Borse caute dopo il rally della vigilia: spread in area 160 punti
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERINon preoccupano gli investitori gli scontri a Gaza e le tensioni tra la Russia e l'Unione europea: Bruxelles per il momento ha deciso di non inasprire le sanzioni verso Mosca. La buona trimestrale di Apple convince i mercati. Milano chiude in calo dello 0,2%, Wall Street contrastata. Stabile l'euro sotto 1,35 dollari
MILANO - Seduta caratterizzata dalla cautela per le principali Borse del Vecchio continente che, tuttavia, non si fanno condizionare dalle tensioni internazionali. A Gaza continuano gli scontri e aumentano i morti, le compagnie aeree internazionali hanno iniziato a sospendere i voli verso Tel Aviv, ma gli investitori non paiono preoccupati per possibili riflessi internazionali. Atteggiamento identico verso la Russia: l'Unione europea non ha preso alcuna decisione su nuove possibili sanzioni nei confronti di Mosca e Parigi può continuare a vendere armi alla Russia.
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le stime di crescita per gli Usa, colpite nella prima parte dell'anno dall'inverno particolarmente rigido, portandole al +1,7% per il 2014. L'economia a stelle e strisce scatterà il prossimo anno, quando il Fmi prevede una crescita al ritmo del 3%, la più sostenuta dal 2005. Dal punto di vista finanziario si registra la buona trimestrale di Apple che nono…
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le stime di crescita per gli Usa, colpite nella prima parte dell'anno dall'inverno particolarmente rigido, portandole al +1,7% per il 2014. L'economia a stelle e strisce scatterà il prossimo anno, quando il Fmi prevede una crescita al ritmo del 3%, la più sostenuta dal 2005. Dal punto di vista finanziario si registra la buona trimestrale di Apple che nono…
MILANO - Seduta caratterizzata dalla cautela per le principali Borse del Vecchio continente che, tuttavia, non si fanno condizionare dalle tensioni internazionali. A Gaza continuano gli scontri e aumentano i morti, le compagnie aeree internazionali hanno iniziato a sospendere i voli verso Tel Aviv, ma gli investitori non paiono preoccupati per possibili riflessi internazionali. Atteggiamento identico verso la Russia: l'Unione europea non ha preso alcuna decisione su nuove possibili sanzioni nei confronti di Mosca e Parigi può continuare a vendere armi alla Russia.
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le stime di crescita per gli Usa, colpite nella prima parte dell'anno dall'inverno particolarmente rigido, portandole al +1,7% per il 2014. L'economia a stelle e strisce scatterà il prossimo anno, quando il Fmi prevede una crescita al ritmo del 3%, la più sostenuta dal 2005. Dal punto di vista finanziario si registra la buona trimestrale di Apple che nonostante il periodo grigio che storicamente precede il lancio del nuovo iPhone ha visto un aumento oltre le attese delle vendite, mentre Microsoft ha mancato di poco il consensus. Alla chiusura odierna di Wall Street arriveranno i dati di Facebook. Dal fronte macroeconomico si registra il calo della fiducia dei consumatori scesa di 0,9 punti finendo a quota -8,4. Intanto Eurostat certifica che il deficit nell'Eurozona è pressochè stabile al 2,7% del Pil rispetto al quarto trimestre del 2013 (2,6%). Nella Ue a 28 membri il deficit è calato, passando dal 3,1% del Pil del quarto trimestre 2013 all'1,9% del primo trimestre 2014. Da segnalare anche l'ingresso ufficiale della Lituania nell'Eurozona, a partire dal 2015.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,2% dopo aver oscillato sopra e sotto la pari nel corso della seduta. Poco mosse le altre Piazze Ue: il Dax di Francoforte avanza dello 0,2% a 9.753,56 punti, l'Ftse 100 di Londra segna +0,04% a 6.798,15 punti, il Cac 40 di Parigi sale dello 0,16% a 4.376,32 punti, l'Ibex di Madrid guadagna lo 0,1% a 10.659,1 punti.
In lieve calo lo spread sotto quota 160 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono il 2,73%. Il Tesoro ha deciso che, in considerazione dell'ampia disponibilità di cassa, non effettuerà l'asta dei titoli a medio-lungo termine prevista per il 13 agosto 2014 nonché l'asta dei Btp i prevista per il 26 agosto 2014. Wall Street è contrastata, quando chiudono i mercati europei: il Dow Jones cede lo 0,1%, l'S&P 500 avanza dello 0,2% e il Nasdaq recupera lo 0,4%. Ieri i listini, sostenuti da un rally nel comparto immobiliare, dopo che a giugno le vendite di case esistenti sono salite del 2,6%, ai massimi da ottobre, avevano toccati nuovi record intraday.
