Economia

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Emergenza su volo da Dubai a Tel Aviv, decollati jet israeliani

I mercati provano a superare le tensioni.
Occhi sulla fiducia di imprese e consumatori

L'isolamento internazionale di Putin e la guerra nella Striscia di Gaza sono elementi di preoccupazione per gli investitori. L'agenda macreoconomica si concentra sulla fiducia dei consumatori, sugli indici Pmi del manifatturiero e su quello Ifo per le imprese tedesche

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MILANO - I mercati azionari europei provano a reagire nel mezzo delle tensioni internazionali, con l'evoluzione delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e la reazione internazionale all'abbattimento dell'aereo di linea tra Ucraina e Russia a determinare l'umore degli investitori. Il leader del Cremlino, Vladimir Putin, torna nell'angolo, i rapporti con Barack Obama si sono di nuovo congelati e le sanzioni verso Mosca potrebbero tornare a inasprirsi; in questa partita a scacchi l'Italia sta in precario equilibrio, cercando di difendere gli interessi del proprio colosso energetico Eni e di non perdere la faccia nella battaglia per le nomine Ue. Piazza Affari ha chiuso un'ottava d'incertezza con un bilancio comunque positivo (+0,6%), grazie anche al traino di Wall Street: la Borsa americana ha trovato gli spunti dalle ottime trimestrali di Google e Ibm, giusto per fare qualche nome, ma anche delle grandi banche. Restano poi sullo sfondo anche le discussioni tra creditori e governo argentino per il pagamento legato ai tango bond: in settimana si attendono sviluppi dalla trattativa, il tempo per Baires stringe.

La settimana si apre nuovamente con i riflettori accesi sul panorama europeo: lunedì 21 luglio c'è una riunione informale del Consiglio europeo per la competitività, a Milano, alla quale partecipa la titolare del Mise, Federica Guidi. Guardando alle cose più strettamente di casa, si segnalano il fatturato e gli ordinativi dell'industria rilevati dall'Istat. Fuori dai confini nazionali c'è da appuntare la pubblicazioni dei prezzi delle case del Regno Unito.

Il giorno dopo, martedì, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è in audizione presso la commissione Economia dell'Europarlamento. Con lui, nelle commissioni di rispettiva competenza, ci sono anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, e quello del Lavoro, Giuliano Poletti. Nello stesso giorno ancora l'Istat diffonde i dati sulla misura dell'inflazione per classi di spesa delle famiglie relativi al primo e secondo trimestre del 2014. La giornata viene però aperta dai dati giapponesi sull'attività industriale, mentre l'Eurozona pubblica quelli sull'andamento del debito pubblico e gli Stati Uniti una serie interessante che prevede inflazione, vendita di case esistenti e fiducia del settore manifatturiero della Fed di Richmond.

Mercoledì 23 luglio l'Istituto nazionale di statistica diffonde i dati di giugno sulla stima preliminare del commercio estero extra Ue. La settimana entra nel vivo con i dati francesi sulla fiducia del settor emanifatturiero, seguiti dai deficit dei Paesi dell'Eurozona e la fiducia dei consumatori del Vecchio continente. Negli Usa viene aggiornato l'andamento delle richieste di mutui ipotecari.

Giovedì vanno in agenda due rilevazioni importanti dell'Istat. Prima sarà la volta dei dati di maggio sul commercio al dettaglio: un indicatore importante della consistenza della ripresa, sul fronte dei consumi, in considerazione della distribuzione del bonus da 80 euro voluto dal governo Renzi, che a dire il vero è però entrato in busta paga solo alla fine del periodo osservato. A ciò farà seguito la lettura della fiducia dei consumatori di luglio. La giornata vive però dell'attesa per i dati Markit sul Pmi manifatturiero delle principali economie globali; un dato molto atteso perché, come noto, costruito intervistando i direttori degli acquisti delle aziende che hanno quindi il polso della situazione economica meglio di chiunque altro. Negli States si pubblicano poi i dati sulla richiesta di sussidi iniziali per la disoccupazione e quelli sul mercato delle case nuove.

Venerdì, ancora l'Istituto nazionale di statistica, diffonderà i dati sulle retribuzioni contrattuali. La lettura principale di giornata riguarda la Germania, dove l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese è chiamato a invertire le ultime tendenze al ribasso sulla consistenza della ripresa economica tedesca. Nel Regno Unito si guarda all'andamento del Pil, in Giappone all'inflazione e infine negli Stati Uniti agli ordini di beni durevoli.