Mercati positivi sulla distensione in Ucraina.
Telecom Italia sotto i riflettori a Piazza Affari
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDI
Secondo gli analisti, l'incontro tra Mosca e Kiev basta a spiegare i rialzi dei mercati: Milano chiude a +0,8%. Anche Wall Street in netto rialzo, mentre in Asia aveva dominato la cautela. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi torna a salire a 165 punti base; l'Italia continua a premere sull'Europa e la Bce per avere flessibilità e interventi contro la deflazione
MILANO - L'Italia continua il pressing sulla Banca centrale europea affinché venga concessa maggiore flessibilità sui parametri del bilancio pubblico, in cambio della garanzia di fare riforme incisive che necessitano però un paio d'anni per la completa realizzazione. Anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha alzato la pressione sul governatore dell'Eurotower, Mario Draghi, chiedendo interventi decisivi contro la deflazione, che non è solo un problema italiano bensì di tutto il Vecchio Continente.
Mentre si alternano le aperture e le chiusure sullo "sconto" da offrire al Belpaese, 4-5 miliardi di correzione in meno sul deficit strutturale rispetto alla prescrizione originaria del Fiscal Compact, con il neo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, possibilista mentre Berlino continua a dire "no", i mercati guardano con sollievo alle trattative sulla guerra in Ucraina. Proprio la notizia dei colloqui tr…
Mentre si alternano le aperture e le chiusure sullo "sconto" da offrire al Belpaese, 4-5 miliardi di correzione in meno sul deficit strutturale rispetto alla prescrizione originaria del Fiscal Compact, con il neo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, possibilista mentre Berlino continua a dire "no", i mercati guardano con sollievo alle trattative sulla guerra in Ucraina. Proprio la notizia dei colloqui tr…
MILANO - L'Italia continua il pressing sulla Banca centrale europea affinché venga concessa maggiore flessibilità sui parametri del bilancio pubblico, in cambio della garanzia di fare riforme incisive che necessitano però un paio d'anni per la completa realizzazione. Anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha alzato la pressione sul governatore dell'Eurotower, Mario Draghi, chiedendo interventi decisivi contro la deflazione, che non è solo un problema italiano bensì di tutto il Vecchio Continente.
Mentre si alternano le aperture e le chiusure sullo "sconto" da offrire al Belpaese, 4-5 miliardi di correzione in meno sul deficit strutturale rispetto alla prescrizione originaria del Fiscal Compact, con il neo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, possibilista mentre Berlino continua a dire "no", i mercati guardano con sollievo alle trattative sulla guerra in Ucraina. Proprio la notizia dei colloqui tra Mosca e Kiev per cercare di sciogliere la tensione, secondo l'analisi di Bloomberg, contribuisce in modo decisivo al buon umore degli investitori, che portano in terreno positivo i mercati europei. Per gli analisti, la guardia resta comunque altissima anche perché il convoglio umanitario russo posizionato al confine desta non poche preoccupazioni.
L'agenda macroeconomica rimane poco impegnata, in linea con il periodo estivo. Si segnala per l'Eurozona il dato sulla bilancia commerciale di giugno: il surplus verso il resto del mondo è di 16,8 miliardi, rispetto ai 15,5 miliardi dello stesso mese del 2013. Continua intanto a destare timori la salute economica della Francia, per la quale l'agenzia di rating Moody's ha rivisto nuovamente al ribasso le sue previsioni di crescita: a una settimana dall'ultima limatura ha portato da 0,6% a 0,5% l'andamento del Pil per il 2014, mentre l'anno prossimo è passata dal +1,3% al +0,9%. Negli Stati Uniti, infine, la fiducia dei costruttori edili è salita in agosto a 55, ai massimi degli ultimi sette mesi. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che scommettevo su quota 53.
Più vivace il versante corporate, dove l'Italia è protagonista attraverso Telecom Italia. Il titolo della compagnia telefonica chiude debole e resta sotto i riflettori per le mosse legate al Brasile: la società tricolore ha confermato l'interesse per la brasiliana Gvt, per la quale è pronta a mettere sul piatto 7 miliardi e battere così la concorrenza dell'ex socio di riferimento, Telefonica. Per convincere la francese Vivendi a conferire la controllata sudamericana a Telecom Italia, quest'ultima potrebbe aprire il proprio capitale proprio ai transalpini, cedendo loro il 20% e facendone il nuovo socio industriale di riferimento. Tra le altre azioni si guarda alle performance positive di Finmeccanica e Intesa Sanpaolo, mentre Gtech (ex Lottomatica) risente delle indiscrezioni secondo cui il governatore dell'Illinois, Patt Quinn, ha dato istruzioni alla lotteria del proprio Stato di interrompere il contratto di gestione con il Northstar Lottery Group, controllato dall'azienda italiana.
