Economia

Draghi: "Crescita moderata. Flessibilità già nelle regole Ue, ma servono riforme strutturali"

In audizione al Parlamento europeo di Strasburgo, il presidente della Bce parla anche di inflazione bassa nei prossimi mesi e in ripresa a partire dal 2015. E lancia un monito sulle regole di bilancio: "Non annacquarle al punto che non siano più credibili"

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STRASBURGO - In audizione al Parlamento europeo di Strasburgo, Mario Draghi lancia un monito sulle regole di bilancio: "Non annacquarle al punto che non siano più credibili". Ma al contempo segnala che, anche se "le regole attuali" del patto Ue "già contengono flessibilità, nondimeno serve un processo di riforme strutturali perché la crescita non passa attraverso la creazione nuovi debiti". La Bce è per un "consolidamento fiscale favorevole alla crescita", in ogni caso, ha aggiunto Draghi, "bisogna completare il mercato unico, che si è fermato anni fa".

A Strasburgo, il governatore della Banca Centrale Europea affronta i temi centrali della ripresa durante un'audizione davanti alla nuova Commissione affari economici e monetari presieduta da Roberto Gualtieri. E, a margine, si toglie un sassolino dalla scarpa: "Qui alla Bce sto benissimo, infondata qualunque voce di un mio abbandono".

"Negli ultimi anni - spiega Draghi - molto è stato fatto per ritrovare stabilità, questo ha riportato fiducia nella zona euro, ma debito pubblico e privato elevati, bassa crescita e disoccupazione inaccettabilmente alta ci ricordano che la questione più pressante è riportare l'area euro su un cammino di prosperità condivisa".
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Sostenuta dalla domanda interna, la ripresa economica dell'Eurozona è destinata a proseguire, anche se la Bce ammette che vi potrebbe essere una certa "volatilità" su base trimestrale. In particolare i dati delle indagini sono risultati "misti" sul secondo trimestre,  rileva Draghi, l'insieme dei rischi, positivi e negativi, sulle prospettive di crescita "continua a essere orientato al ribasso", e tra questi fattori di rischio vi sono anche quelli di natura geopolitica.

Sarà una crescita "economica moderata" ma continua, spiega Draghi, "nel primo trimestre del 2014 il Pil dell'area euro è aumentato dello 0,2%. La crescita è stata positiva per il quarto trimestre consecutivo". Si prevede un'inflazione che "resterà a bassi livelli nei prossimi mesi" mentre sarà in "ripresa graduale" nell'Eurozona "a partire dal 2015".

L'inflazione, "ancorata allo 0,5% annuo secondo gli ultimi dati Eurostat", tornerà a salire "in modo graduale dal 2015/2016" spiega il presidente della Bce, "le aspettative a medio/lungo termine restano in linea con la stabilità dei prezzi e i rischi, a monte e a valle, sono limitati. Ma a breve termine - ha aggiunto Draghi - continueremo a monitorare la situazione".

L'apprezzamento dell'euro "ha un impatto sulla stabilità dei prezzi", osserva Draghi, ma rappresenta anche "un rischio per la ripresa dell'Eurozona". Quanto ai tassi d'interesse, Draghi conferma che l'orientamento del consiglio direttivo è di mantenerli bassi nell'area euro "per un esteso periodo di tempo".

Draghi garantisce che la Bce è sempre "pronta a intervenire" di fronte "a nuovi rischi di bassa inflazione", considerando altri strumenti di intervento non convenzionali previsti dal suo mandato. La Banca centrale europea continuerà "almeno fino alla fine del 2016" a "soddisfare la domanda di liquidità delle banche nelle nostre operazioni di rifinanziamento, naturalmente in cambio di collaterali adeguati".

Alla banca centrale europea "stiamo intensificando il lavoro sul programma di acquisti di abs", i titoli frutto di cartolarizzazioni di mutui bancari o crediti erogati alle imprese, riferisce ancora Draghi, il mese scorso l'eurotower ha annunciato che stava elaborando un piano per rivitalizzare questo settore, che resta pesantemente compromesso dalla cattiva reputazioni seguita alla crisi dei mutui subprime negli Usa.