ROMA - "La revisione della spesa è e resta al centro della strategia del governo. È indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e della sostenibilità della finanza pubblica". A dirlo è stato, nel corso di un'informativa urgente sulla spending review nell'Aula della Camera il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha precisato che per la revisione della spesa sono possibili "ulteriori margini di miglioramento" e che "il governo sta lavorando in questa direzione". Poi ha invitato a non affrettare i giudizi sul bonus di 80 euro come anche sull'operato del governo "in pochi trimestri". E si dice certo che la ripresa sarà più decisa dal 2015.
È pronto il piano di "razionalizzazione delle partecipate locali, con l'obiettivo di ridurle da 8.000 a 1.000 in tre anni" e ottenere efficienza e risparmi, ha affermato il commissario Carlo Cottarelli in audizione, davanti alla commissione per l'attuazione del federalismo fiscale. E il commissario alla spending - che parla all'indomani dello shock per i dati negativi del Pil - ha anche annunciato che oggi pomeriggio invierà il rapporto al Comitato interministeriale per la revisione della spesa: "Abbiamo fatto un buon lavoro, se c'è la volontà politica a settembre si chiude sui fabbisogni standard".
Padoan: "Tecnici predispongono tagli spesa, ma su interventi decide governo". È "fuorviante" valutare l'impatto dell'azione di governo "in pochi trimestri", ma bisogna guardare ad una prospettiva di "medio periodo, quale quella che caratterizza i mille giorni", così come "è prematuro abbandonarsi a valutazioni sull'impatto" degli 80 euro "a soli tre mesi" dalla sua introduzione. Il ministro dell'Economia difende l'esecutivo e si dice fiducioso che dal 2015 la ripresa sarà più decisa: "Le più recenti previsioni macroeconomiche collocano nel 2015, e oltre, una fase di ripresa più decisa e sostenuta. È in questo contesto di medio periodo che si pone la politica economica del governo. E compito della politica di governo è quello di dare più sostegno alla ripresa sia in termini di quantità che di qualità, efficienza, e contenuti delle misure di stimolo". Il ministro ha anche sottolineato che se le opzioni sui tagli di spesa le predispongono i tecnici, è il governo a decidere su cosa intervenire. "Il processo di revisione della spesa e le decisioni che ne conseguono sulla riallocazione delle risorse, sui meccanismi decisionali, su eventuali tagli alla spesa pubblica, è compito del governo, sulla base di indicazioni di opzioni elaborate sul piano tecnico. La decisione sull'allocazione di risorse, finanziarie e no, è una delle funzioni essenziali della politica", ha detto Padoan.
Tagli spesa o taglio detrazioni. Senza nuove risorse da tagli spesa o maggiori entrare scatterà da gennaio il taglio alle detrazioni fiscali come previsto dalla scorsa legge di Stabilità, ha detto Padoan. La legge di stabilità del 2014 prevede infatti che si proceda con Dpcm da emanarsi entro il 15 gennaio 2015 alla revisione delle agevolazioni e detrazioni fiscali in misura tale da garantire 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 nel 2017. "Tale revisione non sarà tuttavia applicata - ha ribadito il ministro - qualora entro la data del primo gennaio siano approvati provvedimenti che assicurino, in tutto o in parte, maggiori entrate e/o risparmi di spesa, da conseguire mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa". Per quanto riguarda, poi, la prossima Legge di Stabilità, Padoan ha precisato che "dovrà tener conto del contesto, europeo e non solo italiano, di crescita e di inflazione contenute e inferiori alle attese".
Le misure. Cottarelli ha assicurato che "non saranno spente le luci nelle strade", ma solo abbassate e che è allo studio una proposta "di investimento tecnologico che consenta risparmi ed efficienza". Per l'illuminazione stradale, ha ricordato "si spendono circa due miliardi di euro l'anno e circa il 10% del risparmio cui puntiamo potrebbe venire dall'abbassamento delle luci in certe aree ma il grosso dell'operazione sarà di efficientamento energetico".
Amministrazione. Il commissiario ha poi spiegato che anche l'amministrazione centrale dello Stato ha ridotto le spese in questi anni, tranne al capitolo pensioni: "Tra 2009 e 2012 lo Stato ha ridotto la spesa del 10% in termini nominali, i Comuni l'8%, le Province il 14% e le Regioni, salvo la sanità, il 16%. Quindi c'è stata una riduzione molto forte delle spese anche per le amministrazioni centrali, ma non per le pensioni, salite del 7%".
