MILANO - L'evoluzione del quadro geopolitico continua a essere il punto di riferimento per gli investitori, che sono privati in questo periodo estivo di un'agenda macroeconomica di rilievo e attendono il dispiegarsi delle mosse della Banca centrale europea per il contrasto alla stagnazione e deflazione nel Vecchio Continente. Negli ultimi giorni la distensione della tensione tra Russia e Ucraina, insieme al rally del comparto tecnologico, hanno sostenuto le quotazoni globali. Restano quanto mai attuali, però, gli inviti a procedere con cautela: in molti mettono in guardia da facili entusiasmi, perché la recente escalation tra Kiev e Mosca che ha portato a una vera e propria guerra ha vissuto già altri momenti di calma "apparente". Non a caso, infatti, nel giro di poche ore il quadro torna a farsi opaco visto che Mosca parla di nuove sanzioni verso l'Europa e un convoglio di rifugiati in Ucraina subisce un attacco che provoca decine di morte.
In Europa, le Borse proseguono comunque il periodo positivo e bissano il segno "più" di ieri, anche grazie al sostegno della buona lena di New York. Stona Milano, che dopo l'avvio positivo passa in rosso e quindi chiude piatta (+0,02%). Francoforte indossa la maglia rosa con un guadagno finale dello 0,96%, Londra aggiunge lo 0,56% appaiata a Parigi. A Piazza Affari si segnala la performance positiva di Telecom Italia, in attesa delle scelte di Vivendi sulla cessione della controllata brasiliana Gvt, per la quale la compagnia italiana è in lizza in concorrenza con l'ex socio di riferimento, Telefonica. In maglia nera invece Fiat, che cede il 2,9% dopo che il Credit Suisse ha avviato la copertura con rating 'underperform' e target price a 6 euro.
Wall Street chiude in rialzo spinta dai risultati migliori delle attese sulla vendita di case, i buoni guadagni di colossi come Home Depot. Tutti elementi che hanno fatto trascurare per un giorno la crisi ucraina. Il Dow Jones ha guadagnto lo 0,48% a quota 16.919,59. Il Nasdaq è cresciuto dello 0,43% a 4.527,51 punti.
Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco viaggia in leggero calo sotto la soglia di 160 punti base, con il rendimento dei decennali italiani che torna verso i minimi storici a quota 2,59%. Chiusura in lieve calo per l'euro sotto quota 1,34 dollari, con il biglietto verde che si rafforza dopo i dati Usa sul settore immobiliare. La moneta unica passa di mano a 1,3314 dollari e a 136,88 yen. Il dollaro si rafforza anche sulla valuta giapponese a 102,81 yen.
L'agenda macroeconomica del Vecchio Continente è ancora poco movimentata, mentre l'Italia è concentrata sulle contromisure alla stagnazione economica da prendere per far tornare i conti in sede europea e prende corpo un prelievo dalle superpensioni per finanziare esodati e cassintegrati. In Gran Bretagna si segnala l'andamento negativo dell'inflazione a luglio: -0,3% sul mese precedente per un +1,6% tendenziale, sotto le attese. In Giappone, in mattinata, è emerso il quarto calo consecutivo delle vendite al dettaglio: a luglio hanno continuato a risentire della crescita dell'Iva e sono scese del 2,5%, registrando comunque un lieve miglioramento.
In Oriente l'andamento positivo degli scambi in Europa e negli Stati Uniti si è ripercosso a macchia di leopardo. Alla fine, Tokyo è riuscita a strappare una performance positiva per la settima seduta consecutiva, striscia che non si registrava dalla fine del 2013. L'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta guadagnando lo 0,83% (127,19 punti) a 15.449,79 punti.
Quanto alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio si muove in calo a New York, dove le quotazioni scendono dello 0,5% in area 96 dollari al barile. Dopo il rimbalzo in Asia, anche l'oro segna un andamento al ribasso: il metallo prezioso viene scambiato in flessione frazionale sotto la soglia di 1.298 dollari all'oncia.
In Europa, le Borse proseguono comunque il periodo positivo e bissano il segno "più" di ieri, anche grazie al sostegno della buona lena di New York. Stona Milano, che dopo l'avvio positivo passa in rosso e quindi chiude piatta (+0,02%). Francoforte indossa la maglia rosa con un guadagno finale dello 0,96%, Londra aggiunge lo 0,56% appaiata a Parigi. A Piazza Affari si segnala la performance positiva di Telecom Italia, in attesa delle scelte di Vivendi sulla cessione della controllata brasiliana Gvt, per la quale la compagnia italiana è in lizza in concorrenza con l'ex socio di riferimento, Telefonica. In maglia nera invece Fiat, che cede il 2,9% dopo che il Credit Suisse ha avviato la copertura con rating 'underperform' e target price a 6 euro.
Wall Street chiude in rialzo spinta dai risultati migliori delle attese sulla vendita di case, i buoni guadagni di colossi come Home Depot. Tutti elementi che hanno fatto trascurare per un giorno la crisi ucraina. Il Dow Jones ha guadagnto lo 0,48% a quota 16.919,59. Il Nasdaq è cresciuto dello 0,43% a 4.527,51 punti.
Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco viaggia in leggero calo sotto la soglia di 160 punti base, con il rendimento dei decennali italiani che torna verso i minimi storici a quota 2,59%. Chiusura in lieve calo per l'euro sotto quota 1,34 dollari, con il biglietto verde che si rafforza dopo i dati Usa sul settore immobiliare. La moneta unica passa di mano a 1,3314 dollari e a 136,88 yen. Il dollaro si rafforza anche sulla valuta giapponese a 102,81 yen.
L'agenda macroeconomica del Vecchio Continente è ancora poco movimentata, mentre l'Italia è concentrata sulle contromisure alla stagnazione economica da prendere per far tornare i conti in sede europea e prende corpo un prelievo dalle superpensioni per finanziare esodati e cassintegrati. In Gran Bretagna si segnala l'andamento negativo dell'inflazione a luglio: -0,3% sul mese precedente per un +1,6% tendenziale, sotto le attese. In Giappone, in mattinata, è emerso il quarto calo consecutivo delle vendite al dettaglio: a luglio hanno continuato a risentire della crescita dell'Iva e sono scese del 2,5%, registrando comunque un lieve miglioramento.
In Oriente l'andamento positivo degli scambi in Europa e negli Stati Uniti si è ripercosso a macchia di leopardo. Alla fine, Tokyo è riuscita a strappare una performance positiva per la settima seduta consecutiva, striscia che non si registrava dalla fine del 2013. L'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta guadagnando lo 0,83% (127,19 punti) a 15.449,79 punti.
Quanto alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio si muove in calo a New York, dove le quotazioni scendono dello 0,5% in area 96 dollari al barile. Dopo il rimbalzo in Asia, anche l'oro segna un andamento al ribasso: il metallo prezioso viene scambiato in flessione frazionale sotto la soglia di 1.298 dollari all'oncia.