MILANO - Record delle esportazioni cinesi a luglio. I volumi sono cresciuti del 14,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, segnando un raddoppio rispetto al dato finale dello scorso mese di giugno, quando erano al 7,2%. Il surplus commerciale a luglio ha toccato la quota record di 47,3 miliardi di dollari. Nei primi sette mesi del 2014 export e import combinati sono cresciuti del 2%, contro un'aspettativa del governo del 7,5%. In calo, invece, le importazioni, che hanno segnato una diminuzione dell'1,6% su base annua. Il calo è ancora più significativo se confrontato con il dato di giugno, quando si era registrata una crescita del 5,5%.
L'economia cinese ha quindi segnato il mese scorso un primo momento di ripresa, dopo una prima parte dell'anno deludente, con i dati del settore manifatturiero in contrazione fino a giugno scorso, ma il settore dei servizi ha registrato una battuta d'arresto a luglio, segnando i valori minimi da nove anni, secondo i calcoli di Hsbc.
La Cina, inoltre, ha registrato un tasso di crescita del 7,5% nel secondo trimestre di quest'anno, in lieve risalita rispetto al 7,4% dei primi tre mesi, ma secondo l'ultimo rapporto sul Paese del Fondo monetario internazionale, l'economia cinese è destinata a rallentare ancora nel 2015, al 6,5%-7% di tasso di crescita annuo. La crescita cinese è minacciata, secondo il rapporto del Fmi dalle "crescenti fragilità" del sistema economico che riguardano lo stanziamento delle risorse, il debito delle amministrazioni locali e una ridotta efficenza degli investimenti come traino dell'economia.
L'economia cinese ha quindi segnato il mese scorso un primo momento di ripresa, dopo una prima parte dell'anno deludente, con i dati del settore manifatturiero in contrazione fino a giugno scorso, ma il settore dei servizi ha registrato una battuta d'arresto a luglio, segnando i valori minimi da nove anni, secondo i calcoli di Hsbc.
La Cina, inoltre, ha registrato un tasso di crescita del 7,5% nel secondo trimestre di quest'anno, in lieve risalita rispetto al 7,4% dei primi tre mesi, ma secondo l'ultimo rapporto sul Paese del Fondo monetario internazionale, l'economia cinese è destinata a rallentare ancora nel 2015, al 6,5%-7% di tasso di crescita annuo. La crescita cinese è minacciata, secondo il rapporto del Fmi dalle "crescenti fragilità" del sistema economico che riguardano lo stanziamento delle risorse, il debito delle amministrazioni locali e una ridotta efficenza degli investimenti come traino dell'economia.