A Milano, Piazza Affari chiude così la prima seduta dell'ottava in rialzo dello 0,82%. Ancor più netto il balzo di Francoforte, che sale dell'1,68%, mentre Parigi accelera nel pomeriggio per chiudere al +1,35% e Londra al +0,78%. In territorio positivo anche Wall Street, reduce dalla seduta contrastata di venerdì scorso. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,06% chiudendo a 16.838,74 punti, il Nasdaq è salito dello 0,97% a 4.508,31 punti e l'indice S&P 500 è avanzato dello 0,85% chiudendo a 1.971,73 punti.
L'avvio di settimana è debole per l'euro, che chiude in lieve calo euro sotto quota 1,34 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3364 dollari e a 137,04 yen. Sul versante obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi vive una giornata di rialzi e ribassi: alla chiusura delle contrattazioni Ue il differenziale di rendimento tra Italia e Germania si attesta poco sopra quota 160 punti base, con il decennale italiano che viene scambiato sul mercato secondario con un rendimento del 2,63%.
In mattinata, i listini asiatici hanno trattato con cautela aspettando l'evoluzione del difficile quadro geopolitico. La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta, con l'indice Nikkei che è avanzato dello 0,03% a 15.319,23 punti. In compenso a Tokyo il titolo del gruppo farmaceutico Chugai ha segnato un balzo del 21% sulla scia delle voci che Roche avrebbe intenzione di acquistare il 40% delle azioni che non detiene. Da segnalare anche la progressione di Nintendo, spinta dal prossimo lancio di un gioco per i tablet iPad sui Pokemon.
Sul fronte macroeconomico, a Est si è registrato il brusco calo degli investimenti diretti esteri in Cina. A luglio, escludendo quelli realizzati in settori finanziari, si sono attestati a 7,81 miliardi di dollari, in calo del 16,95%, portandosi al livello più basso dal luglio del 2012, quando gli investimenti risultarono pari a 7,58 miliardi di dollari. Il governo di Pechino ha negato qualsiasi collegamento con le recenti azioni avviate nei confronti di numerose compagnie per verificare attività di monopolio, ma proprio tali provvedimenti hanno generato timori tra gli investitori esteri circa una volontà di pechino di colpire le imprese straniere.
Quanto alle materie prime, alla chiusura delle Borse del Vecchio Continente il petrolio a settembre segna un calo dell'1,2% a 96 dollari al barile. Il prezzo del greggio è ai minimi da giugno 2013 per l'affievolirsi delle tensioni in Ucraina e Iraq e per l'aumento della produzione della Libia. Il Brent cede 2 dollari circa, a 101,5 dollari al barile, dopo aver toccato quota 101,43 livello più basso dal 26 giugno 2013. L'oro a dicembre retrocede di mezzo punto percentuale a 1.299 dollari l'oncia.
Mentre si alternano le aperture e le chiusure sullo "sconto" da offrire al Belpaese, 4-5 miliardi di correzione in meno sul deficit strutturale rispetto alla prescrizione originaria del Fiscal Compact, con il neo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, possibilista mentre Berlino continua a dire "no", i mercati guardano con sollievo alle trattative sulla guerra in Ucraina. Proprio la notizia dei colloqui tra Mosca e Kiev per cercare di sciogliere la tensione, secondo l'analisi di Bloomberg, contribuisce in modo decisivo al buon umore degli investitori, che portano in terreno positivo i mercati europei. Per gli analisti, la guardia resta comunque altissima anche perché il convoglio umanitario russo posizionato al confine desta non poche preoccupazioni.