Il piano per la riduzione delle partecipate locali passa per la definizione di un elenco di attività "tipiche" e "se le una partecipata vuole fare altro sarà necessario una validazione esterna", con l'obiettivo di "circoscrivere l'attività del pubblico rispetto al privato". Il criterio per la sforbiciata, insomma, non sarà solo "quello del profitto" perché ci sono settori in cui una partecipazione pubblica è "fisiologica, e sono i cinque servizi a rete, elettricità, acqua, gas, Tpl, rifiuti" ma "in una economia di mercato ci sono cose che il pubblico non dovrebbe fare" ad esempio, produrre "formaggi", anche perché "se si aumenta l'occupazione nel settore pubblico poi è più difficile tornare indietro".
Trasporto. Sul fronte del Trasporto pubblico locale, il commissario ha ricordato che ci sono "varie forme di inefficienza, come i bassi ricavi dalla vendita dei biglietti. Si sa che c'è un problema di 'evasione' del pagamento delle tariffe dovute". Ma si propone anche l'introduzione di costi standard anche per questo settore, "a partire dal Trasporto pubblico locale, su cui il Mit sta già lavorando", o vincoli alla detenzione indiretta di partecipate "che oggi ci sono a cascata" e una semplificazione delle procedure al fine anche di "rimuovere di incentivi a creare partecipate".
Società. Il rapporto affronta anche il capitolo 'scatole vuote', cioè "quelle società che non hanno dipendenti o non fanno fatturato, o hanno meno dipendenti che componenti del Cda". E si fa anche una riflessione sulle "micro-partecipazioni, dove l'insieme del pubblico non detiene oltre il 5-10%. C'è da chiedersi se abbia senso una partecipazione di questo tipo". E si punta anche a "favorire aggregazioni in certi settori dove le economie di scala non sono adeguate, come quello idrico o quello dei rifiuti".
Cottarelli torna così a parlare in pubblico dopo le polemiche sulle critiche all'operato del Parlamento e le voci di un suo addio all'incarico nel mese di ottobre. "Adesso io lavoro, continuo a lavorare, ci sono cose importanti da fare. Tutto il resto... Io mi concentro sul lavoro", ha detto oggi. Incontrerà Renzi sulle partecipate? "Se mi convoca io ci vado", ha risposto.
È pronto il piano di "razionalizzazione delle partecipate locali, con l'obiettivo di ridurle da 8.000 a 1.000 in tre anni" e ottenere efficienza e risparmi, ha affermato il commissario Carlo Cottarelli in audizione, davanti alla commissione per l'attuazione del federalismo fiscale. E il commissario alla spending - che parla all'indomani dello shock per i dati negativi del Pil - ha anche annunciato che oggi pomeriggio invierà il rapporto al Comitato interministeriale per la revisione della spesa: "Abbiamo fatto un buon lavoro, se c'è la volontà politica a settembre si chiude sui fabbisogni standard".
Padoan: "Tecnici predispongono tagli spesa, ma su interventi decide governo". È "fuorviante" valutare l'impatto dell'azione di governo "in pochi trimestri", ma bisogna guardare ad una prospettiva di "medio periodo, quale quella che caratterizza i mille giorni", così come "è prematuro abbandonarsi a valutazioni sull'impatto" degli 80 euro "a soli tre mesi" dalla sua introduzione. Il ministro dell'Economia difende l'esecutivo e si dice fiducioso che dal 2015 la ripresa sarà più decisa: "Le più recenti previsioni macroeconomiche collocano nel 2015, e oltre, una fase di ripresa più decisa e sostenuta. È in questo contesto di medio periodo che si pone la politica economica del governo. E compito della politica di governo è quello di dare più sostegno alla ripresa sia in termini di quantità che di qualità, efficienza, e contenuti delle misure di stimolo". Il ministro ha anche sottolineato che se le opzioni sui tagli di spesa le predispongono i tecnici, è il governo a decidere su cosa intervenire. "Il processo di revisione della spesa e le decisioni che ne conseguono sulla riallocazione delle risorse, sui meccanismi decisionali, su eventuali tagli alla spesa pubblica, è compito del governo, sulla base di indicazioni di opzioni elaborate sul piano tecnico. La decisione sull'allocazione di risorse, finanziarie e no, è una delle funzioni essenziali della politica", ha detto Padoan.