L'euro chiude stabile a 1,3462 dollari dopo il minimo da 8 mesi sul biglietto verde toccato ieri in seguito alla diffusione dei dati sull'inflazione in Usa, dai quali è emerso un quadro più stabile rispetto all'Eurozona. Lieve calo tecnico per lo yen, che si attesta a quota 136,60 sull'euro e 101,41 sul dollaro. In mattinata, invece, la Borsa di Tokyo aveva chiuso in lieve ribasso al termine di una seduta improntata alla cautela: l'indice Nikkei ha ceduto lo 0,10% e si è attestato a quota 15.328,56. In flessione dello 0,88% anche l'indice Topix che ha chiuso a 1.272,39 punti.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in recupero: alla chiusura dei mercati europei il Wti segna un progresso dello 0,5% circa a un passo da 103 dollari al barile. Invariato l'oro: il metallo con consegna immediata si stabilizza a quota 1.309 dollari l'oncia. Sono livelli sempre più lontani dai prezzi raggiunti il 10 luglio quando avevano toccato i 1345 dollari, il massimo da marzo, per poi iniziare una serie di ribassi.
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le stime di crescita per gli Usa, colpite nella prima parte dell'anno dall'inverno particolarmente rigido, portandole al +1,7% per il 2014. L'economia a stelle e strisce scatterà il prossimo anno, quando il Fmi prevede una crescita al ritmo del 3%, la più sostenuta dal 2005. Dal punto di vista finanziario si registra la buona trimestrale di Apple che nonostante il periodo grigio che storicamente precede il lancio del nuovo iPhone ha visto un aumento oltre le attese delle vendite, mentre Microsoft ha mancato di poco il consensus. Alla chiusura odierna di Wall Street arriveranno i dati di Facebook. Dal fronte macroeconomico si registra il calo della fiducia dei consumatori scesa di 0,9 punti finendo a quota -8,4. Intanto Eurostat certifica che il deficit nell'Eurozona è pressochè stabile al 2,7% del Pil rispetto al quarto trimestre del 2013 (2,6%). Nella Ue a 28 membri il deficit è calato, passando dal 3,1% del Pil del quarto trimestre 2013 all'1,9% del primo trimestre 2014. Da segnalare anche l'ingresso ufficiale della Lituania nell'Eurozona, a partire dal 2015.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,2% dopo aver oscillato sopra e sotto la pari nel corso della seduta. Poco mosse le altre Piazze Ue: il Dax di Francoforte avanza dello 0,2% a 9.753,56 punti, l'Ftse 100 di Londra segna +0,04% a 6.798,15 punti, il Cac 40 di Parigi sale dello 0,16% a 4.376,32 punti, l'Ibex di Madrid guadagna lo 0,1% a 10.659,1 punti.
In lieve calo lo spread sotto quota 160 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono il 2,73%. Il Tesoro ha deciso che, in considerazione dell'ampia disponibilità di cassa, non effettuerà l'asta dei titoli a medio-lungo termine prevista per il 13 agosto 2014 nonché l'asta dei Btp i prevista per il 26 agosto 2014. Wall Street è contrastata, quando chiudono i mercati europei: il Dow Jones cede lo 0,1%, l'S&P 500 avanza dello 0,2% e il Nasdaq recupera lo 0,4%. Ieri i listini, sostenuti da un rally nel comparto immobiliare, dopo che a giugno le vendite di case esistenti sono salite del 2,6%, ai massimi da ottobre, avevano toccati nuovi record intraday.
L'euro chiude stabile a 1,3462 dollari dopo il minimo da 8 mesi sul biglietto verde toccato ieri in seguito alla diffusione dei dati sull'inflazione in Usa, dai quali è emerso un quadro più stabile rispetto all'Eurozona. Lieve calo tecnico per lo yen, che si attesta a quota 136,60 sull'euro e 101,41 sul dollaro. In mattinata, invece, la Borsa di Tokyo aveva chiuso in lieve ribasso al termine di una seduta improntata alla cautela: l'indice Nikkei ha ceduto lo 0,10% e si è attestato a quota 15.328,56. In flessione dello 0,88% anche l'indice Topix che ha chiuso a 1.272,39 punti.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in recupero: alla chiusura dei mercati europei il Wti segna un progresso dello 0,5% circa a un passo da 103 dollari al barile. Invariato l'oro: il metallo con consegna immediata si stabilizza a quota 1.309 dollari l'oncia. Sono livelli sempre più lontani dai prezzi raggiunti il 10 luglio quando avevano toccato i 1345 dollari, il massimo da marzo, per poi iniziare una serie di ribassi.