Economia

Cgia: "Cattiva Pa è nemica di imprese e cittadini"

Secondo l'associazione degli artigiani di Mestre negli ultimi 10 anni i tempi di attesa agli sportelli si sono allungati del 43,7%, mentre per le aziende spendono 12mila euro l'anno e 30 giorni per pratiche, certificati, bolli e formulari vari

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MILANO - Per quanto i governi si sforzino la burocrazia resta nemica di cittadini e imprese. Per i primi, con il tempo, aumenta il tempo perso in coda tra un ufficio e l'altro, per le altre rappresenta un costo crescente e spesso inutile che richiede giorni di lavoro sottratti alla produzione. Lo rivela la Cgia di Mestre secondo cui la coda agli sportelli pubblici è uno degli incubi che ogni cittadino vorrebbe evitare.

Negli ultimi 10 anni, infatti, il numero di persone che attendono più di 20 minuti agli sportelli dell'ufficio anagrafe è salito del 43,7%. Nel 2003, 12,6 persone su 100 lamentavano tempi di attesa oltre i 20 minuti: 10 anni dopo, la coda all'anagrafe è arrivata a durare più di 20 minuti per 18,1 persone su 100. Agli sportelli Asl, invece, l'incremento delle "vittime" dell'inefficienza della sanità pubblica è stato del 21,2%. Se nel 2003, 41 persone su 100 avevano riscontrato un'attesa allo sportello superiore ai 20 minuti, 10 anni dopo la fila si è idealmente "allungata" di 8 persone.

Va peggio alle imprese che si sentono sempre più soffocate da pratiche, certificati, bolli e formulari vari. La burocrazia costa 30 giorni di lavoro all'anno, quasi 12mila euro. Secondo i dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri, analizzati dalla Cgia, il costo annuo che grava sulle Pmi sfiora i 31 miliardi di euro con un aggravio economico di 7mila euro all'anno per impresa. Numeri che salgono per le aziende di piccole dimensioni, con meno di 50 addetti, a quasi 12mila euro.

Per districarsi tra timbri, moduli e pratiche varie, oneri informatici e burocratici nel 2013 le piccole aziende hanno dedicato 30 giorni lavorativi: rispetto al 2007 la crescita del tempo dedicato a sbrigare tutto questo carico burocratico è aumentato del 26,4%. "Si pensi - spiega Giuseppe Bortolussi - che, secondo l'indagine annuale PROMO PA Fondazione, l'81% delle imprese con meno di 50 addetti è costretto a ricorrere a consulenti esterni per fronteggiare la cattiva burocrazia.  Il 70% ad integrazione o a supporto del lavoro svolto dagli uffici amministrativi che operano all'interno dell'azienda, mentre l'altro 11 per cento si affida a terzi per tutte le incombenze. E' evidente che se non si mette definitivamente mano a quel labirinto inestricabile di leggi, decreti e circolari varie che rendono la vita impossibile a milioni di piccoli imprenditori, corriamo il pericolo di soffocare la parte più importante della nostra economia".