Economia

Estate, un negozio su due resta aperto: in sei mesi persi 1,7 miliardi di consumi

Secondo Confesercenti i commercianti non chiudono per adeguarsi a chi resta in città, ma soprattutto perché sperano di recuperare qualcosa, "altrimenti in autunno molti saranno a costretti a chiudere per sempre", come già successo a 20mila attività da inizio anno

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MILANO - Negozi aperti contro la crisi. Persi 1,7 miliardi di consumi nei primi sei mesi dell'anno gli esercizi commerciali provano a recuperare qualcosa per "non chiudere per in autunno" spiega la Confesecenti secondo cui sono sempre meno i pubblici esercizi che chiudono per le ferie estive. Quest'anno, secondo l'assocazione, almeno un'impresa su due rimarrà aperta per tutto il mese di agosto.

Le eventuali chiusure si limiteranno al weekend di Ferragosto, con l'esclusione delle località turistiche. "Il dato delle aperture d'agosto - è scritto in una nota - è una media per tutto il territorio nazionale, anche se si registrano picchi a seconda delle località e della tipologia di impresa: a Catania manterrà la saracinesca alzata l'80% dei pubblici esercizi, stessa quota degli esercizi alimentari che garantiranno il servizio a Roma".

Calano al 65%, invece, la aperture a Firenze, mentre a Torino "rimarranno attivi soprattutto i pubblici esercizi del centro storico (85% di imprese aperte), mentre nelle restanti zone del capoluogo piemontese la percentuale di aperture di negozi alimentari e di bar e ristoranti si aggirerà tra il 40 ed il 50%".

Secondo l'analisi di Confeserventi a rallentare l'esodo dalla città sono la crisi economica e il cattivo meteo, così "le imprese commerciali si sono adeguate nella speranza di recuperare un pò di vendite. Sono le motivazioni economiche, infatti, a pesare più di tutti: secondo le nostre stime, nei primi 6 mesi del 2014 abbiamo perso circa 1,7 miliardi di consumi, cui si aggiunge la scomparsa di oltre 20mila attività nel commercio e nel turismo. Si rimane aperti d'estate, dunque, per non chiudere per sempre in autunno, quando assisteremo a un diluvio di balzelli, a partire da Tari e Tasi, che potrebbero trasformarsi in una vera e propria stangata per le imprese".