Economia

Trimestrali e Fed, pioggia di dati sui listini.
Borse deboli, asta Ctz con tassi ai minimi

Inizia una settimana carica di appuntamenti macro e caratterizzata dalla riunione dell'istituto centrale di Washington su tapering e politiche monetarie. La fiducia delle imprese italiane al top dall'agosto 2011. Il Tesoro fa il pieno di Ctz biennali, tassi giù verso lo 0,4% e rendimento dei Btp al nuovo minimo. Milano chiude in calo dello 0,6%, Tokyo ai massimi da gennaio

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MILANO - Inizia con cautela la settimana che vedrà un crescendo di dati macroeconomici e appuntamenti internazionali di rilievo e che vive il suo culmine nella riunione della Federal Reserve, dalla quale si aspetta la prosecuzione del tapering, la stretta agli stimoli monetari, che porterà gli acquisti mensili di bond a 25 miliardi di dollari (l'agenda della settimana). Il contesto globale dei mercati è positivo in vista di questa importante ottava, che si caratterizza anche per l'avvio della pubblicazione delle trimestrali di Piazza Affari. Sullo sfondo si agitano tuttavia le preoccupazioni legate alla guerra nella Striscia di Gaza, dove Israele ha ripreso le operazioni di terra a seguito del lancio di razzi di Hamas, ma l'Onu e la comunità internazionale sembrano vicini a convince Gerusalemme a siglare una vera tregua duratura. Anche l'isolamento della Russia, aggravato dall'abbattimento dell'aereo di linea al confine con l'Ucraina, con le relative sanzioni internazionali resta un elemento d'incertezza per i mercati e per la Borsa di Mosca in particolare.

In questo contesto i listini europei disperdono l'ottimismo arrivato in mattinata dall'Oriente e chiudono deboli. A Milano il Ftse Mib scatta in avvio, poi oscilla sulla pari e peggiora nella fase finale della seduta: -0,59% il saldo finale. Incerte anche le altre Borse Ue: Parigi tiene un positivo +0,33%, Londra segna il -0,05% finale e Francoforte chiude in rosso dello 0,48%. Le oscillazioni di Piazza Affari si legano a quelle del comparto bancario, mentre arrivano i risultati di Cir (torna all'utile nel semestre) e Piaggio (profitti giù del 34% sull'effetto cambi). Debole, tra le azione a maggior capitalizzazione, Mediaset che soffre le manovre di Sky sul mercato europeo. Sul panorama internazionale spicca la trimestrale positiva di Ryanair, che ha alzato le stime per l'intero esercizio fiscale.

Dopo lo scivolone di venerdì, provocato da alcune trimestrali negative (Amazon in particolare), Wall Street riprende gli scambi fiacca e amplia il ribasso con i dati sull'immobiliare inferiori alle attese: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones perde lo 0,1%, lo S&P500 lascia sul parterre lo 0,35% e il Nasdaq arretra di mezzo punto percentuale. L'euro è poco mosso in avvio di settimana: si mantiene a 1,3437 dollari, sugli stessi valori della chiusura di venerdì. Nei confronti dello yen la moneta unica europea vale 136,8.

Tra i dati macroeconomici, oggi l'Istat ha reso noti i dati della fiducia delle imprese di luglio, salita al top dal 2011. Negli Usa si segnala il calo dei compromessi d'acquisto per le case a giugno: -1,1%, sotto le attese. Tornando in Italia, il Tesoro ha avviato bene la tre giorni di aste, che culmina con i Btp di mercoledì. Il Mef ha venduto tutti i 2,25 miliardi di euro in Ctz biennali aprile 2016 offerti pagando un tasso al nuovo minimo storico: lo 0,428%, contro lo 0,591% del collocamento del mese scorso. Forte la domanda, che ha raggiunto quasi i 4,5 miliardi di euro, attestandosi a 2 volte l'offerta contro il rapporto di 1,57 della precedente asta. Via XX Settembre ha inoltre venduto 555,46 milioni in Btp a 5 anni indicizzati, con tasso dello 0,25% e una domanda di 2,38 volte l'importo assegnato, e 444,54 milioni di euro in Btp a 15 anni indicizzati, con un rendimento dell'1,66% e un rapporto di copertura di 2,48. Il massimo dell'offerta per questi due tipi di titoli era stato fissato a 1 miliardo di euro. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund decennali, scende di qualche punto dopo l'esito dell'asta: arriva a 152 punti base, con i titoli italiani che rendono il 2,67% sul mercato secondario al nuovo minimo storico dall'introduzione dell'euro.

In mattinata gli investitori hanno guardato soprattutto a Est, dove la Cina è tornata ad essere un propulsore per la crescita dell'area Asia-Pacifica. Dopo mesi di fiato corto e incertezze, le industrie cinesi sono tornate ad attrarre gli investitori, anche in considerazione dei prezzi di mercato tutto sommato a sconto e dopo che i profitti a giugno hanno fatto segnare un balzo del 17,9% rispetto a un anno fa, il rialzo più consistente da settembre. E così le Piazze cinesi hanno chiuso in forte rialzo: l'indice di Shanghai ha archiviato la seduta con un guadagno dell'2,41% a 2.177 punti, quello di Shenzhen del 3,04% a 7.808 punti. La Borsa di Tokyo ha chiuso sui massimi da sei mesi, cioè dal 23 gennaio scorso: l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,5% a 15.529,40 punti. La seduta è stata moderatamente attiva, con 1,93 miliardi di pezzi scambiati sul mercato principale.

Quanto infine alle materie prime, alla chiusura dei mercati Ue il petrolio è debole: il Wti cede lo 0,9% e il Brent l'1,1%, rispettivamente a 101 e 107 dollari al barile. Per quanto riguarda l'oro, le quotazioni sono stabili a 1.306 dollari l'oncia.