MILANO - La crisi non intacca più la propensione al risparmio delle famiglie europee. Nel primo trimestre dell'anno, infatti, il tasso all'interno dell'Eurozona è rimasto stabile al 13%, come negli ultimi tre mesi del 2013. Lo rende noto Eurostat sottolineando come la dinamica sia la stessa anche all'interno dell'Unione europea 28 dove i risparmi si fermano al 10,6% del reddito come nel trimestre precedente. Nella zona euro resta invariato anche il reddito procapite delle famiglie, dopo un +0,2% nel trimestre precedente. Questo perché il reddito nominale procapite è aumentato allo stesso passo dei prezzi (+0,2%). Stabili anche i consumi.
Torna a crescere, invece, il tasso d'investimento nella Ue a 28 che risulta pari al 19,5% nel primo trimestre dell'anno, in lieve aumento rispetto al quarto trimestre 2013 (19,4%). Eurostat pubblica anche l'indicatore della percentuale di profitti delle imprese che per la Ue è pari al 37,2% nel trimestre (37,4% nel quarto 2013) mentre nell'Eurozona il tasso di profitti è risultato pari al 37,7% contro il 37,8% nel precedente trimestre.
Tagliano gli investimenti, le imprese nell'Eurozona dove si registra un calo nel primo trimestre al 19,3% dal 19,5% registrato nel quarto trimestre dello scorso anno: il risultato deriva da un calo degli investimenti (-0,8%) e da un incremento del valore aggiunto lordo (+0,2%). Gli stock totali (materiali, scorte e beni finiti) sono scesi per il secondo trimestre consecutivo.
Torna a crescere, invece, il tasso d'investimento nella Ue a 28 che risulta pari al 19,5% nel primo trimestre dell'anno, in lieve aumento rispetto al quarto trimestre 2013 (19,4%). Eurostat pubblica anche l'indicatore della percentuale di profitti delle imprese che per la Ue è pari al 37,2% nel trimestre (37,4% nel quarto 2013) mentre nell'Eurozona il tasso di profitti è risultato pari al 37,7% contro il 37,8% nel precedente trimestre.
Tagliano gli investimenti, le imprese nell'Eurozona dove si registra un calo nel primo trimestre al 19,3% dal 19,5% registrato nel quarto trimestre dello scorso anno: il risultato deriva da un calo degli investimenti (-0,8%) e da un incremento del valore aggiunto lordo (+0,2%). Gli stock totali (materiali, scorte e beni finiti) sono scesi per il secondo trimestre consecutivo.