Tagli spesa o taglio detrazioni. Senza nuove risorse da tagli spesa o maggiori entrare scatterà da gennaio il taglio alle detrazioni fiscali come previsto dalla scorsa legge di Stabilità, ha detto Padoan. La legge di stabilità del 2014 prevede infatti che si proceda con Dpcm da emanarsi entro il 15 gennaio 2015 alla revisione delle agevolazioni e detrazioni fiscali in misura tale da garantire 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 nel 2017. "Tale revisione non sarà tuttavia applicata - ha ribadito il ministro - qualora entro la data del primo gennaio siano approvati provvedimenti che assicurino, in tutto o in parte, maggiori entrate e/o risparmi di spesa, da conseguire mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa". Per quanto riguarda, poi, la prossima Legge di Stabilità, Padoan ha precisato che "dovrà tener conto del contesto, europeo e non solo italiano, di crescita e di inflazione contenute e inferiori alle attese".
Le misure. Cottarelli ha assicurato che "non saranno spente le luci nelle strade", ma solo abbassate e che è allo studio una proposta "di investimento tecnologico che consenta risparmi ed efficienza". Per l'illuminazione stradale, ha ricordato "si spendono circa due miliardi di euro l'anno e circa il 10% del risparmio cui puntiamo potrebbe venire dall'abbassamento delle luci in certe aree ma il grosso dell'operazione sarà di efficientamento energetico".
Amministrazione. Il commissiario ha poi spiegato che anche l'amministrazione centrale dello Stato ha ridotto le spese in questi anni, tranne al capitolo pensioni: "Tra 2009 e 2012 lo Stato ha ridotto la spesa del 10% in termini nominali, i Comuni l'8%, le Province il 14% e le Regioni, salvo la sanità, il 16%. Quindi c'è stata una riduzione molto forte delle spese anche per le amministrazioni centrali, ma non per le pensioni, salite del 7%".
Il piano per la riduzione delle partecipate locali passa per la definizione di un elenco di attività "tipiche" e "se le una partecipata vuole fare altro sarà necessario una validazione esterna", con l'obiettivo di "circoscrivere l'attività del pubblico rispetto al privato". Il criterio per la sforbiciata, insomma, non sarà solo "quello del profitto" perché ci sono settori in cui una partecipazione pubblica è "fisiologica, e sono i cinque servizi a rete, elettricità, acqua, gas, Tpl, rifiuti" ma "in una economia di mercato ci sono cose che il pubblico non dovrebbe fare" ad esempio, produrre "formaggi", anche perché "se si aumenta l'occupazione nel settore pubblico poi è più difficile tornare indietro".
Trasporto. Sul fronte del Trasporto pubblico locale, il commissario ha ricordato che ci sono "varie forme di inefficienza, come i bassi ricavi dalla vendita dei biglietti. Si sa che c'è un problema di 'evasione' del pagamento delle tariffe dovute". Ma si propone anche l'introduzione di costi standard anche per questo settore, "a partire dal Trasporto pubblico locale, su cui il Mit sta già lavorando", o vincoli alla detenzione indiretta di partecipate "che oggi ci sono a cascata" e una semplificazione delle procedure al fine anche di "rimuovere di incentivi a creare partecipate".
Società. Il rapporto affronta anche il capitolo 'scatole vuote', cioè "quelle società che non hanno dipendenti o non fanno fatturato, o hanno meno dipendenti che componenti del Cda". E si fa anche una riflessione sulle "micro-partecipazioni, dove l'insieme del pubblico non detiene oltre il 5-10%. C'è da chiedersi se abbia senso una partecipazione di questo tipo". E si punta anche a "favorire aggregazioni in certi settori dove le economie di scala non sono adeguate, come quello idrico o quello dei rifiuti".
Cottarelli torna così a parlare in pubblico dopo le polemiche sulle critiche all'operato del Parlamento e le voci di un suo addio all'incarico nel mese di ottobre. "Adesso io lavoro, continuo a lavorare, ci sono cose importanti da fare. Tutto il resto... Io mi concentro sul lavoro", ha detto oggi. Incontrerà Renzi sulle partecipate? "Se mi convoca io ci vado", ha risposto.