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Le Borse Ue mancano il rimbalzo con i conflitti internazionali. Spread in calo

I mercati faticano a mettersi alla spalle la settimana difficile: pesano ancora le tensioni globali. In particolare tra Russia e Ucraina: se la crisi precipitasse, le sanzioni verso Mosca diventerebbero più pesanti e l'Eurozona rischierebbe di tornare in recessione. Calano spread e Btp. Giovedì la riunione del board della Bce. Stabile l'euro contro il dollaro

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MILANO - Le Borse del Vecchio continente non riescono a mettersi alle spalle una settimana nera, ma la prima ottava di agosto si apre all'insegna dell'incertezza: sulle mosse degli investitori pesano ancora il default argentino, il rischio deflazione nell'Eurozona e i conflitti internazionali che rischiano di affossare la ripresa europea. A preoccupare è soprattutto l'Ucraina:  le sanzioni verso la Russia potrebbero determinare una flessione del Pil dello 0,3% nel 2014 e dello 0,4% nel 2015, ma il conflitto si aggravasse anche le sanzioni diventerebbero più pesanti. E l'Eurozona potrebbe piompare in recessione. Uno scenario complesso di cui dovrà tenere conto la Bce, giovedì, nella riunione del board chiamata a decidere se mettere in pratica nuove mosse di politica monetaria nella settimana successiva a quella che ha visto l'inflazione frenare ancora nell'Eurozona, scendendo al minimo da ottobre 2009.

Dal punto di vista macroeconomico la giornata, come peraltro il resto della settimana, è stata scarica di appuntamenti di rilievo ad accezione della pubblicazione dell'indice Ism-Ny per luglio negli Stati Uniti dove è salito a 68,1 punti dai 60,5 punti della precedente rilevazione. Segnali positivi anche dal Portogallo dove lo Stato è intervenuto per salvare il Banco Espirito Santo con un'iniezione di capitale di 4,4 miliardi di euro. Le attività "tossiche" della banca sono state conferite a una bad bank che verrà liquidita dagli attuali azionisti chiamati dallo Stato a pagare gli errori commessi.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,09% dopo essere arrivata a guadagnare quasi l'1%. Parigi è cresciuta dello 0,47%, Londra dello 0,07%, mentre Francoforte ha ceduto lo 0,5%. Il salvataggio del Banco Espirito Santo sostiene i principali titoli bancari, da Intesa e Unicredit, e allenta lo spread, la differenza di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi. Lo spread, infatti, scende in area 155 punti con i titoli decennali che rendono il 2,68%. L'euro è stabile sopra 1,34 dollari: la moneta unica scambia a 1,3417 sul biglietto verde Usa a fine seduta. Incerta Wall Street dopo una delle peggiori settimane dall'inizio dell'anno: il Dow Jones oscilla sulla parità come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%. Ma poi la chiusura è in rialzo, col Dow Jones che guadagna lo 0,46% a 16.569,34 punti e il Nasdaq lo 0,72% a 4.383,89 punti. Bene anche l'indice S&P500 che sale dello 0,72% a 1.939,01
punti.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rosso: l'indice Nikkei arretra dello 0,31% a 15.475.40 punti. Sul fronte delle materie prime, avvio di settimana in rialzo per le quotazioni del petrolio che restano però vicino ai minimi da oltre sei mesi. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre vengono scambiati a 98 dollari al barile (+12 centesimi). Le quotazioni del Brent salgono a 105 dollari. Sono in calo, invece, le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici che continuano la bassa intonazione dopo tre settimane di ribassi. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato  a 1.288 dollari l'oncia.