LUGANO - In Svizzera ci sono più milionari che poveri. Il dato sorprendente emerge da uno studio, effettuato per conto del Governo di Berna da Felix Woiffers, presidente della Conferenza inter-cantonale degli Affari Sociali. Ebbene, in un'intervista al quotidiano Le Temps di Ginevra l'alto funzionario ha dichiarato che "a fronte di 330 mila persone che dispongono di almeno un milione di franchi (820mila euro al cambio odierno, ndr), ce ne sono 250 mila che fanno capo ai servizi di assistenza".
"Inoltre - ha aggiunto Woiffers - ogni anno il numero dei ricchi aumenta, in percentuale, allo stesso modo, di quello dei poveri". Questi ultimi, con un reddito che non supera i 2000 franchi mensili, circa 1600 euro, rappresentano il 3,1 per cento della popolazione. "In prevalenza - spiega ancora Felix Woiffers - si tratta di disoccupati di lunga durata, persone prive di formazione, spesso stranieri provenienti dai paesi più poveri dell'Unione Europea". Nella lista figurano, in effetti, pochi immigrati originari della Francia e della Germania, due dei paesi che, con Italia, Spagna e Portogallo, contribuiscono maggiormente ad alimentare i contingenti di manodopera estera.
Maggiore, invece, è la percentuale di lavoratori originari dall'Europa meridionale, tra coloro che beneficiano dell'aiuto sociale, una volta esaurita l'indennità di disoccupazione. Quanto ai ricchi la percentuale dei milionari è aumentata, solo nel 2010, di ben il 9,7 per cento. Tutta gente che ha, immediatamente, beneficiato dei primi sintomi dell'uscita dell'economia mondiale dalla crisi e della ripresa dei mercati azionari.
Un trend che è proseguito, negli anni successivi tanto che, se si guardano le classifiche si nota, ad esempio, che la famiglia di Ernesto Bertarelli, il magnate di origine italiana che ha vinto, con Alinghi, due edizioni della Coppa America di vela, si è ritrovata, nel 2013, con un miliardo di franchi in più, rispetto al 2012. Analogo discorso vale per l'industriale e leader della destra elvetica, Christoph Blocher, come pure per il Ceo di Swatch, Nick Hayek. Di fronte a questa impressionante massa di ricchi il presidente della Conferenza inter-cantonale degli Affari Sociali non se la sente di condividere le critiche di coloro che denunciano abusi, nel campo dell'assistenza. "La questione non mi tocca, piuttosto la nostra preoccupazione è quella di continuare a garantire un minimo vitale a tutti gli abitanti del nostro Paese", afferma Felix Woiffers.
"Inoltre - ha aggiunto Woiffers - ogni anno il numero dei ricchi aumenta, in percentuale, allo stesso modo, di quello dei poveri". Questi ultimi, con un reddito che non supera i 2000 franchi mensili, circa 1600 euro, rappresentano il 3,1 per cento della popolazione. "In prevalenza - spiega ancora Felix Woiffers - si tratta di disoccupati di lunga durata, persone prive di formazione, spesso stranieri provenienti dai paesi più poveri dell'Unione Europea". Nella lista figurano, in effetti, pochi immigrati originari della Francia e della Germania, due dei paesi che, con Italia, Spagna e Portogallo, contribuiscono maggiormente ad alimentare i contingenti di manodopera estera.
Maggiore, invece, è la percentuale di lavoratori originari dall'Europa meridionale, tra coloro che beneficiano dell'aiuto sociale, una volta esaurita l'indennità di disoccupazione. Quanto ai ricchi la percentuale dei milionari è aumentata, solo nel 2010, di ben il 9,7 per cento. Tutta gente che ha, immediatamente, beneficiato dei primi sintomi dell'uscita dell'economia mondiale dalla crisi e della ripresa dei mercati azionari.
Un trend che è proseguito, negli anni successivi tanto che, se si guardano le classifiche si nota, ad esempio, che la famiglia di Ernesto Bertarelli, il magnate di origine italiana che ha vinto, con Alinghi, due edizioni della Coppa America di vela, si è ritrovata, nel 2013, con un miliardo di franchi in più, rispetto al 2012. Analogo discorso vale per l'industriale e leader della destra elvetica, Christoph Blocher, come pure per il Ceo di Swatch, Nick Hayek. Di fronte a questa impressionante massa di ricchi il presidente della Conferenza inter-cantonale degli Affari Sociali non se la sente di condividere le critiche di coloro che denunciano abusi, nel campo dell'assistenza. "La questione non mi tocca, piuttosto la nostra preoccupazione è quella di continuare a garantire un minimo vitale a tutti gli abitanti del nostro Paese", afferma Felix Woiffers.