento dell'Energia ha annunciato che nella settimana al 4 luglio le scorte della prima economia sono scese di 2,4 milioni di barili, mentre gli analisti avevano stimato un calo di 3 milioni. L'oro con scadenza ad agosto invece rimbalza con un +0,65% a 1.325 dollari all'oncia.