LONDRA - Una nuova crisi finanziaria a causa dell'eccessivo aumento del prezzo degli asset potrebbe portare il mondo a un crash come quello del 2008. E questa volta sarebbe molto peggio, perché il sistema finanziario mondiale è ancora troppo debole, non sarebbe in grado di reggerne i costi come con difficoltà ha fatto fino ad oggi. Il banchiere che previde la crisi del 2008, oggi prevede nuovi problemi. Chi lancia l'allarme è Raghuram Rajan, oggi governatore della Banca centrale indiana, per anni capo economista del Fmi, ma soprattutto uno dei pochi che prima del 2008 avevano capito cosa sarebbe successo.
In un'intervista al Central Banking Journal, Rajan dice che "qualcuno fra i nostri macroeconomisti non si sta accorgendo che è in atto un complessivo rafforzamento dei rischi. C'è una forte possibilità che si apra una nuova crisi in una fase in cui il mondo è meno capace di far fronte ai suoi costi". Rajan è "allarmato" per l'aumento degli squilibri finanziari: "I problemi non vengono tanto dalla crescita del credito, che è relativamente tiepida sui mercati industriali pur essendo più forte sui mercati emergenti, quanto dai prezzi degli asset legati ai rischi finanziari. Le crisi finanziarie non sono prevedibili: i rischi crescono finchè non colpiscono duro".
La credibilità di Rajan è tutta legata al modo e alla forza con cui fece la sua precedente previsione: nel 2005, a una celebrazione per Alan Greenspan che lasciava la Federal Reserve, Rajan presentò un paper molto critico dello stato del settore finanziario. Il titolo era "Lo sviluppo del settore finanziario ha reso il mondo più a rischio?". L'economista parlava al famoso convegno di Jackson Hole dei banchieri centrali mondiali, e avvertiva che l'esplosione dei nuovi prodotti finanziari avrebbe reso il mondo più fragile. I banchieri erano incoraggiati ad assumere rischi che generavano rischi ancora peggiori in cambio di ritorni che avevano bassa possibilità di remunerazione ma ottimi bonus.
Le reazioni a quella presa di posizione furono anche sprezzanti. Per esempio Larry Summers, che allora era il Segretario al Tesoro Usa disse semplicemente che Rajan era un "luddista fuorviante". Naturalmente dopo quello che è successo nel 2008 la considerazione per l'allora capo economista del Fmi cambiò totalmente. Nel gennaio del 2009 il Wall Street Journal scrisse semplicemente che Rajan era stato un profeta; da allora fu intervistato dai migliori giornali e chiamato a intervenire in tutti i forum economici più importanti.
Da settembre 2013 Rajan è diventato il governatore della Banca centrale indiana dopo essere stato per un anno il chief economist counsellor del governo di Delhi. Nato nel 1963 a Bhopal, nel Madya Pradesh, da una famiglia tamil, Rajan si era laureato in ingegneria elettrica in India e soltanto dopo si era interessato di economia, con un diploma post-laurea in Business adminstration e poi con Phd alla Sloan School of Management del Mit.
Nel 2003 Rajan ha scritto un libro con l'italiano Luigi Zingales, che ha studiato con lui al Mit: "Salvare il capitalismo dai capitalisti". Nel 2010 ha pubblicato "How hidden fractures still threaten the world economy", per il quale ha vinto il premio Financial Times-Goldman Sachs per il miglior libro di economia nel 2010.
In un'intervista al Central Banking Journal, Rajan dice che "qualcuno fra i nostri macroeconomisti non si sta accorgendo che è in atto un complessivo rafforzamento dei rischi. C'è una forte possibilità che si apra una nuova crisi in una fase in cui il mondo è meno capace di far fronte ai suoi costi". Rajan è "allarmato" per l'aumento degli squilibri finanziari: "I problemi non vengono tanto dalla crescita del credito, che è relativamente tiepida sui mercati industriali pur essendo più forte sui mercati emergenti, quanto dai prezzi degli asset legati ai rischi finanziari. Le crisi finanziarie non sono prevedibili: i rischi crescono finchè non colpiscono duro".
La credibilità di Rajan è tutta legata al modo e alla forza con cui fece la sua precedente previsione: nel 2005, a una celebrazione per Alan Greenspan che lasciava la Federal Reserve, Rajan presentò un paper molto critico dello stato del settore finanziario. Il titolo era "Lo sviluppo del settore finanziario ha reso il mondo più a rischio?". L'economista parlava al famoso convegno di Jackson Hole dei banchieri centrali mondiali, e avvertiva che l'esplosione dei nuovi prodotti finanziari avrebbe reso il mondo più fragile. I banchieri erano incoraggiati ad assumere rischi che generavano rischi ancora peggiori in cambio di ritorni che avevano bassa possibilità di remunerazione ma ottimi bonus.
Le reazioni a quella presa di posizione furono anche sprezzanti. Per esempio Larry Summers, che allora era il Segretario al Tesoro Usa disse semplicemente che Rajan era un "luddista fuorviante". Naturalmente dopo quello che è successo nel 2008 la considerazione per l'allora capo economista del Fmi cambiò totalmente. Nel gennaio del 2009 il Wall Street Journal scrisse semplicemente che Rajan era stato un profeta; da allora fu intervistato dai migliori giornali e chiamato a intervenire in tutti i forum economici più importanti.
Da settembre 2013 Rajan è diventato il governatore della Banca centrale indiana dopo essere stato per un anno il chief economist counsellor del governo di Delhi. Nato nel 1963 a Bhopal, nel Madya Pradesh, da una famiglia tamil, Rajan si era laureato in ingegneria elettrica in India e soltanto dopo si era interessato di economia, con un diploma post-laurea in Business adminstration e poi con Phd alla Sloan School of Management del Mit.
Nel 2003 Rajan ha scritto un libro con l'italiano Luigi Zingales, che ha studiato con lui al Mit: "Salvare il capitalismo dai capitalisti". Nel 2010 ha pubblicato "How hidden fractures still threaten the world economy", per il quale ha vinto il premio Financial Times-Goldman Sachs per il miglior libro di economia nel 2010.