Le Borse Ue mancano il rimbalzo con i conflitti internazionali. Spread in calo
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERII mercati faticano a mettersi alla spalle la settimana difficile: pesano ancora le tensioni globali. In particolare tra Russia e Ucraina: se la crisi precipitasse, le sanzioni verso Mosca diventerebbero più pesanti e l'Eurozona rischierebbe di tornare in recessione. Calano spread e Btp. Giovedì la riunione del board della Bce. Stabile l'euro contro il dollaro
MILANO - Le Borse del Vecchio continente non riescono a mettersi alle spalle una settimana nera, ma la prima ottava di agosto si apre all'insegna dell'incertezza: sulle mosse degli investitori pesano ancora il default argentino, il rischio deflazione nell'Eurozona e i conflitti internazionali che rischiano di affossare la ripresa europea. A preoccupare è soprattutto l'Ucraina: le sanzioni verso la Russia potrebbero determinare una flessione del Pil dello 0,3% nel 2014 e dello 0,4% nel 2015, ma il conflitto si aggravasse anche le sanzioni diventerebbero più pesanti. E l'Eurozona potrebbe piompare in recessione. Uno scenario complesso di cui dovrà tenere conto la Bce, giovedì, nella riunione del board chiamata a decidere se mettere in pratica nuove mosse di politica monetaria nella settimana successiva a quella che ha visto l'inflazione frenare ancora nell'Eurozona, scendendo al minimo da ottobre 2009.
Dal punto di vista macroeconomico la giornata, come…
Dal punto di vista macroeconomico la giornata, come…
MILANO - Le Borse del Vecchio continente non riescono a mettersi alle spalle una settimana nera, ma la prima ottava di agosto si apre all'insegna dell'incertezza: sulle mosse degli investitori pesano ancora il default argentino, il rischio deflazione nell'Eurozona e i conflitti internazionali che rischiano di affossare la ripresa europea. A preoccupare è soprattutto l'Ucraina: le sanzioni verso la Russia potrebbero determinare una flessione del Pil dello 0,3% nel 2014 e dello 0,4% nel 2015, ma il conflitto si aggravasse anche le sanzioni diventerebbero più pesanti. E l'Eurozona potrebbe piompare in recessione. Uno scenario complesso di cui dovrà tenere conto la Bce, giovedì, nella riunione del board chiamata a decidere se mettere in pratica nuove mosse di politica monetaria nella settimana successiva a quella che ha visto l'inflazione frenare ancora nell'Eurozona, scendendo al minimo da ottobre 2009.
Dal punto di vista macroeconomico la giornata, come peraltro il resto della settimana, è stata scarica di appuntamenti di rilievo ad accezione della pubblicazione dell'indice Ism-Ny per luglio negli Stati Uniti dove è salito a 68,1 punti dai 60,5 punti della precedente rilevazione. Segnali positivi anche dal Portogallo dove lo Stato è intervenuto per salvare il Banco Espirito Santo con un'iniezione di capitale di 4,4 miliardi di euro. Le attività "tossiche" della banca sono state conferite a una bad bank che verrà liquidita dagli attuali azionisti chiamati dallo Stato a pagare gli errori commessi.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,09% dopo essere arrivata a guadagnare quasi l'1%. Parigi è cresciuta dello 0,47%, Londra dello 0,07%, mentre Francoforte ha ceduto lo 0,5%. Il salvataggio del Banco Espirito Santo sostiene i principali titoli bancari, da Intesa e Unicredit, e allenta lo spread, la differenza di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi. Lo spread, infatti, scende in area 155 punti con i titoli decennali che rendono il 2,68%. L'euro è stabile sopra 1,34 dollari: la moneta unica scambia a 1,3417 sul biglietto verde Usa a fine seduta. Incerta Wall Street dopo una delle peggiori settimane dall'inizio dell'anno: il Dow Jones oscilla sulla parità come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%. Ma poi la chiusura è in rialzo, col Dow Jones che guadagna lo 0,46% a 16.569,34 punti e il Nasdaq lo 0,72% a 4.383,89 punti. Bene anche l'indice S&P500 che sale dello 0,72% a 1.939,01
punti.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rosso: l'indice Nikkei arretra dello 0,31% a 15.475.40 punti. Sul fronte delle materie prime, avvio di settimana in rialzo per le quotazioni del petrolio che restano però vicino ai minimi da oltre sei mesi. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre vengono scambiati a 98 dollari al barile (+12 centesimi). Le quotazioni del Brent salgono a 105 dollari. Sono in calo, invece, le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici che continuano la bassa intonazione dopo tre settimane di ribassi. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.288 dollari l'oncia.
Dal punto di vista macroeconomico la giornata, come peraltro il resto della settimana, è stata scarica di appuntamenti di rilievo ad accezione della pubblicazione dell'indice Ism-Ny per luglio negli Stati Uniti dove è salito a 68,1 punti dai 60,5 punti della precedente rilevazione. Segnali positivi anche dal Portogallo dove lo Stato è intervenuto per salvare il Banco Espirito Santo con un'iniezione di capitale di 4,4 miliardi di euro. Le attività "tossiche" della banca sono state conferite a una bad bank che verrà liquidita dagli attuali azionisti chiamati dallo Stato a pagare gli errori commessi.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,09% dopo essere arrivata a guadagnare quasi l'1%. Parigi è cresciuta dello 0,47%, Londra dello 0,07%, mentre Francoforte ha ceduto lo 0,5%. Il salvataggio del Banco Espirito Santo sostiene i principali titoli bancari, da Intesa e Unicredit, e allenta lo spread, la differenza di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi. Lo spread, infatti, scende in area 155 punti con i titoli decennali che rendono il 2,68%. L'euro è stabile sopra 1,34 dollari: la moneta unica scambia a 1,3417 sul biglietto verde Usa a fine seduta. Incerta Wall Street dopo una delle peggiori settimane dall'inizio dell'anno: il Dow Jones oscilla sulla parità come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%. Ma poi la chiusura è in rialzo, col Dow Jones che guadagna lo 0,46% a 16.569,34 punti e il Nasdaq lo 0,72% a 4.383,89 punti. Bene anche l'indice S&P500 che sale dello 0,72% a 1.939,01
punti.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rosso: l'indice Nikkei arretra dello 0,31% a 15.475.40 punti. Sul fronte delle materie prime, avvio di settimana in rialzo per le quotazioni del petrolio che restano però vicino ai minimi da oltre sei mesi. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre vengono scambiati a 98 dollari al barile (+12 centesimi). Le quotazioni del Brent salgono a 105 dollari. Sono in calo, invece, le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici che continuano la bassa intonazione dopo tre settimane di ribassi. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.288 dollari l'oncia.