MILANO - Nell'ultimo quinquennio, a partire dal 2008, le perdite per le tv locali sono state considerevoli: 201,3 milioni di euro di rosso, di cui 45,8 nel 2012. E' quanto emerge dallo Studio economico del settore televisivo privato 2012 di Confindustria Radio Televisioni.
L'analisi dei bilanci del 2012 deve tener conto di alcuni fatti straordinari, come la cassa integrazione guadagni in deroga, alla quale hanno fatto ricorso molte aziende con l'obiettivo di contenere i costi del personale al fine di salvaguardare il livello occupazionale e "l'indennità di esproprio" per il rilascio volontario delle frequenze della banda 800 MHz e erogato proprio tra il 2012 e il 2013. Si tratta di voci che, rispettivamente, contenendo i costi di produzione e integrando i ricavi, hanno permesso al comparto di limitare le perdite. A livello complessivo il totale settore evidenzia infatti come da un risultato operativo di -68 milioni di euro si passi a una perdita di 45 milioni.
Le perdite dell'ultimo quinquennio denunciano come alla crisi generale del settore pubblicitario che ha colpito l'intero sistema televisivo, l'emittenza locale abbia sofferto in maniera particolare l'impatto della digitalizzazione che ha portato alla perdita di visibilità del comparto (per effetto della multicanalità e, non ultima, per l'incertezza nella regolamentazione della numerazione automatica dei canali).
A fronte della situazione sopra descritta la somma dei patrimoni netti delle 339 società prese in esame è pari a 746.521.030 euro (569.522.769 nel 2011), il valore medio è pari a 2,2 milioni (1,6 milioni nel 2011). In termini assoluti si registra una variazione in aumento di 177 milioni di euro: è questo un dato molto significativo che evidenzia una importante immissione di capitali da parte degli editori, verosimilmente coincidente con gli investimenti che le imprese hanno dovuto effettuare per la digitalizzazione delle reti. Fra gli investitori più impegnati si segnalano quelli nelle regioni più ricche dell'emittenza locale.
I ricavi totali (pubblicitari e altri ricavi) delle 339 società prese in esame nell'anno 2012 ammontano a 480.951.103 di euro, di cui 329.752.250 euro provenienti dalla pubblicità, 148.371.903 euro costituiti da altri introiti, inclusi i contributi statali e 2.826.949 da proventi finanziari. La suddivisione per classi di ricavi evidenzia come 53 società, rappresentanti il 15,6% del totale complessivo, producano 279 milioni di euro, pari al 58,1%, dei ricavi totali. Si tratta di società con ricavi medi superiori a 5,2 milioni di euro.
Novantasette società con ricavi superiori a 1,5 milioni di euro pur rappresentando il 29% delle TV Locali, fatturano oltre il 75% dei ricavi totali. I ricavi medi relativi a tali società ammontano a 1,25 milioni di euro. I ricavi medi di tutte le emittenti televisive locali si attestano a 1,418 milioni di euro (1,465 mln nel 2011). Veneto e Lombardia si confermano le regioni leader con volumi di ricavi di gran lunga superiori al resto delle altre regioni. Le prime tre regioni, Veneto, Lombardia e Puglia rappresentano da sole quasi la metà del totale nazionale, con il 46% dei ricavi complessivi.
Dopo una costante fase di crescita del mercato, che aveva trovato un consolidamento negli anni immediatamente precedenti alla digitalizzazione, negli ultimi cinque anni le TV Locali hanno perso 95 milioni di euro di ricavi ritornando sotto quota 500 milioni e riportando il comparto indietro di ben 8 anni. Pur essendo dati riferibili a un numero di emittenti variabili, sono significativi dell'andamento generale del settore.
L'analisi dei bilanci del 2012 deve tener conto di alcuni fatti straordinari, come la cassa integrazione guadagni in deroga, alla quale hanno fatto ricorso molte aziende con l'obiettivo di contenere i costi del personale al fine di salvaguardare il livello occupazionale e "l'indennità di esproprio" per il rilascio volontario delle frequenze della banda 800 MHz e erogato proprio tra il 2012 e il 2013. Si tratta di voci che, rispettivamente, contenendo i costi di produzione e integrando i ricavi, hanno permesso al comparto di limitare le perdite. A livello complessivo il totale settore evidenzia infatti come da un risultato operativo di -68 milioni di euro si passi a una perdita di 45 milioni.
Le perdite dell'ultimo quinquennio denunciano come alla crisi generale del settore pubblicitario che ha colpito l'intero sistema televisivo, l'emittenza locale abbia sofferto in maniera particolare l'impatto della digitalizzazione che ha portato alla perdita di visibilità del comparto (per effetto della multicanalità e, non ultima, per l'incertezza nella regolamentazione della numerazione automatica dei canali).
A fronte della situazione sopra descritta la somma dei patrimoni netti delle 339 società prese in esame è pari a 746.521.030 euro (569.522.769 nel 2011), il valore medio è pari a 2,2 milioni (1,6 milioni nel 2011). In termini assoluti si registra una variazione in aumento di 177 milioni di euro: è questo un dato molto significativo che evidenzia una importante immissione di capitali da parte degli editori, verosimilmente coincidente con gli investimenti che le imprese hanno dovuto effettuare per la digitalizzazione delle reti. Fra gli investitori più impegnati si segnalano quelli nelle regioni più ricche dell'emittenza locale.
I ricavi totali (pubblicitari e altri ricavi) delle 339 società prese in esame nell'anno 2012 ammontano a 480.951.103 di euro, di cui 329.752.250 euro provenienti dalla pubblicità, 148.371.903 euro costituiti da altri introiti, inclusi i contributi statali e 2.826.949 da proventi finanziari. La suddivisione per classi di ricavi evidenzia come 53 società, rappresentanti il 15,6% del totale complessivo, producano 279 milioni di euro, pari al 58,1%, dei ricavi totali. Si tratta di società con ricavi medi superiori a 5,2 milioni di euro.
Novantasette società con ricavi superiori a 1,5 milioni di euro pur rappresentando il 29% delle TV Locali, fatturano oltre il 75% dei ricavi totali. I ricavi medi relativi a tali società ammontano a 1,25 milioni di euro. I ricavi medi di tutte le emittenti televisive locali si attestano a 1,418 milioni di euro (1,465 mln nel 2011). Veneto e Lombardia si confermano le regioni leader con volumi di ricavi di gran lunga superiori al resto delle altre regioni. Le prime tre regioni, Veneto, Lombardia e Puglia rappresentano da sole quasi la metà del totale nazionale, con il 46% dei ricavi complessivi.
Dopo una costante fase di crescita del mercato, che aveva trovato un consolidamento negli anni immediatamente precedenti alla digitalizzazione, negli ultimi cinque anni le TV Locali hanno perso 95 milioni di euro di ricavi ritornando sotto quota 500 milioni e riportando il comparto indietro di ben 8 anni. Pur essendo dati riferibili a un numero di emittenti variabili, sono significativi dell'andamento generale del settore.