Economia

Camere di commercio in piazza contro il taglio dei versamenti

Protesta contro la riforma della Pa, nella quale si prevede il dimezzamento dei diritti che le imprese versano annualmente alle Camere di commercio di competenza: si tratta di risparmi da 400 milioni per le società, che però rischiano di far saltare il sistema camerale

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MILANO - Manifestazione, a piazza di Pietra, dei lavoratori delle Camere di commercio, Unioncamere e i sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl contro la riforma della pubblica amministrazione e i decreti del governo riguardanti la gestione delle Camere di commercio. Secondo i sindacati queste riforme intaccherebbero il sistema di autofinanziamento, provocando una carenza di trasparenza ed efficienza. Inoltre i manifestanti lamentano la diminuzione del diritto annuale, il tributo che ogni impresa, iscritta o annotata nel registro delle imprese è tenuta a versare alla Camera di commercio di riferimento.

Questa diminuzione "corrisponde a un dimezzamento dei finanziamenti alla Camera di commercio che non permetterebbe la partecipazione alle molte attività culturali e non che la camera segue", afferma Daniela Volpato, segretario generale aggiunto Cisl Fp. "La Camera di commercio ha un tessuto che si sviluppa in tutta Italia e questi provvedimenti ne prevederebbero uno smantellamento, noi invece cerchiamo il dialogo e vogliamo proporre una riorganizzazione della struttura". "Il disegno di legge - secondo i sindacati - inoltre prevede lo spostamento del registro delle imprese presso il ministero per lo Sviluppo".

Il paradosso: il governo offre 400 milioni di risparmi, ma le Pmi rischiano di perdere oltre mezzo miliardo

Sul taglio del 50% dei versamenti da parte delle imprese, che secondo il governo significa 400 milioni di sgravi per le imprese su 800 milioni versati nel corso del 2012 alle Camere di commercio, si è espresso anche il governatore lombardo, Roberto Maroni. "Chiederò attenzione, anche, a non danneggiare il mondo delle imprese con una norma assurda che qualcuno gli ha suggerito ma che, forse, non ha ben compreso". Ha detto l'inquilino di Palazzo Lombardia, spiegando che la questione potrà essere sottoposta al premier Matteo Renzi durante l'inaugurazione della BreBeMi, a Fara Olivana, in provincia di Bergamo.

Per Maroni è un sistema "messo in discussione "da una norma assurda, che prevede il dimezzamento del contributo. Vuol dire mettere in ginocchio il sistema delle camere di Commercio", spiega il presidente lombardo. "Sono 109 euro di contributo che le aziende pagano, mediamente, e permette, alle camere di Commercio di mettere in circolo una leva finanziaria di oltre 2,5 miliardi di euro, 600 milioni dei quali in Lombardia", sottolinea. "Senza questo contributo, le politiche a sostegno delle imprese subiscono un forte ridimensionamento", conclude.