L'agenda macroeconomica rimane poco impegnata, in linea con il periodo estivo. Si segnala per l'Eurozona il dato sulla bilancia commerciale di giugno: il surplus verso il resto del mondo è di 16,8 miliardi, rispetto ai 15,5 miliardi dello stesso mese del 2013. Continua intanto a destare timori la salute economica della Francia, per la quale l'agenzia di rating Moody's ha rivisto nuovamente al ribasso le sue previsioni di crescita: a una settimana dall'ultima limatura ha portato da 0,6% a 0,5% l'andamento del Pil per il 2014, mentre l'anno prossimo è passata dal +1,3% al +0,9%. Negli Stati Uniti, infine, la fiducia dei costruttori edili è salita in agosto a 55, ai massimi degli ultimi sette mesi. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che scommettevo su quota 53.
Più vivace il versante corporate, dove l'Italia è protagonista attraverso Telecom Italia. Il titolo della compagnia telefonica chiude debole e resta sotto i riflettori per le mosse legate al Brasile: la società tricolore ha confermato l'interesse per la brasiliana Gvt, per la quale è pronta a mettere sul piatto 7 miliardi e battere così la concorrenza dell'ex socio di riferimento, Telefonica. Per convincere la francese Vivendi a conferire la controllata sudamericana a Telecom Italia, quest'ultima potrebbe aprire il proprio capitale proprio ai transalpini, cedendo loro il 20% e facendone il nuovo socio industriale di riferimento. Tra le altre azioni si guarda alle performance positive di Finmeccanica e Intesa Sanpaolo, mentre Gtech (ex Lottomatica) risente delle indiscrezioni secondo cui il governatore dell'Illinois, Patt Quinn, ha dato istruzioni alla lotteria del proprio Stato di interrompere il contratto di gestione con il Northstar Lottery Group, controllato dall'azienda italiana.
A Milano, Piazza Affari chiude così la prima seduta dell'ottava in rialzo dello 0,82%. Ancor più netto il balzo di Francoforte, che sale dell'1,68%, mentre Parigi accelera nel pomeriggio per chiudere al +1,35% e Londra al +0,78%. In territorio positivo anche Wall Street, reduce dalla seduta contrastata di venerdì scorso. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,06% chiudendo a 16.838,74 punti, il Nasdaq è salito dello 0,97% a 4.508,31 punti e l'indice S&P 500 è avanzato dello 0,85% chiudendo a 1.971,73 punti.
L'avvio di settimana è debole per l'euro, che chiude in lieve calo euro sotto quota 1,34 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3364 dollari e a 137,04 yen. Sul versante obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi vive una giornata di rialzi e ribassi: alla chiusura delle contrattazioni Ue il differenziale di rendimento tra Italia e Germania si attesta poco sopra quota 160 punti base, con il decennale italiano che viene scambiato sul mercato secondario con un rendimento del 2,63%.
In mattinata, i listini asiatici hanno trattato con cautela aspettando l'evoluzione del difficile quadro geopolitico. La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta, con l'indice Nikkei che è avanzato dello 0,03% a 15.319,23 punti. In compenso a Tokyo il titolo del gruppo farmaceutico Chugai ha segnato un balzo del 21% sulla scia delle voci che Roche avrebbe intenzione di acquistare il 40% delle azioni che non detiene. Da segnalare anche la progressione di Nintendo, spinta dal prossimo lancio di un gioco per i tablet iPad sui Pokemon.
Sul fronte macroeconomico, a Est si è registrato il brusco calo degli investimenti diretti esteri in Cina. A luglio, escludendo quelli realizzati in settori finanziari, si sono attestati a 7,81 miliardi di dollari, in calo del 16,95%, portandosi al livello più basso dal luglio del 2012, quando gli investimenti risultarono pari a 7,58 miliardi di dollari. Il governo di Pechino ha negato qualsiasi collegamento con le recenti azioni avviate nei confronti di numerose compagnie per verificare attività di monopolio, ma proprio tali provvedimenti hanno generato timori tra gli investitori esteri circa una volontà di pechino di colpire le imprese straniere.
Quanto alle materie prime, alla chiusura delle Borse del Vecchio Continente il petrolio a settembre segna un calo dell'1,2% a 96 dollari al barile. Il prezzo del greggio è ai minimi da giugno 2013 per l'affievolirsi delle tensioni in Ucraina e Iraq e per l'aumento della produzione della Libia. Il Brent cede 2 dollari circa, a 101,5 dollari al barile, dopo aver toccato quota 101,43 livello più basso dal 26 giugno 2013. L'oro a dicembre retrocede di mezzo punto percentuale a 1.299 dollari l'oncia.